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POESIA

Note siderali

Poesie di Brunello Gentile

di Brunello Gentile

Ventaglio Novanta n. 58 2019 pp. 117–119

CONCERTO SERALE

(ispirata dalla musica di Franco Guidetti)

Nel silenzio che rimanda a una stella appena apparsa, fra due nuvole disfatte, macchie gialle di lampione mi riflettono il bagnato.

C’è un respiro di deserto, ma anche luce colorata, che mi indica il teatro; sopra il palco, il musicista sta attendendo spettatori.

Finalmente giunge l’eco di una danza sulle note, trasformata, lentamente, in un gioco di armonie, che, con fremito deciso, toglie i travi della volta.

Mi pervade l’emozione di volare nello spazio, ricercando libertà e avvertendo all’improvviso che era anche un’esigenza.

Lancio applausi e mi defilo, torno a vivere la notte sotto stelle ormai infinite, che accompagnano un sorriso sul mio viaggio senza tempo.

NOTE SIDERALI

(dedicata al Chitarrista Franco Guidetti)

Ascolto le sue note confuso fra la gente nel silenzio della sala; come invidio quelle dita che s’appostano precise ricreando vibrazioni.

Sono sempre nell’attesa che quel ritmo s’innalzi per accrescere emozione, ma quel gioco trasognato è lì fermo fino a quando resta ancora una realtà.

Alla fine sono fuori da ogni limite vitale e mi trovo trasportato dalle forze universali, divagando ad occhi chiusi fra sentieri di galassie.

OSSERVANDOTI NEL TEMPIO

T’ho vista correre fino ai gradini del tempio, ritrovando straordinarie armonie fra il tuo corpo e il colonnato.

Prospettiva architettonica modulata sulle forme del tuo seno, sul rapporto dei tuoi fianchi, in dolce equilibrio d’insieme.

Scopro molte analogie fra due splendide attrazioni, nell’offerta di bellezza che mi ha fatto innamorare.

Relazione che mi incanta la visione del tuo viso, fra contorni rivelati da un contrasto con lo spazio.

Fra quei vuoti senza pietre, ideati dall’artista, vi è richiamo al mio timore che ogni sogno abbia una fine.

Fra strutture misurate che mi donano emozioni, vi è riscontro d’infinito che si perde fra i pensieri.

SACRALITA’ ARMONICHE

(ispirata da brano del Maestro Franco Guidetti)

Mi afferra lo sguardo l’intreccio di archi, colonne e navate, che scorgo lassù, sopra folla in ginocchio.

Giocate a sorpresa prospettive e visioni, per ritrovare gli incanti, nello spazio che fugge a confini usuali.

Figure d’affresco in sognante emozione sembrano vivere lento il sacrale silenzio di un cielo dorato.

Brusio di preghiera corale e un profumo d’incenso creano germi di culto, ma quanta più forza nelle note di un organo.

Ondate di ritmi si infrangono ovunque con l’eco trasmesso da volte e vetrate, che fanno tremare.

E’ un coro di voci lontane a svelarmi armonie che si fingono eterne per lasciarmi illusione che la vita s’allunghi.

INCONTRANDO LORD BYRON

Portovenere era un sogno, in banchina la mia barca, passeggiando tra le rocce di quell’ansa fronte mare, dove lapide richiama la presenza tua nel tempo.

Ha ispirato questi versi quella Grotta cui affidasti il tuo intimo pensiero.

Fra tue gesta che si narra al di là della decenza, mi ha descritto i tuoi ricordi anche il porto di Preveza, sulle coste dell’Epiro, che ho raggiunto navigando.

Così come mi è accaduto di ascoltare tue prodezze lungo rive in Corno d’Oro.

La tua fuga fra le accuse di una vita contestata dalla gente che accettava solo aspetti rituali, l’ho scoperta anche in campagna fra le mura di Cà Zen, dove narri di Teresa con i versi più immortali per l’amore che hai rubato.

SUL PRATO A PRIMAVERA

Ho visto il prato colorarsi di gaia primavera, nel solito ciclo di stagioni, ma quest’anno avevo te e i colori sembravano più vivi.

D’un tratto ho capito che tenere apparenze altro non erano che note musicali accordate dal vento.

Ho ascoltato un canto d’amore alla vita, fra onde variopinte che danzavano leggere ed è stata un’emozione.

Ho vissuto melodia che natura diffondeva, e ispirava la mia voglia di raccogliere poesia nell’incanto del tuo sguardo.

NEL PARCO

Rivedo il tuo correre nel parco, con i capelli sciolti ad affrontare il vento; immagine di vita esaltata da attesa d’abbraccio, che mi avresti donato, per calmare il tuo respiro.

Stava vivendo primavera la tua gioventù, prima che il tempo togliesse la voglia di una corsa sfrenata, anticipando l’incontro per calmare i tuoi pensieri.

Vorrei ricostruire gli anni danzando assieme nel prato sulle note di un valzer, suonato lentamente, in un unico abbandono che ci doni armonie, per giocare tra i ricordi.

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Come citare questo articolo

Brunello Gentile. “Note siderali”. Ventaglio Novanta, n. 58, 2019. https://ventaglionovanta.it/archivio/note-siderali/

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