Si presenta di sicuro impatto architettonico la grande corte che sorge sulla sinistra della chiesa di San Genesio di Stienta. E’ caratterizzata da tre costruzioni davanti alle quali si apre un ampio spazio verde; edifici per decenni pressoché abbandonati, nei confronti dei quali da qualche tempo è stato avviato un intervento che dovrà riportarli ad una nuova agibilità. La casa padronale, innanzitutto, discosta di solo una ventina di metri dalla storica chiesa; il grande fienile con stalla al centro; la barchessa, più isolata, che, a quanto pare, è l’edificio più antico della grande corte.
Ad accoglierci troviamo Maurizio Barotto, il proprietario, in tenuta da lavoro, coadiuvato da un paio di operai nel lento ma ininterrotto lavoro per il ripristino del bene. Un’operazione non da poco, per la quale Maurizio – apprezzato ristoratore di sera – si sta impegnando in prima persona, dedicando non poche ore della giornata alla complessa attività di recupero.
Come è nata l’idea di assumere un impegno tanto gravoso? Gli chiediamo subito dopo aver scambiato un cordiale saluto.
“Qui sono nato – ci dice indicandoci la casa padronale. – E sento impellente il desiderio di non lasciare morire un bene di sicura valenza storica, quale si presenta questa vasta corte presso la chiesa di San Genesio. Un santuario, questo, molto amato, in primis dagli abitanti di Stienta e soprattutto da quelli della località Zampine dove sorge il tempio. Qui un tempo erano in particolare due le occasioni di festa: per l’Assunta, il 15 Agosto, a cui è dedicato il Santuario che conserva la sacra immagine della Madonna, e il 3 Febbraio per la ricorrenza di San Biagio, effigiato in una cappella laterale. Quest’ultima festa era detta anche “di ‘naranz”, per l’affollarsi di bancarelle con le arance, prodotto tipico commercializzato a febbraio, mentre quella ferragostana era detta “di mastei”, in quanto venivano esposti mastelli, botti e prodotti dell’artigianato in legno al tempo molto apprezzati”.
Raggiungiamo frattanto il grande edificio detto il fienile, una costruzione davvero ragguardevole: sul retro è caratterizzata da una grande stalla con poste per una cinquantina di bovini; sul davanti si presenta aperta, connotata da cinque ampie arcate; una grande barchessa dove arrivavano e sostavano carriaggi con vari prodotti della campagna, ed in particolare il fieno (da cui l’edificio prende il nome) che poi veniva stivato sopra la stalla. Un’agricoltura praticata con sapienza e disponibilità di manodopera, che suggerisce una domanda sul passato della famiglia del proprietario.
Quando sono giunti i Barotto a San Genesio?
“Nei primi decenni del Novecento – sottolinea Maurizio – . Allora la forza lavoro non mancava, i componenti della famiglia Barotto erano numerosi e il nonno acquistò dei terreni nella zona, di cui la corte rappresentava il cuore. Oggi le prospettive sono radicalmente mutate. Gli attuali discendenti della famiglia di agricoltori non hanno manifestato interesse per continuare l’attività di chi li ha preceduti: i terreni sono stati venduti; resta la grande corte con i suoi storici edifici, nei cui confronti mi sono assunto l’onere del restauro”.
Sul tappeto verde, che si apre davanti al fienile, sorge un bel pozzo di cui da poco è stato completato il lavoro di restauro. Lo raggiungiamo e scattiamo una foto avendo cura di inquadrare anche il proprietario/restauratore. Dopodiché continuiamo il nostro dialogo.
Quale sarà la destinazione degli edifici restaurati?
“L’idea è adibire la casa padronale a ricettività turistica. Il fienile e la barchessa resteranno aperti per il pieno godimento degli spazi, destinati a comitive o momenti di festa, come quella che annualmente interessa il corpo degli alpini. Sulla destra della chiesa gli alpini hanno utilizzato un’area verde per posizionare cippi a memoria dei caduti delle varie compagnie, ed ogni anno nel mese di giugno organizzano un importante raduno. La mia collaborazione consiste nel mettere a disposizione l’immobile del fienile per ospitare gli alpini durante il tradizionale rinfresco. Una volta completati i lavori di recupero degli immobili, conto di destinare un’area ad una piscina in modo che il luogo diventi un riferimento per gli abitanti della zona nel periodo estivo”.
Raggiungiamo frattanto l’edificio più discosto, detto la barchessa, caratterizzato da tre arcate, davanti al quale sorge un secondo pozzo.
E’ questo l’edificio storicamente più antico?
“E’ così – sottolinea Maurizio -. Le pietre della costruzione ci dicono chiaramente che la storia della barchessa è più remota. E allora… rispetto massimo e nessuna manomissione nell’attività di recupero”.
La chiesa di San Genesio era sotto la giurisdizione dei benedettini del monastero di San Benedetto in Ferrara. La proprietà di corte Barotto anticamente era di tale congregazione?
“Non sono stati trovati documenti che comprovino ciò. Forse prossime ricerche potranno portare a qualche risultato in proposito. C’è chi tende ad escludere un rapporto diretto della corte con le proprietà dei benedettini. A me sinceramente sembra strano che il monastero ferrarese, che aveva varie proprietà terriere, non disponesse di questo bene adiacente alla chiesa. Dirò di più. Mio padre mi ha assicurato di aver occluso un passaggio sotterraneo che dalla casa padronale permetteva di raggiungere la chiesa. Un collegamento questo che poteva esserci soltanto se la proprietà era la stessa”.
Cogliamo l’entusiasmo di Maurizio Barotto nell’accompagnarci in visita agli ambienti interessati dall’attività di ripristino. Ambienti per i quali il titolare, da provetto scultore, ha trovato anche il tempo per realizzare delle sculture lignee che si richiamano a simboli araldici, o fungeranno da indicazione, come la composizione sormontata da due leoni, in cui appare la scritta “San Znis” (San Genesio), sopra il disegno di grappoli d’uva e spighe di grano, ovvero i prodotti agricoli un tempo ammassati nella grande corte che attende di tornare a nuova vita.
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Come citare questo articolo
Lino Segantin. “Corte Barotto”. Ventaglio Novanta, n. 58, 2019. https://ventaglionovanta.it/archivio/corte-barotto/