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ATTUALITÀ - INIZIATIVE CULTURALI

“Mille e una Shahrazàd”

Ha conquistato il pieno favore del pubblico la rassegna teatrale “Donne da palcoscenico”, giunta alla III edizione,

di Sofia Teresa Bisi

Ventaglio Novanta n. 56 2018 pp. 166–167

“Ascoltare le storie del passato per capire noi stessi e gli altri”. È stata Marina Massironi, una delle attrici ospiti del 2017, a stigmatizzare la bellezza e l’utilità della rassegna “Donne da palcoscenico”, organizzata da Minimiteatri in collaborazione con il Comune di Rovigo, per la direzione artistica di Letizia E.M. Piva.

L’artista rodigina è tra i fondatori dell’associazione teatrale Minimiteatri, nata nel 2005 sotto la guida sapiente di Gabbris Ferrari; ora è lei a portarne avanti la missione culturale con un impegno di valore e apprezzato dalla città. Lo scorso Maggio Rodigino ha infatti compreso, a Teatro Sociale, anche la III edizione della rassegna dedicata al Teatro al femminile, che per il 2017 è stata interamente dedicata alla straordinaria figura di Sharazade e alle storie de “Le mille e una notte”.

Tutta la stagione “Mille e una Shahrazàd”, dedicata a Gabbris Ferrari, ha proseguito il progetto di valorizzare come centro d’interesse il teatro al femminile: si tratti di interprete o autore, personaggio o regista; un mondo ancora poco esplorato nelle sue infinite sfaccettature. Ha mantenuto come punti di forza la comunicazione prossimale, che prende vita nella vicinanza tra artista e pubblico, nella condivisione di emozioni e pensieri, nel coinvolgimento di un pubblico che smette di essere spettatore e diventa parte dell’evento, nel sentire insieme.

Il progetto, ampliato rispetto agli anni precedenti, è iniziato nell’autunno del 2016 con “La voce, le parole e il corpo”, il laboratorio teatrale che ha permesso a un gruppo di attori non professionisti di esplorare le potenzialità e le capacità della voce come intenzione materializzata, come suono creatore di forme reali e immaginate.

Dopo i successi degli anni scorsi, segnati soprattutto dalla presenza di artiste come Syusy Blady, Maddalena Crippa e Teresa Mannino, il sipario del Teatro Sociale si è aperto il 14 maggio 2017 su una delle più amate attrici del panorama nazionale: Marina Massironi. Con la lettura solistica del testo “Shahrazàd, chi era costei?”, scritto e diretto da Letizia Piva, ha tracciato il valore della mitica narratrice, passando attraverso il senso della femminilità antica a attuale, oltre ai pericoli che comporta. Ha teso un filo solido tra tutte le condizioni femminili, divertendo e facendo riflettere al tempo stesso, in una narrazione ironica e pungente, in grado di incantare e sorprendere attraverso la disarmante verità sottesa alla difficoltà di essere donna in ogni epoca.

A impreziosire la pièce ci sono stati i movimenti coreutici di Thierry Parmentier, istrionico interprete di alcuni personaggi delle Mille e una notte e geniale costumista; sul fondale sono stati proiettati i pastelli che per mesi l’artista polesano Giorgio Mazzon aveva creato appositamente. Quelle “tele scenografiche” sono state esposte per il pubblico rodigino al Caffettiamo Photo Room di Rovigo fino alla fine di maggio: apprezzatissima, nell’artista recentemente scomparso, la capacità di impreziosire di sottili sfumature le avventure delle novelle, interpretando i personaggi come icone senza tempo, sospese e quasi imprigionate in un’eterna vicenda di vita vissuta, o forse solo immaginata.

Vanessa Gravina è stata la magnetica protagonista del secondo spettacolo al Teatro Sociale, il 21 maggio, con il melologo “Donna d’amore e di parola. Il viaggio di Sharazàd”, accompagnato dall’Ensemble strumentale del conservatorio Venezze che ha eseguito sul palco le straordinarie musiche composte per l’occasione da Luciano Borin. Il monologo poetico, intenso e incantato, creato da Letizia Piva, ha evocato la trasformazione di Sharazàd da fanciulla timorosa a donna coraggiosa.

Gli eventi teatrali sono stati chiusi il 28 maggio con tre repliche di “Shahrazàd racconta”, lo spettacolo che più di tutti ha valorizzato i talenti locali, gli attori professionisti di Minimiteatri, quelli che nel tempo hanno collaborato con Gabbris Ferrari, (Licia Navarrini, Claudio Moretti, Thierry Devetri, Paolo Rossi, Andrea Zanforlin, Thierry Parmentier, Marino Bellini, Filippo Tognazzo, Lahire Tortora, Marco Silvestrini), insieme ai 14 allievi del Laboratorio teatrale “La voce, la parola, il corpo” tenuto da Letizia Piva, che ha anche curato i testi e la regia della serata.

Le storie intersecate in modo caleidoscopico e itinerante hanno affascinato per la bravura degli interpreti, per l’intreccio fatto di personaggi realistici e fiabeschi, maghe, sultani, schiavi e statue che hanno creato un clima onirico ed evocativo, ricco di sorprese ed effetti suggestivi.

A completare il progetto su “Le mille e una notte” è stato inserito un ciclo di tre conferenze pomeridiane realizzate in Accademia dei Concordi in collaborazione con altrettante università italiane. Docenti di diverse discipline hanno esplorato le sfaccettature molteplici di una figura che ha assunto molti aspetti e attraversato molti territori, portando sempre con sé il segno della presenza di una voce che è diventata sinonimo di sopravvivenza e capacità di trasformazione. Anna Zoppellari, dell’Università di Trieste, ha parlato di “Shahrazàd e le Mille e una notte, dall’India alla Francia”; Marilena Parlati, dell’Università di Padova, ha trattato de “L’incanto della voce. Shahrazàd nel mondo anglofono tra Ottocento e contemporaneità”; Ivana D’Agostino, dell’Accademia di Belle Arti di Venezia, ha presentato “Shahrazàd tra orientalismo e seduzione. Dai Ballet russes all’haute couture, al cabaret, al cinema muto”.

Fervono già i preparativi per la rassegna 2018 che si intitolerà “Donne dell’altro mondo”.

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Come citare questo articolo

Sofia Teresa Bisi. ““Mille e una Shahrazàd””. Ventaglio Novanta, n. 56, 2018. https://ventaglionovanta.it/archivio/mille-e-una-shahrazad/

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