Pubblicità

ATTUALITÀ - INIZIATIVE CULTURALI

Le 21 Madri della Costituzione

Nel 70esimo del primo voto delle donne italiane, Rovigo ha celebrato le 21 Costituenti con una mostra del Liceo Scientifico “Paleocapa”

di Rosanna Beccari

Ventaglio Novanta n. 55 2017 pp. 152–155

E’ ancora viva l’emozione provata durante l’inaugurazione della mostra “Le 21 Madri della Costituzione. Il contributo delle donne all’Assemblea Costituente: 1946-’48”, nel corso della quale la tranquilla e provinciale Rovigo ha vissuto un momento di storia nazionale in un giorno particolarmente significativo per la nostra regione Veneto. Il 21 ottobre scorso si compivano i 150 anni del primo voto delle donne rodigine, in occasione del plebiscito per l’annessione del Veneto all’Italia (21-22 ottobre 1866). Un centocinquantesimo importante che ha portato al clou le celebrazioni dei settant’anni del primo suffragio femminile nazionale avvenuto, come è ben noto, il 2 giugno 1946 per il referendum istituzionale fra monarchia e repubblica.

Una data quindi di indubbio valore simbolico per l’inaugurazione di una mostra che si proponeva di commemorare proprio le donne che, entrate per la prima volta a Montecitorio con quelle elezioni, furono poi scelte a far parte dell’Assemblea Costituente, preposta a costruire la nostra Costituzione tuttora in vigore.

L’iniziativa rodigina ha focalizzato le figure delle “21 Madri della Costituzione”, il cui ricordo – escluse le poche note – si era in gran parte perduto. Ha permesso inoltre non solo di conoscere il significativo contributo da esse apportato alla Carta Costituzionale, bensì anche di riscoprirle come modelli di vita di una sorprendente attualità.

Ecco i loro nomi: Maria Agamben, Adele Bei, Bianca Bianchi, Laura Bianchini, Elisabetta Conci, Filomena Delli Castelli, Maria De Unterrichter, Nadia Gallico, Angela Gotelli, Angela Maria Guidi, Nilde Iotti, Teresa Mattei, Angelina Merlin, Angiola Minella, Rita Montagnana, Maria Nicotra, Teresa Noce, Ottavia Penna, Elettra Pollastrini, Maria Maddalena Rossi, Vittoria Titomanlio

Queste le 21 deputate, elette su un totale di 556 Costituenti in quelle storiche elezioni in cui per la prima volta tutte le italiane poterono esercitare il loro diritto di voto attivo e passivo.

Le 21 costituenti

Cinque di esse sarebbero poi entrate a far parte della “Commissione dei 75” incaricata della stesura della Carta Costituzionale: Federici, Iotti, Merlin, Noce, Penna (quest’ultima, solo per pochi giorni), mentre nel 1947 si aggiunse Gotelli.

Un universo variegato con formazioni culturali e vissuti diversi, ma tutte con un impegno alle spalle sociale e politico, anche di combattenti, partigiane, sindacaliste e antifasciste, alcune carcerate, esiliate, deportate. Provenienti da tutto il territorio nazionale, isole comprese, per la maggior parte laureate (14) in lettere, lingue e filosofia o a Magistero o diplomate (Gallico, Nicotra, Pollastrini), a parte Bei, Montagnana e Noce (autodidatte); quasi tutte lavoratrici, prevalentemente nel campo dell’insegnamento, ma anche operaie e sindacaliste o votate alla politica, alcune tra le prime sindache (Delli Castelli, Gotelli, Guidi, Rossi) ed una chimica (Rossi). Molte le sposate (14) e madri di famiglia, cinque di loro entrarono a Montecitorio in coppia col marito anche lui deputato (De Unterrichter in Iervolino, Montagnana moglie di Togliatti, capo del PCI; Noce compagna del leader comunista Luigi Longo; Guidi in Cingolani; Nadia Gallico in Spano), rivelandosi sempre abili nel destreggiarsi tra doveri ed oneri familiari ed impegni istituzionali.

Nonostante l’appartenenza a generazioni diverse (la più giovane, Mattei, di 25 anni e la più “anziana”, Merlin, ne aveva 59) e l’ideologia politica talora opposta – nove democristiane (Agamben, Bianchini, Conci, Delli Castelli, De Unterrichter, Gotelli, Guidi, Nicotra, Titomanlio), nove comuniste (Bei, Gallico, Iotti, Mattei, Minella Montagna, Noce, Pollastrini, Rossi), due socialiste (Bianchi e Merlin), una dell’Uomo Qualungue (Penna, la nobile possidente siciliana che lascerà quasi subito l’incarico) -, esse hanno saputo superare le loro diversità facendo fronte comune, consapevoli della responsabilità di rappresentare le istanze del mondo femminile, nell’occasione irripetibile di cambiarne la condizione di sudditanza ed esclusione sociale; 14 (dunque un numero esiguo: circa il 4%) a fronte dei 535 colleghi uomini, che non le hanno accolte con particolare galanteria, al contrario osteggiandole spesso duramente.

