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LE INTERVISTE DEL VENTAGLIO

L’Urban Digital Center di Rovigo

L’assessore Luisa Cattozzo illustra le potenzialità dell’iniziativa, primo Progetto sperimentale in Italia, finalizzato ad accrescere la cultura digitale

di Donatella Girotto Marangoni

Ventaglio Novanta n. 63 2022 pp. 137–139

Incontro Luisa Cattozzo, assessore all’Innovazione e Urbanistica del Comune di Rovigo presso l’Urban Digital Center Innovation Lab.

Già sede dello storico Liceo Classico dedicato a Ludovico Ricchieri, detto Celio Rodigino, frequentato a suo tempo da studenti divenuti poi personaggi importanti (tra cui mi fa piacere ricordare in particolare Giacomo Matteotti), l’edificio è stato destinato ad accogliere l’innovativo progetto. Via Badaloni, una delle storiche vie del centro cittadino, acquista così un punto di riferimento per la cultura digitale in città. E di ciò intendiamo parlare con l’assessore Cattozzo.

L’approccio è da subito cordiale e vivace, ed io entro in argomento.

– Complimenti, assessore, per l’iniziativa attuata in due tempi: prima di tutto trasferendo coraggiosamente l’Istituto Scolastico in una sede moderna, più adeguata, rafforzando così il già esistente polo scolastico nel quartiere Commenda; poi per aver dato nuova dignità al palazzo, creando una destinazione d’uso identitaria, frutto di una progettazione finalizzata, e finanziata dalla Regione Veneto. Ci può dunque raccontare il progetto dell’Urban Digital Center di Rovigo?

“Io e la Giunta abbiamo solo il merito di aver recuperato il più recente vuoto urbano nel pieno centro della città; non è stato di nostra competenza, invece, lo spostamento del liceo presso l’attuale sede in Commenda. Quando ci siamo insediati, abbiamo colto subito l’occasione di un bando POR-FESR 2014-20 in scadenza che mirava alla costituzione di poli regionali decentrati dedicati all’innovazione basata sui dati, attraverso percorsi di crescita studiati per il mondo della Pubblica Amministrazione, delle imprese e dei cittadini più genericamente: il risultato è il connubio tra un Open innovation hub – luogo preposto all’acculturamento puramente digitale – e uno Urban Center – luogo preposto a dar vita a processi di buone pratiche dal basso per la costruzione di proposte politiche urbane – che ha dato origine al primo progetto sperimentale in Italia di uno URBAN DIGITAL CENTER, luogo nel quale utenti di genere, classe di età e competenza professionale differenti possono trovare occasione di accrescere la propria cultura digitale in spazi studiati per favorire la crescita di nuove comunità attorno a temi condivisi in modalità partecipata, il cui contributo possa entrare nelle scelte di sviluppo della città di Rovigo”.

– Quali sono gli obbiettivi che l’hanno spinta, in accordo con l’Amministrazione Comunale, a promuovere questo centro, che mi appare ben strutturato, moderno e funzionale ad una partecipazione di giovani, collegato con altre realtà?

“L’idea di base è stata di realizzare uno spazio di condivisione di utenti attraverso processi condivisi, in cui ognuno potesse sentirsi libero di partecipare imparando contestualmente qualcosa di innovativo grazie alla disponibilità delle nuove tecnologie, che a mio avviso vanno viste come un fattore abilitante e non quindi come un obiettivo fine a se stesso. La mia formazione, poi, dedicata allo studio analitico e alla costruzione di progettualità che guardano al futuro di un territorio, ha contribuito ad allargare l’orizzonte spaziale dell’intervento, sperimentano quindi un modello di crescita in aggregazione con i Comuni di Villadose e Adria, rompendo di conseguenza qui concetti spesso limitati entro la definizione di un limite amministrativo”.

– Visitando il Centro ho avuto modo di leggere i pannelli esplicativi che arricchiscono le sale del Centro. Tra questi mi hanno colpito positivamente i temi basilari del progetto: Abitare, Innovare, Partecipare, Visitare e Vivere. Come intende sviluppare e divulgare queste tematiche? Quali sono i rapporti con il tessuto sociale e le associazioni culturali della città?

“I temi portanti del progetto sono stati individuati proprio da un esercizio di ricerca di una forte identità del progetto: ognuno di essi, infatti, è riconoscibile nella vita di tutti noi. Ecco quindi che ci si può accorgere facilmente di come le tecnologie abbiano assunto un ruolo determinante nelle nostre abitudini quotidiane, dagli spazi che abitiamo, a quelli che visitiamo – spesso anche inconsapevolmente, come ad esempio i luoghi che attraversiamo abitualmente senza percepirli con uno sguardo da osservatore; ma anche le occasioni di socializzazione contemporanea che ci spingono a vivere una dimensione nuova, in cui le regole di partecipazione cambiano continuamente… tutti fattori che richiedono di rapportarsi con stimoli innovativi continui, per non rimanere a guardare come territori, spesso anche solo vicino a noi, trovino la forza di crescere ma per far parte del processo di cambiamento e non subirlo.

