Nei pressi del centro storico di Lendinara, affacciato sulla riva destra del fiume Adigetto, sorge, elegante e maestoso, Palazzo Malmignati. Il gentilizio edificio eterna il nome della nobiliare famiglia Malmignati, di origine Ferrarese, trasferitasi a Lendinara intorno alla metà del ‘400, dopo aver acquistato numerose terre della zona.
La famiglia, oltre ad esercitare potere politico a Lendinara, mantenne anche stretti legami con la nobiltà ferrarese, in particolare con gli Estensi, Signori della città. Questo rapporto inizio però a sgretolarsi lungo il corso del XVI secolo, quando i Malmignati offrirono sostegno ai Veneziani, nemici degli Estensi. Il potere della famiglia Malmignati a Lendinara andò però rafforzandosi, giacchè il paese passò definitivamente sotto la nuova amministrazione veneziana.
La storia della famiglia, ormai a tutti gli effetti lendinarese, si intrecciò nel ‘600 con quella della famiglia Brenzoni di Verona, e fu proprio in seguito a questa unione che i Malmignati ebbero ingenti risorse economiche le quali portarono alla decisione, all’inizio del 1700, di erigere il palazzo lungo riviera San Biagio.
Il primitivo corpo di fabbrica, datato 1528 e progettato da Lorenzo Malmignati, pare sia stato realizzato sui ruderi di un antico castello: Castel Cattaneo. Ma il maestoso edificio – tuttora ammirabile presso il centro di Lendinara – venne innalzato circa due secoli dopo, nei primi anni del XVIII secolo, quando si decise di riattare il fabbricato precedente, visibilmente danneggiato dal terremoto del 1694.
Il cantiere per la realizzazione della nuova fabbrica venne allestito nel 1711, e i lavori si prolungarono fino al 1714. La Famiglia Malmignati richiese, per la realizzazione dello stabile, i servigi di Vincenzo Santini (1665-1742), uno degli architetti ferraresi più rinomati in quegli anni. L’architetto Santini seguì ogni lavoro portato a termine nel cantiere, occupandosi anche dei rapporti con i fornitori, con i lavoratori e curando i subappalti.
Va detto per inciso che la realizzazione della dimora Malmignati segnò l’inizio di un rapporto duraturo tra la famiglia Santini e Lendinara: i due figli di Vincenzo, Francesco e Angelo Santini, infatti, si integrarono perfettamente all’interno della comunità lendinarese, sposando due sorelle del luogo.
L’innalzamento dei muri del complesso venne affidato a Mastro Agostino Brunello, il quale lavorava affiancato dall’impresa di famiglia; vennero invece chiamati per la lavorazione del legname i mastri Zuane Padoan, Lorenzo Zerbinato e Mattio Scardona, e per la lavorazione lapidea venne richiesta la presenza del tagliapietra Primo Giacomo Scarmolin.
Il palazzo ad oggi si presenta nella forma fedele al progetto del ‘700: il corpo di fabbrica risulta composto da una sorta di cubo affiancato ad ovest da un corpo rettangolare; la struttura principale del complesso è divisa in altezza da quattro livelli: pianterreno, primo piano, piano nobile e sottotetto.
I punti di forza della struttura sono le sue due facciate: la facciata a nord, rivolta verso riviera San Biagio, è preceduta da una scalinata che porta direttamente al piano rialzato, in origine l’entrata da dove i Malmignati accoglievano gli ospiti. L’ampio salone centrale è diviso in due spazi da alte colonne. Superate le colonne ci si trova di fronte due monumentali scaloni laterali che portano al piano nobile, connotato da un ampio salone che riceve luce da grandi finestre con portali ad arco a tutto sesto.
La facciata meridionale, troneggia sull’ampio giardino privato e si specchia nelle acque del bacino artificiale un tempo utilizzato come vasca per i pesci. Non è dissimile dalla facciata principale: manca la scalinata centrale che porta al piano rialzato: l’entrata da questo lato dell’edificio dà direttamente accesso al pianterreno, mentre una scala interna porta al piano rialzato.
Nel complesso le due facciate risultano equilibrate nella disposizione delle forature, ed eleganti grazie alle ampie vetrate ad arco del piano nobile.
Nel ‘900 la villa venne ceduta a privati, i quali decisero di ricavare al piano terra del palazzo delle piscine termali, ancora oggi presenti. Il progetto di realizzare una sorta di Spa venne però presto abbandonato.
Ad oggi Palazzo Malmignati è proprietà della famiglia Travaglini, che, dopo aver portato a compimento consistenti lavori di pulizia e sanificazione dell’immobile e del giardino, ha permesso la riapertura dello storico edificio tramite un’apprezzata iniziativa dei volontari del gruppo FAI (Fondo Ambiente Italiano) giovani di Rovigo, che hanno fatto conoscere la villa e la sua storia a centinaia di visitatori.
Nell’occasione, in tanti hanno manifestato stupore per la bellezza dello storico edificio, auspicando l’intensificarsi di iniziative di valorizzazione del bene lendinarese.
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Come citare questo articolo
Serena Grassi. “Palazzo Malmignati a Lendinara”. Ventaglio Novanta, n. 61, 2020. https://ventaglionovanta.it/archivio/palazzo-malmignati-a-lendinara/