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ATTUALITÀ - INIZIATIVE CULTURALI

Avis e Aido a Bagnolo di Po

Inaugurata la nuova sede associativa Avis e Aido, “Casa del Volontariato”, dedicata al fondatore Luigi Smolari e a tutti i Donatori

di Giovanni Chioldin

Ventaglio Novanta n. 63 2022 pp. 160–162

Ha avuto luogo domenica 26 settembre 2021 l’inaugurazione della nuova sede delle Associazioni Avis e Aido di Bagnolo di Po. Dopo i saluti e gli interventi – presenti il Sindaco di Bagnolo di Po Amor Zeri, la Presidente AVIS Provinciale Rovigo Barbara Garbellini, la Consigliera AVIS Regionale • Nuova sede veduta esterna Veneto Laura Trevisan, il Presidente AIDO Provinciale Rovigo more Mantovani, parroco di Bagnolo di Po, Tiziano Descrovi, il Presidente AIDO Regiocon l’animazione della Corale Parrocchiale. nale Veneto Luca Cestaro e il Presidente Infine il corteo fino alla nuova Sede AssociaAIDO Bagnolo di Po Lino Negri – ha avuto tiva AVIS AIDO in via Del Donatore, 35. Alla luogo la deposizione di un omaggio floreale preghiera di benedizione ha fatto seguito il ai Monumenti dei Caduti e del Donatore con taglio del nastro e il disvelamento di una l’accompagnamento musicale della Banda targa a ricordo di Luigi Smolari, fondatore “Col. Luigi Bosi – Alto Polesine”. delle associazioni Avis e Aido Bagnolo di Po. Quindi la Santa Messa celebrata dal VicaIl pranzo sociale, presso il Centro Polivario Generale della Diocesi di Adria-Rovigo lente “Don Pino Puglisi” a Runzi, ha feliceMons. Damiano Furini e dal M. Rev. Don Valmente concluso la giornata.

Premessa

Nel giugno 2011, ebbe luogo la posa della prima pietra. Furono presentati documentazione e progetti grazie al fondamentale aiuto e all’interessamento del Geometra Luca Mazzali che, come socio AIDO, fece sua l’istanza avanzata da Avis e Aido, occupandosi di ogni aspetto progettuale, tecnico, autorizzativo. Tutto a titolo gratuito, in vero spirito associativo. La realizzazione è stata possibile in quanto il Consiglio Comunale, nel 2011, deliberò positivamente in merito alla cessione ad Avis ed Aido del diritto di superficie per novantanove anni, di un terreno di proprietà comunale. La cessione avvenne a titolo gratuito con vincolo di destinazione d’uso: cioè l’edificazione di una struttura a fini associativi. I lavori, iniziati nel 2012, sono proceduti a piccoli passi, nell’ottica di fare un po’ di debito alla volta… senza esagerare. Molti amici, amiche e associati hanno contribuito in modo generoso, convinto e sincero; davvero una partecipazione commovente. Molti han prestato la loro opera gratis: anche in tal caso tantissimi volontari che hanno donato tempo e competenze. Altri hanno ceduto materiale per gli interni (solo per fare qualche esempio: impiantistica, sanitari, porte interne, opere in legno, attrezzature, arredi…): sempre a titolo gratuito. Il Comune di Bagnolo di Po è stato parimenti fondamentale: senza l’appoggio e il sostegno dell’Amministrazione Comunale l’opera non avrebbe trovato compimento. Poi le Avis Consorelle: tredici Avis Comunali della Provinciale di Rovigo han messo del loro fornendo “un po’ d’ossigeno”, ovvero erogando un prestito, a sostegno dell’iniziativa. La Pro Loco di Bagnolo e l’Associazione “La Frasca” di Runzi si sono rese partecipi porgendo una grande mano in termini economici. Poi le ditte: la ditta costruttrice Ghiotti di Trecenta in primis che, nel nome del volontariato e del legame affettivo verso Bagnolo di Po, ha riservato ad Avis e ad Aido un trattamento che definire “di favore” è dir poco. Non di meno le ditte: MT Impianti elettrici, Daniele Ghirotti, Loris Fuso. Ancora: tutte le realtà produttive e commerciali, bagnolesi e non, che hanno sponsorizzato tante iniziative promosse da Avis e Aido. Infine, per ultimi ma non da ultimi, tutti i componenti dei direttivi Avis e Aido di ieri e di oggi, che non hanno lesinato impegno e dedizione per la realizzazione del progetto.