Il progetto ha creato per la prima volta occasioni di partenariato nuove, che vedono il coinvolgimento di soggetti preposti alla formazione, come Università di Ferrara e IUAV di Venzia, ITS e istituti superiori del territorio, ma anche realtà economiche, sociali e culturali che hanno modo di sperimentare nuovi modelli di crescita in uno spazio condiviso, che favorisce la contaminazione e l’occasione di sviluppare nuove sinergie e progetti.

– In questo ambito, quale ruolo svolgono le Palestre Digitali… E cosa sono in concreto?

“Il progetto nasce, anche in risposta ai requisiti di bando, con l’obiettivo di essere inclusivo rispetto a cittadini e luoghi dei Comuni coinvolti: questo ha portato alla nascita di cosiddette “Palestre Digitali-Centri P3@” distribuite anche nei territori delle frazioni, per favorire l’accesso ai servizi erogati da Urban Digital Center – InnovationLab anche in luoghi marginali. In particolare, queste sedi – 11 in totale nei tre Comuni – stanno svolgendo un’azione di animazione sullo sviluppo sostenibile in collaborazione con Università IUAV di Venezia, che vede impegnati i cittadini in attività partecipate volte a comunicare i valori che sottendono ai 17 obiettivi generali definiti dall’ONU nell’Agenda 2030 e a raccogliere percezioni sugli stessi, utili a migliorare la qualità della vita con l’intervento dell’azione amministrativa, da un lato, e di presa di consapevolezza del singolo nell’importanza delle proprie azioni quotidiane a scala locale nel contribuire al loro raggiungimento a scala globale. Non solo, il Comune di Rovigo sta pianificando l’utilizzo delle Palestre Digitali per la realizzazione di sportelli decentrati, dove erogare servizi ai cittadini, con particolare attenzione alle persone più fragili, anche sotto il profilo dell’accessibilità ai servizi digitali, ormai diventato un obbligo per la pubblica amministrazione, tramite SPID o Carte d’Identità Elettronica (CIE)”.

– Il suo assessorato è promotore, inoltre, del progetto: RO-REGeneration – il Festival di arti urbane rigenerative, che ha visto il fiorire di murales che decorano alcuni palazzi della città. Come si colloca tale azione che tende a rivalutare e promuovere una frequentazione della città, abbellendone gli spazi urbani attraverso l’arte e il coinvolgimento di studenti e giovani del territorio nel panorama del suo progetto?

“Il progetto, che nel 2020 nasceva come un format di semplice Street Art Festival, esperienza che accomuna ormai moltissime realtà in tutta Italia e non solo, nel corso del 2021 ha subito un’evoluzione allargando il concetto all’arte urbana in chiave rigenerativa, ovvero da una azione di recupero più estetica a una più inclusiva, dove giovani, e più genericamente cittadini, abbiano occasione di riappropriarsi di spazi pubblici, in cui sperimentare anche nuove modalità di socializzazione. Quel che ne è uscito è un festival che, sperimentando forme di urbanismo tattico, ha recuperato luoghi in cui l’espressione dell’arte urbana ha stimolato percezioni nuove anche nel modo di vivere la città. La partecipazione dei cittadini in questa edizione è stata davvero sorprendente, grazie anche alla collaborazione con altre realtà, quali il Conservatorio e Run It, che ha reso possibile la prima camminata non competitiva attraverso i luoghi dell’arte urbana, con attraversamento di parchi urbani, in cui musicisti hanno animato l’iniziativa con diversi accompagnamenti musicali: un’esperienza davvero unica!”

– Nella sua storia di esperta in Sistemi Informativi Territoriali e Telerilevamento, come vive questa esperienza politica di Assessore all’Innovazione e Urbanistica del Comune di Rovigo?

“Devo ammettere che, malgrado la mia esperienza pluriennale dentro il mondo della Pubblica Amministrazione come tecnico esperto di tecnologie e territorio, mi ha favorito soprattutto la capacità di intercettare importanti risorse per la città in cui vivo, una scala su cui confesso di non avere avuto ancora occasione di cimentarmi, nella quale inevitabilmente l’approccio empatico gioca un ruolo determinante. Questa è la mia prima esperienza di rivestire un ruolo politico ma che vivo con un approccio di tecnico, consapevole di saper fare bene il proprio mestiere, prestato temporaneamente alla politica, pertanto le mie azioni sono guidate da una motivazione volta a risolvere problemi con osservazione critica della realtà che ci troviamo a gestire, con una forte spinta innovativa che fatica ancora un po’ a essere recepita, ma che sono convinta che porterà a risultati positivi nel tempo: occorre lanciare il cuore oltre l’ostacolo, come asserisce spesso anche il Sindaco Gaffeo”.

Grazie Assessore per la disponibilità, inoltre, mi complimento per l’impegno qualificato che sta dedicando alla nostra città e invito tutti a seguire le iniziative proposte e in continua evoluzione sotto la sezione “calendario’ e di inviare eventuali richieste a : info@urbancenterrovigo.it

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Come citare questo articolo

Donatella Girotto Marangoni. “L’Urban Digital Center di Rovigo”. Ventaglio Novanta, n. 63, 2022. https://ventaglionovanta.it/archivio/lurban-digital-center-di-rovigo/

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