Culla d’arte e storia coi suoi scavi, ma anche punto di partenza ideale per meravigliose crociere fluviali verso Mantova e verso il Delta. Adagiata lungo le sponde del Po, Melara rappresenta la porta d’accesso al Polesine per chi arriva da ovest ma si candida anche a destinazione turistica in virtù delle tante bellezze da offrire al visitatore che qui può trovare natura incontaminata, grande ospitalità e prelibatezze culinarie come ad esempio la famosa zucca, base di tanti piatti a partire dai celebri tortelli.
Tutt’altro che trascurabile è poi l’aspetto culturale, ad iniziare dall’Archeologia che attualmente ha trovato motivo di indagine in saggi di scavo attuati sotto la chiesa di Santo Stefano, dove sono stati rinvenuti manufatti del IV secolo d. C.
Ed è sempre il grande fiume la presenza importante nella vita di questo territorio e della sua gente. La suggestione del grande corso d’acqua lega i vari aspetti culturali ed ambientali che trovano la loro sintesi ideale in un unico filo conduttore, quello del viaggio: viaggio nel tempo, in virtù del passato che sta venendo man mano alla luce e che riporta ai fasti dell’età tardo imperiale romana, ma anche viaggio “lento”, nel segno di quel turismo slow che si sta imponendo via via come tendenza di massa e non più solo come una nicchia.
Percorsi ciclabili da abbinare alla navigazione verso la capitale dei Gonzaga, patrimonio Unesco, o verso la foce: la Sinistra Po è ormai una realtà su cui anche Assonautica Acque Interne Veneto ed Emilia ha deciso di scommettere promuovendo una serie di itinerari sperimentati nel corso dell’estate appena trascorsa e che vedranno la loro operatività e ulteriore ampliamento dalla prossima primavera.
La cornice è quella del progetto “Navighiamo il museo diffuso dell’acqua”, che vede la collaborazione di Fiab Rovigo e CPSSAE, con la regia della Provincia di Rovigo e il sostegno della Camera di Commercio di Venezia-Rovigo. Obiettivo: promuovere le bellezze artistiche, culturali ed enogastronomiche in chiave bike and boat.
In questo contesto Melara è uno dei punti di forza, grazie anche all’interesse dell’amministrazione che ha deciso di opporsi in modo deciso al declino e alla desertificazione che rischia di colpire tanti piccoli borghi: da terra di emigranti e di esportazione (su tutto giostre e fuochi artificiali) a terra vocata ad una visitazione “dolce”, nella consapevolezza che lo sviluppo del turismo – unica o quasi tra le pochissime attività non delocalizzabili – può rappresentare la ricetta ideale per la ripresa post pandemia.
Corte Spinata: una giornata all’insegna della storia con minicrociera lungo il Po
Corte Spinata ha fatto da scenario ad un evento organizzato domenica 12 settembre 2021 da Comune e Pro Loco con il patrocinio di Provincia di Rovigo, la collaborazione di Assonautica Acque Interne Veneto-Emilia e CPSSAE con il sostegno di Camera di Commercio Venezia-Rovigo.
Appuntamento mattutino con accoglienza dei partecipanti, saluto delle autorità e apertura degli stand dove sono stati esposti prodotti tipici: molto apprezzato dai partecipanti il trenino che per tutto il giorno ha condotto in gruppi a brevi visite guidate alla scoperta dei recenti scavi archeologici illustrati dall’archeologo Jacopo Leati (vedasi articolo Melara e le tracce di storia antica in questo stesso numero del Ventaglio).
In corte nel frattempo è stato presentato il libro “La senescenza come processo fisiologico” di Stefano Biasioli e Renzo Schiavon, con introduzione di Denise Signorelli, direttore sanitario Ulss 9 Scaligera (lavori presieduti da Gino Montagnini).
