Facendo riferimento al titolo del film del 1961 del regista Renato Dall’Ara, tratto dal libro di Antonio Cibotto, domenica 23 febbraio 2020 un gruppo di 38 persone di varia provenienza sono partite all’ alba, sfidando il freddo, dal porticciolo di Pila, nel comune di Porto Tolle, per raggiungere Scano Boa, con l’obiettivo di effettuare la pulizia della spiaggia.
L’evento di sanificazione è stato patrocinato dal Comune di Porto Tolle, dal Parco Regionale Veneto del Delta del Po, WWF provinciale Rovigo, Sagittaria, Ecoambiente, Plasticfree, Delta Po Experience e dalla società di navigazione Marino Cacciatori che ha messo a disposizione le imbarcazioni per il trasporto.
Perché proprio Scano Boa?
Perché ricorreva, purtroppo, il sesto anniversario di una spregevole azione di vandalismo, ovvero l’incendio che ha bruciato i casoni, ultima testimonianza storica del modo di vivere sugli scanni del Delta. Inoltre, nonostante l’isola tuttora mantenga un aspetto naturale e selvaggio, appaiono ben evidenti i segni deleteri della civiltà distratta che popola il fiume e le rive del Mediterraneo.
Essendo posto alla foce del Po la cui sorgente dista 652 chilometri, lo scanno riceve dal grande fiume e dal mare non solo i provvidenziali depositi di sabbia, ma purtroppo anche tutto il materiale deleterio disperso dall’incuria umana lungo le rive.
Tra gli aspetti interessanti, i volontari hanno trovato tronchi tipici delle golene del Po che, accumulandosi sulla spiaggia, formano la prima protezione per la battigia contro le onde del mare. Questo aspetto positivo per il mantenimento dell’isola purtroppo si accompagna all’arrivo di rifiuti di varia natura: plastica di ogni forma e grandezza (bottiglie, bastoncini per le orecchie, flaconi detersivo, giocattoli, sacchetti, parti non degradabili degli assorbenti, sedie, etc), vetro, reti per la pesca, copertoni, boe (attirate forse dal nome dello scanno) da quella da ormeggio fino a quelle di segnalazione per le navi, corde e giubbetti salvagente, confezioni di medicinali (alcuni ancora validi), addirittura un frigorifero.
Tanto lavoro ma, grande soddisfazione dopo la pulizia, nel constatare che la spiaggia ha ripreso il suo aspetto affascinante dato da lunghe distese di sabbia che si confondono con il mare, da ombrose tamerici, dalle dune e dal passaggio di chiassosi gabbiani e di vari limicoli. Anche il timido totano moro sembra non temere l’uomo. I casoni sullo sfondo vigilano su un mondo antico ma proiettato nel futuro, integrandosi perfettamente con l’ambiente.
Quale futuro?
L’apporto di sedimenti è fondamentale per il mantenimento e la crescita di Scano Boa e di tutto il litorale; il minor asporto di sabbia dal letto del fiume, dopo gli anni del boom edilizio, fa ben sperare per il ripascimento delle spiagge del Delta, ma l’innalzamento del mare (a causa dello scioglimento delle calotte polari) e la maggior frequenza di mareggiate dovute alle variazioni climatiche giocano purtroppo in senso contrario. Le dune che anni fa si alzavano per metri di altezza ormai in alcuni tratti sono scavalcate dalle ondate, permettendo all’acqua salata di arrivare nelle lagune retrostanti lo scanno e distruggere i canneti già ridotti in estensione; anche i ciuffi della gramigna delle spiagge che intrappolano i granelli di sabbia portati dal vento sono diminuiti pregiudicando la crescita delle stesse.
Per quanto riguarda l’apporto di rifiuti in mare e sulle spiagge, si spera che questo grave fenomeno di inciviltà – grazie alla raccolta differenziata, al maggior uso di materiale biodegradabile e alla maggior sensibilità di tutti noi – veda un drastico calo.
Dannazione quindi?
Sicuramente no, Scano Boa è un posto da vivere e proteggere. E a questo proposito il WWF è al fianco di quanti promuovono azioni per fermarne il degrado, nella consapevolezza che l’abbandono dello scanno rappresenta non solo una perdita turistica e storica, ma anche una minaccia alla sicurezza idraulica di un territorio fragile come il delta del Po.
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Come citare questo articolo
Mario Pattavina, Barbara Cavallaro. “Scano Boa, dannazione”. Ventaglio Novanta, n. 61, 2020. https://ventaglionovanta.it/archivio/scano-boa-dannazione/