Il progetto “La Via di Karol” consiste nell’Itinerario Europeo dei Piccoli Santuari: parte da Wadowice, luogo che diede i natali al papa polacco, per giungere a Roma, dove questo grande personaggio concluse il suo cammino terreno. E’ stato avviato nel 2009 dalla Rete internazionale Wigwam per promuovere i territori organizzati in Comunità Locali di Offerta e Interscambio – oggi una trentina – che si trovano lungo tale percorso.
L’itinerario, attraversando il Veneto, intercetta il Delta del Po e da qui si inoltra una diramazione a pettine che porta nell’entroterra medio e alto polesano.
Per saperne di più ci incontriamo con Efrem Tassinato, presidente della Rete Wigwam, tra i più convinti sostenitori dell’iniziativa.
“Lo scopo del progetto – ci dice – è di consolidare un vissuto di esperienze e sensazioni, certamente legate alla Fede per quanti sono credenti, ma patrimonio da condividere con tutti, lungo un asse che, oltre alla valenza di mera via di comunicazione, esprime anche quella di incontro di popoli, di culture, di tradizioni, di prodotti alimentari e non, delle piccole fattorie e dell’artigianato, nonché delle cucine locali. Patrimonio, solitamente presente in aree rurali e montane dove vi è la presenza di piccoli, a volte umili, ma proprio per questo genuini luoghi della fede. Quella popolare che più di ogni altra ha costruito la storia e le storie dei territori. Strutture che sono belle opere architettoniche e scrigni d’arte, poste in luoghi ameni dove, credenti e non credenti, possono concedersi una pausa dove lo spirito si riconcilia con la materialità delle contingenze quotidiane.”
Cosa deve fare perciò il Delta e il Polesine per non lasciarsi scappare tale occasione?
“I piccoli santuari e gli altri luoghi della fede, come possono essere monasteri ed abbazie, musei diocesani, pievi e molto altro ancora, ci sono da un bel po’ di secoli. Possiamo ben dire – sottolinea Tassinato – che siano un regalo dei nostri antenati e, come insegna la parabola dei talenti, sta alle generazioni contemporanee valorizzarli intelligentemente e, direi propriamente, come leva di sviluppo solidale e sostenibile. La Via di Karol, rappresenta soprattutto un diverso modo di vedere e costruire il turismo: fatto di cose vere, che hanno una storia e, mi vien da dire, dato che l’accostamento è fin troppo facile, un’anima”.
In concreto come ci si deve preparare per l’accoglienza dei fruitori de La Via di Karol?
“Occorre che in ogni territorio attraversato, si costituiscano Comunità Locali di Offerta e Interscambio, per le quali il Circuito Wigwam ha organizzato attività di formazione per gli Operatori denominati “Linkman” che le coordinano e le animano. Nei territori dove sono i piccoli santuari, perché i flussi turistici abbiano motivo di fermarsi non mordi e fuggi, deve esserci ricettività alberghiera ed extralberghiera, devono esserci dei punti di ristorazione, dove poter acquistare prodotti tipici del luogo e tutti gli altri servizi accessori che fanno di un’area un sistema turistico. Tutto questo magari c’è già, ma non si capisce bene cosa sia. Come un’orchestra dove ognuno suona per conto suo, creando sconcerto anziché gradimento”.
E qui entra in gioco il lavoro di Wigwam
“Il lavoro di Wigwam sta nel cercare e formare buoni direttori di orchestra e poi affiancarli e supportarli che, per lo specifico, sono gli Operatori delle Comunità Locali di Offerta e Interscambio. Che sappiano mettere in relazione i vari elementi costitutivi dell’offerta turistica affinché vi sia gioco di squadra, che sappiano costruire proposte integrate, che le sappiano comunicare, che imparino a dialogare coi colleghi delle altre Comunità Locali e organizzare scambi, ecc. Si tratta di una vera e propria nuova professione, lavoro retribuito insomma, ed ecco che territori considerati svantaggiati possono assurgere ad un nuovo tipo di sviluppo, solidale e sostenibile appunto con nuove forme di economia basata sulla valorizzazione delle particolarità e punti di forza piuttosto che sul loro stravolgimento con innesti speculativi artificiosi e alieni.”
A chi si rivolge la vostra offerta formativa?
“La professione di Linkman, ovvero di Operatore di Comunità Locale di Offerta e Interscambio, può essere intrapresa da giovani e meno giovani con una propensione alle relazioni, con una base scolastica almeno di scuola media superiore, una conoscenza di base della lingua inglese e capacità di utilizzazione dei social. In ogni caso, per i nuovi operatori, è previsto tutoraggio e affiancamento di operatori esperti. Informazioni si potranno desumere dal web istituzionale www.wigwam.it o richiedere a info@wig-wam.it”
Utilizzo dei contenuti
Le informazioni contenute in questo articolo possono essere utilizzate come fonte per realizzare documenti, articoli, studi, ricerche e altri elaborati, anche mediante strumenti di intelligenza artificiale, a condizione che siano citati Ventaglio Novanta, l’autore, il titolo dell’articolo, il numero e l’anno della rivista e il collegamento alla scheda dell’articolo nell’Archivio Ventaglio.
La riproduzione integrale resta soggetta alla normativa sul diritto d’autore.
Come citare questo articolo
Ventaglio Novanta. “La via di Karol”. Ventaglio Novanta, n. 56, 2018. https://ventaglionovanta.it/archivio/la-via-di-karol/