Hanno poi preso la parola il professor Raffaele Peretto di CPSSAE e Alba Rosito, presidente di Assonautica Acque Interne Veneto ed Emilia parlando di “Melara e dintorni: passato e futuro, archeologia e paesaggi tra Po e Tartaro”. Nell’occasione è stato presentato l’”Asse di Tiberio”, recente conio di un’antica moneta dell’epoca romana, che è stata distribuita ai partecipanti e utilizzata straordinariamente durante la giornata per la ristorazione.
Chiusura degli interventi con “Turismo sostenibile ‘fluviestre’: un patrimonio di natura e cultura da scoprire lungo le vie d’acqua lombardo-venete”, con relatore Gabriele Negrini, funzionario della Provincia di Mantova, cui la Regione Lombardia ha delegato la competenza sulla navigazione in acque interne nel territorio di competenza.
Dopo il pranzo a base di tortelli, risotto, prosciutto e melone con intrattenimento musicale a cura di Off-Line Pop Rock Band, navigazione con rotta su Mantova.
Sono state toccate l’isola Boschina, le chiuse di Governolo e, dopo l’ingresso nel fiume Mincio con passaggio lungo l’omonimo parco naturale, la “Vallazza”, zona umida creata dal fiume stesso, area di grande interesse naturalistico e peculiare per la flora e la fauna arrivando quindi alla città dei Gonzaga e patria di Virgilio (nato ad Andes, a pochi chilometri di distanza).
Un itinerario fluviale suggestivo, che ha ispirato alla nostra collaboratrice Nuccia Venuto una poesia, a coronamento di una giornata davvero memorabile:
Su vie dolci d’acqua
Gioca il sole col Grande Fiume a comparire e disperdere cristalli di luce a socchiudere occhi e nascere sorrisi a dipingere ombre furtive tra sponde boscose a sciogliersi in intrecci d’alghe e pesci frettolosi. Scorre il suo tempo il Po, principe maestoso, in affiorare d’emozioni ariose in questo navigare che voce gentile e colta va a raccontare.
Ciao Melara, ciao lieta giornata, amici ritrovati tra donne grembiulate a offrire cibo e bevute. Ciao al caro Raffaele, col suo antico bastone di misura, sotto un albero a raccontarci passato, proficuo commerciare, il mito di Fetonte, il Po, il pianto dalle Eliadi, ora pioppeti arginali, che di lacrime d’ambra hanno impreziosito l’importante via. Silenzio è necessario, per intuire cosa sussurra la brezza mentre s’insinua tra i brividi del Fiume. Silenzio. Per cogliere scorci di leggende che sfuggono alla riservatezza dei pioppeti, ai salici prostrati. Sfilacci d’epopee impigliate in arbusti sommersi che da una sponda all’altra del Po, in note d’acqua intrecciano sempre riflessi di vissuti tra trame e orditi.
Ciao Grande Fiume, anche a te un saluto. Attende il Mincio tra dislivello d’acqua che c’innalza come un lento ascensore, per accoglierci in nuovo, più intimo, avvolgente navigare.
Tremola, in acque chete, un imbrunire di fuoco tra segreti rifugi di cigni, tra sbocci di ninfee, danze d’aironi, tra voli che s’innalzano improvvisi in frullii festosi, a salutare lo scemar del sole. È buio. Galleggia trasparenza d’ansia infantile. Lentamente navighiamo il mistero che unisce terra, acque e cielo. Nessuno osa fiatare…
Poi luci improvvise e finalmente Mantova c’appare. Si profila il castello con le sue 4 torri angolari tra scintillio di stelle che ninna il lago e incanta bocche e cuore. Emerge la città, romantica e gentile, nel suo bell’abito serale. Ciao Mantova, anche a te un saluto. In vie dolci d’acqua naviga ancora il cuore, muto.
Nuccia Venuto
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Ventaglio Novanta. “Melara e il turismo slow”. Ventaglio Novanta, n. 63, 2022. https://ventaglionovanta.it/archivio/melara-e-il-turismo-slow/