Ed hanno conseguito traguardi inimmaginabili, partendo da ambiti più strettamente legati all’universo femminile, come nel campo dei diritti delle donne, della famiglia e del matrimonio, della tutela dei figli e dei minori, della maternità e degli anziani, dei più deboli in generale (disoccupati, poveri, carcerati, emarginati), non senza trascurare nodi essenziali di cittadinanza per ambo i sessi, sempre nell’ottica rigorosamente paritaria: dal diritto allo sciopero o alla istruzione ed alla sanità e previdenza, fino a temi di più ampie vedute in ambito europeo ed internazionale, come la tutela dell’emigrazione, così da apportare esiziali modifiche alla legislazione. A partire dalla fondamentale affermazione nell’articolo 3 dell’uguaglianza tra uomo e donna e, nell’art. 29, dell’uguaglianza tra coniugi, mentre nell’art. 30 dell’uguaglianza e tutela dei figli illegittimi. Con l’art. 37 sancirono nell’ambito lavorativo la parità di ambo i sessi e la tutela dei minori e nell’art. 51 l’ammissione delle donne ai pubblici uffici ed alle cariche elettive. Questi sono solo alcuni dei loro interventi più significativi.

Ma il loro apporto prezioso non si fermò ai due anni di gestazione della nostra Carta Costituzionale. Molte di loro proseguirono, chi meno chi più a lungo, la carriera politica, fino al record più longevo di 13 legislature di Nilde Iotti, prima donna presidente della Camera dei Deputati dal 1979 al 1992 e vice presidente del Consiglio Europeo (1997-99, anno della morte). Ed il suo non fu l’unico primato. Maria De Unterrichter fu la prima ambasciatrice politica.

Angela Maria Guidi, oltre ad essere stata la prima donna a parlare in Montecitorio, fu anche la prima a partecipare ad un governo, in qualità di sottosegretario all’Industria, Commercio e Artigianato (la prima donna ministro sarebbe stata Tina Anselmi nel 1976).

Teresa Mattei fu insieme alla Montagnana l’ideatrice della mimosa come simbolo della Festa della Donna e segretaria dell’Ufficio di Presidenza.

Lina Merlin, la cui attività parlamentare è legata al nostro Polesine, non fu solo la proponitrice del noto provvedimento contro le case di tolleranza (legge 75 del 20 febbraio 1958), ma si battè anche per la soppressione del marchio infamante di “NN” (nomen nescio) per i figli di padre ignoto e della “clausola di nubilato” nei contratti lavorativi imposti alle donne.

Minella presentò negli anni ‘70 una riforma del diritto di famiglia e della sanità ancora oggi tra le più avanzate al mondo, mentre Agamben e Rossi furono tra le prime a proporre l’accesso delle donne alla Magistratura sia pure senza successo (esso fu ottenuto solo nel 1963). Ottavia Penna fu la prima candidata alle elezioni presidenziali della Repubblica e Maria Verzotto invece fu la prima presidentessa di una squadra di calcio (il Siracusa).

Quello delle 21 Madri della Costituzione fu dunque un lungo cammino, per una strada tutta in salita costellata di difficoltà ed ostacoli, che avrebbe però scardinato ottusi ed obsoleti pregiudizi e tabù sessisti, aprendo la via verso la parità di genere, ancora oggi da completare e difendere nelle conquiste raggiunte. Ecco perchè queste figure sono ancora così esemplari ai giorni nostri.

Utilizzo dei contenuti

Le informazioni contenute in questo articolo possono essere utilizzate come fonte per realizzare documenti, articoli, studi, ricerche e altri elaborati, anche mediante strumenti di intelligenza artificiale, a condizione che siano citati Ventaglio Novanta, l’autore, il titolo dell’articolo, il numero e l’anno della rivista e il collegamento alla scheda dell’articolo nell’Archivio Ventaglio.

La riproduzione integrale resta soggetta alla normativa sul diritto d’autore.

Come citare questo articolo

Rosanna Beccari. “Le 21 Madri della Costituzione”. Ventaglio Novanta, n. 55, 2017. https://ventaglionovanta.it/archivio/le-21-madri-della-costituzione/

Pubblicità