Il Polesine, grazie ai suoi piccoli centri e ai suoi fiumi, nonché in virtù della sua fitta rete di canali e corsi d’acqua minori, ha una naturale vocazione per il turismo lento e quindi per il cicloturismo. Valutate queste opportunità, il Coordinamento delle FIAB del Veneto, nell’ambito della valorizzazione di nuovi itinerari cicloturistici, domenica 7 ottobre ha scelto il nostro territorio per promuovere l’itinerario che si snoda dall’Adige al Po di Polesella; un’area che, per estensione, collegandoli, abbraccia anche i limitrofi territori della bassa padovana, da Monselice all’Adige, e del ferrarese, oltre il grande fiume.
La ragione dell’iniziativa FIAB, intesa a richiamare il cicloturista nella terra delimitata dai due principali fiumi italiani, non è stata ideata solo in riferimento alla posizione di “cerniera” del Polesine tra le regioni del Veneto e dell’Emilia Romagna, tra due città di interesse storico come Padova e Ferrara, ma soprattutto – ed è questo che il Coordinamento Veneto ha riconosciuto come valenza primaria del Polesine – per il fatto che esiste un percorso interessante nella direttrice tra questi due poli di interesse: un importante tratto del Cammino di Sant’Antonio.
Il Cammino – praticato da pellegrini, a piedi e in bici – segue, appunto, le tracce di Sant’Antonio, proponendo il percorso di fede dalla Basilica del Santo a Padova per arrivare fino in Toscana al Santuario de La Verna. Un tratto importante di tale itinerario interseca pertanto il Polesine.
Si tratta di un percorso di fede che, chiaramente, può essere declinato anche in senso turistico. Un turismo lento, che può portare sviluppo ai piccoli comuni attraversati dai cicloturisti, grazie ad infrastrutture per la mobilità dolce e lunga; insomma un percorso da promuovere per il turismo in bicicletta.
Il territorio polesano ha pertanto ospitato, domenica 7 ottobre, l’iniziativa denominata Lungo il Cammino di Sant’Antonio, inserito nella programmazione delle iniziative regionali FIAB, curata e coordinata da FIAB Amici della bici di Rovigo.
Oltre ottanta cicloturisti provenienti da varie città del Veneto hanno aderito all’evento di carattere regionale, iniziato alle 10 in punto a Monselice in piazza Mazzini, dove le associazioni FIAB del Veneto si sono ritrovate (Rovigo, innanzitutto come coordinatrice dell’evento, poi Verona, Vicenza, Padova, Treviso, Conegliano, Mestre, Mogliano, Montagnana e Legnago).
Il corteo di colorati ciclisti, dopo i saluti da parte dell’Amministrazione Comunale di Monselice, nella figura dell’assessore Catia Mori, si è diretto verso Pozzonovo, nel padovano, per poi superare l’Adige ed arrivare a mezzogiorno a Rovigo. Qui, la città ha fatto bella mostra di sé, proponendo la visita al Tempio della “Rotonda” ed accogliendo i cicloturisti con i saluti dell’Amministrazione Comunale di Rovigo, rappresentata dall’assessore Luigi Paulon, e dell’associazione Cammino di Sant’Antonio, nella persona di Anna Padoan, che lavora alacremente per lo sviluppo e la conoscenza dello splendido itinerario.
Dopo la pausa pranzo presso il Centro Don Bosco di Rovigo, il gruppo, sempre condotto da FIAB Rovigo, ha ripreso la pedalata verso sud, toccando Grignano, caratterizzata dalla pluricentenaria storia del Pavajon, e Arquà Polesine con il suo castello estense.
Il gruppo di cicloturisti ha poi imboccato la strada lungo i verdi argini del Canalbianco, punteggiati da manufatti idraulici e impianti idrovori, costeggiando le sinuosità della fossa Maestra, giungendo a Polesella, sul Po, dove, tra le altre ville, spicca Villa Morosini. Qui il programmato incontro con l’amministrazione locale è mancato, forse per incomprensioni sull’orario o per altri imprevisti non noti, così come anche l’incontro con FIAB Ferrara, a causa purtroppo di un imprevisto incidente tecnico che ha fermato il giovane presidente Stefano a pochi metri da casa.
Una breve sosta presso l’imbarcadero dei 7 Moli sulle acque del grande fiume a Polesella ha concluso, per la maggior parte dei cicloturisti, l’itinerario programmato, essendo giunta l’ora di intraprendere la via del ritorno. Alcuni hanno invece deciso di imboccare la strada del ponte, per superare il Po e spingersi fino a Ferrara, percorrendo un’altra ventina di chilometri.
Scattata un’ultima foto, il folto gruppo ha dunque inforcato le bici seguendo, per il ritorno, una strada alternativa rispetto all’andata, costeggiando il Po fino a Guarda Veneta. Da qui si è imboccata la ciclabile verso Pontecchio, raggiungendo poi Borsea, per arrivare quindi a Rovigo. E qui l’ultima sosta per il commiato, con il saluto conclusivo in piazza Vittorio Emanuele, prima di avviarsi verso la stazione dei treni o al pullman soddisfatti della bella esperienza nella polesana terra dei fiumi.
E’ stata una splendida giornata, anche dal punto di vista meteorologico, che ha mostrato il Polesine con alcune delle più interessanti peculiarità.
Soddisfazione per l’ottima riuscita dell’iniziativa da parte della FIAB Rovigo, che ha coordinato l’iniziativa e che si augura che il positivo accoglimento della proposta cicloturistica possa essere da stimolo per uno sviluppo del territorio nella direzione del turismo lento e/o di fede.
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Come citare questo articolo
Cinzia Malin, Denis Maragno. “Il cammino di Sant’Antonio”. Ventaglio Novanta, n. 58, 2019. https://ventaglionovanta.it/archivio/il-cammino-di-santantonio/