La nuova sede

I lavori sono proseguiti, con calma, ma sono proseguiti. Nel 2015 – purtroppo – il fondatore delle due associazioni Luigi Smolari “è andato avanti”, come sogliono dire gli Alpini. La sua assenza ha fatto forse venir meno il morale e, in qualcuno, ha fatto calare l’entusiasmo e la voglia di proseguire nell’opera. Ma non ci si è persi d’animo. I lavori sono ripartiti. La sede ha un’estetica moderna che ben si inserisce nel contesto. È ad un piano e ha un tetto con ali spioventi e digradanti che donano un aspetto di leggerezza a tutta la struttura. Un piccolo portico triangolare, retto da una colonna, accoglie e ripara l’ingresso. La superficie calpestabile è di 95 mq, l’80% dei quali sono occupati da un ampio vano centrale a lato del quale si snodano i locali di servizio. La copertura è in legno ed è strutturata in modo tale da donare eleganza e armonia a tutti gli interni. La sede affaccia su un piccolo tratto di strada che è stata intitolata “VIA DEL DONATORE”. Nella data del 26 settembre si è anche celebrata la nuova intitolazione della via.

Una sede: perché?

Grazie ad un evento iniziale – il destino che nel 1996 portò via la vita di un giovane ligure (di nome Stefano) che poi donò il suo cuore a Luigi Smolari (primo cardio trapiantato del Polesine) – sono nate, proprio su impulso di Luigi, l’Avis e l’Aido “Dott. Umberto Marchetti” di Bagnolo di Po; fu infatti al celebre medico bagnolese che Luigi volle dedicare le due nascenti realtà. Sono seguiti anni di vita associativa nei quali è stato possibile comprendere e assimilare il significato di quella frase che, per Aido, è l’unica e vera ragione d’essere: “da una vita spezzata una nuova vita può risorgere”. Poi c’è stato il COVID. Pure la pandemia ci si è messa nel dilatare i tempi. Una limitazione alla salute, alle attività quotidiane, anche alla vita associativa. Chi l’avrebbe mai detto? Chi avrebbe mai pensato che nel nostro mondo, in cui il progresso ha promesso l’illusione dell’invincibilità, saremmo arrivati a questo punto? Scriveva Albert Camus nel suo libro “La Peste” del 1947: “…tutti stentiamo a credere ai flagelli quando ci piombano addosso. Nel mondo ci sono state tante epidemie di peste quante guerre. Eppure, la peste e la guerra colgono sempre tutti alla sprovvista…”. Come la mettiamo? Probabilmente una risposta non c’è. Ma una cosa è certa: Avis e Aido lavorano, da quando sono nate, per far sì che il bisogno di sangue e di organi non ci colga mai alla sprovvista, come una guerra o come una pandemia…

Perché, dunque, una sede? Perché nessuno deve sentirsi escluso e tutti debbono rendersi partecipi per fare meglio, per fare di più, nella vita, nel volontariato e nella società. Si trattasse solo di una “stanza per riunioni” non sarebbe nemmeno valsa la pena di cominciare. Avis e Aido di Bagnolo di Po si augurano che la nuova sede associativa possa fungere da piccola serra, dove si mettono a dimora nuovi semi, ovvero piccole idee così come grandi sogni, per farli attecchire, per farli crescere e per poter cogliere – un domani – copiosi frutti. Si raccoglie quello che si semina, non c’è alternativa, ma – per fortuna – c’è sempre la possibilità di scegliere cosa seminare.

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Come citare questo articolo

Giovanni Chioldin. “Avis e Aido a Bagnolo di Po”. Ventaglio Novanta, n. 63, 2022. https://ventaglionovanta.it/archivio/avis-e-aido-a-bagnolo-di-po/

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