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AMBIENTE - TURISMO - CULTURA

Tenuta Restelli

A Boccasette, in visita alla villa ottocentesca e al suo parco romantico. Un bene di eccellenza nel Parco del Delta del Po

di Lino Segantin

Ventaglio Novanta n. 56 2018 pp. 28–31

Atmosfera romantica nel verde del giardino di Tenuta Restelli di Boccasette, appena illuminato da alcuni punti luce e ornato dai drappeggi dei gazebo bianchi, in occasione dello spettacolo allestito lo scorso 20 agosto nell’ambito della rassegna “Tra ville e giardini”. Applausi e ampi consensi per il concerto spettacolo dell’ensamble italo-argentino Tango Spleen e la raffinata esibizione dei maestri argentini Margarita Klurfan e Walter Cardozo.

“Questa splendida location è una riscoperta per tutti noi. – ha detto in apertura della serata il sindaco di Porto Tolle Claudio Bellan – Un grazie alla proprietà che ci ha permesso questo evento e sta riportando in vita questo gioiello”.

“Ci troviamo in uno dei tre giardini storici romantici del Polesine – ha ricordato il direttore artistico di Tra ville e giardini, Claudio Ronda – progettati dal celebre architetto Jappelli”. “Questa atmosfera romantica è ideale per godere della musica dei Tango Spleen e ballare in questa pista-milonga”.

Una serata riuscitissima dunque, che ha sicuramente accontentato gli appassionati degli eventi di musica e danza dell’estate 2017, ma che ha anche avuto l’opportunità di far conoscere ad un pubblico numeroso un bene architettonico ed ambientale di sicuro pregio, ai più sconosciuto.

Sulle pagine di questa rivista avevamo avuto occasione di parlare di Villa Restelli e del suo parco (vedasi Palazzo Restelli in Ventaglio 90 n.39, luglio 2009, pag. 14 e successive), registrando allora una situazione di abbandono e sottolineando come si trattasse di un bene di notevole valenza sotto il profilo storico, architettonico ed ambientale, necessitante di essere valorizzato ed inserito tra gli aspetti di eccellenza del delta del Po.

Una storia quella di Villa Restelli e del suo parco romantico che fa in particolare riferimento a due figure – quella di Pasquale Restelli e quella di Agostino Sopranzi – personaggi lombardi, vissuti in pieno Ottocento, legati da stretti vincoli di amicizia e da interessi di natura economica e culturale.

Da sottolineare che costoro – interessati ad investimenti fondiari e a conseguenti azioni di bonifica nel delta – furono sicuramente in rapporto col celebre architetto padovano Giuseppe Jappelli, noto soprattutto per la progettazione a Padova del Caffè Pedrocchi, ma anche apprezzato come progettista di parchi romantici, nonché incaricato dal Magistrato delle Acque di seguire interventi di bonifica nel delta padano.

Da questo intreccio di interessi professionali e di amicizie, nacquero dunque non solo iniziative di investimenti fondiari nel delta, ma anche il progetto di erigere un importante edificio, punto di riferimento per la tenuta, contornato da un bel parco. Ed è del tutto credibile che nella progettazione della villa di Boccasette – voluta da Pasquale Restelli e realizzata tra il 1851 e il 1854 – non sia stata estranea la figura dell’arch. Jappelli, attivo soprattutto nello stilare il progetto (o quanto meno nel fornire gli indirizzi di massima) per la realizzazione del parco romantico.

Una iniziativa questa davvero stupefacente: solo persone di alta levatura culturale potevano infatti pensare a realizzare un parco romantico in un’area che ai più doveva apparire fuori dal mondo, difficile da raggiungere, dominata dalle valli palustri e da aree da bonificare.

Dopo un periodo di splendore, villa Restelli e il suo parco ebbero a vivere giorni di smarrimento e degrado fino quasi al totale oblio. Ma ora il bene sembra risorgere e non possiamo che registrare il fatto con grande soddisfazione.

Nel citato intervento pubblicato nel 2009 sulle pagine di questa rivista, auspicavamo un interessamento forte da parte delle istituzioni, a cominciare dall’Ente Parco, per affiancare i titolari in un’azione di ripristino e valorizzazione, anche nell’ottica di favorire il turismo culturale nel territorio polesano.

La sorpresa ora è che -pur in assenza di sostegni ed interessamenti da parte delle istituzioni (deprecabile questa latitanza!) – villa Restelli e il suo parco sembrano rinate.

Ad attenderci per una visita, è un giovane imprenditore: Nicola Pavanati che, con la sua famiglia, si è fatto carico di acquistare dalla precedente proprietà la villa col suo parco. Ha quindi avviato un importante programma di recupero coadiuvato dalle famiglie Pavanati-Zucchelli e dal valido staff di collaboratori.

Incontriamo Nicola davanti alla rinnovata costruzione che – da poco ridipinta di un colore rosso mattone – spicca armoniosa nel verde del prato antistante.

“L’interno è tutto da sistemare”, ci informa subito, temendo di deludere le nostre aspettative. Ovviamente un passo alla volta.

Ma qui di passi se ne sono già fatti, e non pochi. A cominciare dal parco, del tutto risistemato, da cui inizia la nostra visita, raggiungendo il laghetto, liberato da una selva di canne infestanti che lo avevano del tutto occultato, mentre ora è ingentilito dalla presenza di romantiche ninfee.

Procediamo verso quella che era la ghiacciaia, che oggi, ripulita e sgomberata, si presenta come una sorta di galleria, utilizzabile nella stagione più calda per una sosta di refrigerio. La montagnola soprastante è arricchita da un gazebo, dove ci portiamo per ammirare dall’alto il verde parco che ci circonda, gustando la irreale atmosfera di pace e silenzio che domina l’ambiente.

Raggiungiamo poi il viale delle magnolie ingentilito da una fontana – una vasca circolare con putti – che sarà presto attivata e tornerà con i suoi zampilli ad allietare le passeggiate nel parco. In una vicina dependance individuiamo un forno da restaurare, utilizzato un tempo anche per la cottura di oggetti in ceramica, qui realizzati artigianalmente con il marchio Lillo.

Del tutto restaurata si presenta invece la “casa del fabbro”, una costruzione allungata ad un unico piano che sorge sull’aia attigua al parco. Un’area questa che ora per i visitatori rappresenta la via di accesso e la possibilità di parcheggiare le auto; una superficie dove è stata collocata anche una tensostruttura, sapientemente abbellita all’interno, ed utilizzata per banchetti e momenti di ristoro. Ricordiamo infatti che la famiglia Pavanati rappresenta nel delta un punto di riferimento importante nell’ambito della ristorazione.

Torniamo verso la villa per un’incursione all’interno da restaurare, dove gli aspetti più significativi li individuiamo nei soffitti affrescati (da ritoccare) delle camere al piano superiore. Gli ambienti non sono pochi, tanto che la costruzione sembra più grande all’interno rispetto alla visione che si ha dal parco che la affianca.

Tornerà la villa ad essere abitata? Avrà una nuova stagione, in cui potrà essere fruita come apprezzata struttura alberghiera da attenti visitatori del delta?

E’ una speranza che intravediamo negli occhi del nostro gentile accompagnatore e che noi auguriamo di cuore possa quanto prima divenire realtà.

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Come citare questo articolo

Lino Segantin. “Tenuta Restelli”. Ventaglio Novanta, n. 56, 2018. https://ventaglionovanta.it/archivio/tenuta-restelli/

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