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ATTUALITÀ - INIZIATIVE SOCIALI E CULTURALI

I 150 anni dell’Ass. Agricoltori

A Lendinara un convegno e una mostra di documenti antichi per festeggiare l’importante traguardo e motivare l’impegno futuro

di Luisa Rosa

Ventaglio Novanta n. 59 2019 pp. 142–144

Costituita il 16 giugno del 1869, l’Associazione Agricoltori di Rovigo – oggi Confagricoltura Rovigo – ha festeggiato un secolo e mezzo di vita. L’importante traguardo è stato solennizzato a Lendinara, dove l’Associazione è nata, con un convegno e una mostra di preziosi documenti antichi che ne testimoniano la storia e l’attività sindacale.

Nel Salone d’onore del piano nobile della biblioteca comunale, sabato 16 marzo, assieme agli associati e a presidenti e direttori delle diverse Unioni provinciali di Confagricoltura Veneto, erano presenti il vice prefetto Carmine Fruncillo, il comandante provinciale dei carabinieri Giovanni Truglio, e diversi rappresentanti politici, del governo e della Regione Veneto, tra cui l’onorevole Antonietta Giacometti, il vice presidente alla Commissione agricoltura della Regione Veneto Graziano Azzalin e l’assessore regionale al Territorio Cristiano Corazzari che hanno espresso la propria disponibilità ad essere vicini al settore primario sostenendo con impegno l’agricoltura italiana e polesana di cui Confagricoltura Rovigo è espressione sindacale.

“Oggi non siamo qui solo per celebrare formalmente un simile anniversario” ha detto il presidente di Confagricoltura Rovigo Stefano Casalini aprendo l’incontro. “Ritrovarsi assieme a Lendinara è un modo per riconoscere nel racconto di quegli anni l’impegno e i valori che hanno portato gli agricoltori a mettersi insieme, in anni per niente facili. È un modo per rendere omaggio a personaggi illuminati e lungimiranti, che hanno potuto e saputo introdurre innovazioni determinanti per il tessuto economico e sociale del Polesine”.

In particolare l’attenzione è stata focalizzata su Dante Marchiori e Eugenio e Giuseppe Petrobelli rappresentanti, con i Casalini, di quelle famiglie borghesi che hanno impresso uno sviluppo a tutto il territorio polesano. “Questi personaggi – ha sottolineato il presidente Casalini – offrirono le proprie conoscenze e soprattutto la propria vita imprenditoriale e politica nel promuovere iniziative di aggregazione come i Comizi agrari, la nascita della Società perfosfati, la creazione del primo zuccherificio del Polesine, di jutifici e canapifici. In quel periodo la provincia di Rovigo, soprattutto per merito loro, era di riferimento per tutt’Italia. Progresso agronomico, meccanico e agroindustriale ponevano Lendinara e Rovigo come un’eccellenza nazionale. Personalità illustri, che hanno anche voluto condividere esperienze e istituire servizi in comune, e avviare importanti impianti agroindustriali che hanno portato benessere nel nostro territorio, guardando sempre avanti, con ostinato ottimismo, al futuro”.

Un contributo importante per evidenziare l’azione e l’impegno di tali personaggi è stato offerto nel corso del convegno da due studiosi di fama nazionale quali Luigi Contegiacomo già direttore dell’archivio di stato di Rovigo e Fabio Ortolan membro dell’Accademia dei Georgofili.

Luigi Contegiacomo ha delineato con affascinante dovizia di particolari la storia dell’”Associazione Agricoltori”, dalla nascita, legata anche alle due famiglie lendinaresi dei Marchiori e dei Petrobelli.

Fabio Ortolan, già presidente di Confagricoltura Rovigo (curatore della mostra documentale allestita nella biblioteca di Lendinara, ndr), ha poi illustrato i 150 anni della meccanizzazione in Polesine, corredando la sua esposizione con un’ampia rassegna di immagini a testimonianza dell’evoluzione che ha caratterizzato il settore.

Al convegno ha portato i saluti dell’amministrazione comunale il sindaco di Lendinara Luigi Viaro, che ha sottolineato il ruolo importante svolto dall’Associazione nel passato, auspicando che anche oggi, come già ieri, il “gioco di squadra” prosegua mettendo sempre al centro l’uomo.

Matteo Lasagna, vicepresidente nazionale di Confagricoltura, ha portato i saluti del presidente nazionale Giansanti che con molto rammarico non ha potuto essere presente. “Nonostante siano passati 150 anni il messaggio dei nostri padri è sempre attuale” ha esordito, spiegando così il parallelismo: “Oggi si parla di social, si parla di strumenti che ci aiutano a comunicare meglio: questo bisogno di comunicazione nel 2019 per potersi migliorare, per potersi fare forza è lo stesso che c’era 150 anni fa, quando le persone hanno capito che incontrarsi e discutere assieme era fondamentale per progredire; che esprimersi all’interno di una associazione era il modo giusto per confrontarsi, per trovare una soluzione ai problemi”.

“La vendita di prossimità può attirare qualche turista – ha poi osservato Lasagna -, ma non è l’espressione della nostra produzione. I nostri associati credono nel mercato, non nei mercatini”. “Le terre polesane sono terre di cereali e, un tempo, si caratterizzavano con 55mila ettari coltivati a barbabietole, oggi siamo a 30mila ettari complessivamente in Italia”. “Dobbiamo tornare a coltivare l’Italia, in lungo e in largo, essere competitivi, ottenere prezzi equi, aumentare la produzione del made in Italy, non solo di tradizione ma anche di innovazione” ha concluso guardando al futuro: “Questa è la nostra missione, questa è la battaglia che Confagricoltura porta avanti, in Italia e a Bruxelles”.

In chiusura dell’importante iniziativa è intervenuto il presidente Stefano Casalini per sottolineare il gesto di grande generosità compiuto dal sempre attivo associato Vincenzo Cappellini. Rivolgendosi all’avvocato, presente in sala, Casalini ha sottolineato il valore dell’intervento: “Un gesto che ha permesso di realizzare il sogno di migliorare e abbellire la nostra sede provinciale con una serie di opere inaugurate lo scorso 25 gennaio alla presenza del presidente nazionale di Confagricoltura Massimiliano Giansanti. Ringrazio di cuore il nostro affezionato associato anche per aver suggellato, con una lapide dedicata al padre Mario nel salone di Palazzo Manfredini, il suo grandissimo attaccamento e quello della sua famiglia all’Associazione Agricoltori. Un ringraziamento anche a nome di tutti i soci per la sua donazione veramente straordinaria”.

Per le opere realizzate (la costruzione di un ascensore e di una scala di sicurezza, il rifacimento dei bagni, l’installazione di un imponente lampadario di Murano nel salone d’entrata e dell’illuminazione esterna di Palazzo Manfredini) l’avvocato Cappellini ha erogato una iniziale donazione di €211.966,70, salita in totale a fine lavori a € 245.069,70.

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Come citare questo articolo

Luisa Rosa. “I 150 anni dell’Ass. Agricoltori”. Ventaglio Novanta, n. 59, 2019. https://ventaglionovanta.it/archivio/i-150-anni-dellass-agricoltori/

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