Pubblicità

ATTUALITÀ - INIZIATIVE CULTURALI

Nulla da dire?

Alla 78esima Mostra del Cinema di Venezia, significativi consensi per il cortometraggio della regista adriese Anita Gallimberti

di Anna Volpe

Ventaglio Novanta n. 63 2022 pp. 166–167

Si arricchisce di un nuovo successo il palmarès cinematografico di Anita Gallimberti, la cineasta adriese che, assieme all’associazione culturale Batticuore, è sbarcata alla 78esima Mostra del Cinema di Venezia per presentare il suo cortometraggio “Nulla da dire?”.

Alla proiezione, nella splendida cornice dell’Hotel Excelsior, nello spazio riservato alla Regione Veneto, erano presenti, oltre agli attori Enea Marangoni, Roberto Pinato, Silvia Mesin, Alessandra Beltramini, Fabrizio Barbieri, Lucio Baretta, Alice Cavazzini, Sauro Passarella, Claudio Zanforlin, Pierluigi Mosca, Michele Magagnato, Venerino Bardella, Antonella Biasco, Chiara Fantinati, Letizia Ferro, Flavio Pezzolato, anche lo psichiatra Luciano Finotti nel ruolo di se stesso, Fabio Sacchetto e Marco Fornaro della MF Creative Studio, Romana Stocco in rappresentanza del Comune di Villanova Marchesana, Franco Bisco, presidente del Consiglio Comunale di Adria, la dottoressa Maddalena Martucci e Giampiero Pupa, rispettivamente direttrice del Dipartimento salute mentale Ulss 5 Polesana e presidente del Rotary Club Porto Viro, enti che hanno dato il patrocinio.

Anita, ideatrice sceneggiatrice e regista, che nelle precedenti sue produzioni ha spaziato con perizia da temi di attualità a quelli ambientali e sociali riguardanti il suo amato Polesine, in questo nuovo lavoro ha rivolto il focus sul delicato e attuale tema (Covid docet!) delle malattie mentali. Un’opera impegnativa, con storie tristi di malati mentali rinchiusi nei manicomi “che sono non luoghi – come ha detto la dottoressa Martucci – perché lì la vita era sospesa e gli internati erano alienati”.

Le scene, di indiscutibile chiarezza, crude e di forte impatto emotivo, interpretate da attori che si sono perfettamente calati nei drammatici ruoli, hanno sortito lo stesso effetto di un pugno nello stomaco. Che ha fatto male, molto male, ha scosso le coscienze, ma soprattutto ha fatto riflettere sulla triste condizione dei malati di mente. Un lavoro, dunque, di grande capacità di espressione e di comunicazione, che all’assessore regionale Cristiano Corazzari ha fatto dire: “Complimenti Anita! È un piacere dovuto e doveroso averti qui perché hai sempre avuto la capacità di trasmettere messaggi e realizzare lavori di grande significato. Nell’opera oggi presentata hai dimostrato coraggio e impegno nell’affrontare la dolorosa tematica. Siamo orgogliosi di aver ospitato te e i tuoi collaboratori e questo sottende il sostegno a iniziative che viaggiano in questa direzione e l’impegno a ritrovarci l’anno prossimo”.

A seguire, alcuni significativi interventi. “Occorre superare lo stigma per le malattie mentali, i pregiudizi che si accompagnano a coloro che ne sono colpiti e la loro emarginazione – queste le parole dello psichiatra Finotti. La malattia mentale non è una vergogna e non ha bisogno di essere giudicata”. “Quanto alla proiezione – ha aggiunto – sono rimasto molto impressionato per quei momenti onirici che danno valore al cortometraggio”.

“Sono stata molto colpita ed emozionata dalla scena della contenzione con la camicia di forza, pur lavorando da anni nel campo della salute mentale – ha raccontato la dottoressa Martucci. Con la legge Basaglia e la conseguente chiusura dei manicomi, si sono fatti parecchi passi avanti. È importante ricordarli, riconoscerli e per questo ben vengano iniziative come quella di Anita”.

Franco Bisco, presidente del Consiglio Comunale di Adria, dopo i saluti personali e dell’amministrazione, ha voluto ringraziare Anita “perché è prevista la realizzazione ad Adria di un centro per la salute mentale denominato Corte Guazzo, e questo cortometraggio casca a puntino mostrando situazioni gravi ma che, come dice il dottor Finotti, si possono guarire”.

Infine Giampiero Pupa ha ricordato la collaborazione nata un anno fa con Anita e il progetto del cortometraggio rivelatosi interessante fin da subito, mentre Romana Stocco ha parlato delle scene girate in una casa protetta a Canalnovo. Al termine, mentre ancora scorrevano i titoli di coda e piovevano gli applausi, Anita ha voluto fare un doppio brindisi collettivo: per la felice accoglienza del cortometraggio e per il suo compleanno, svelato solo all’ultimo momento per quella forma di riservatezza che da sempre la contraddistingue.

Utilizzo dei contenuti

Le informazioni contenute in questo articolo possono essere utilizzate come fonte per realizzare documenti, articoli, studi, ricerche e altri elaborati, anche mediante strumenti di intelligenza artificiale, a condizione che siano citati Ventaglio Novanta, l’autore, il titolo dell’articolo, il numero e l’anno della rivista e il collegamento alla scheda dell’articolo nell’Archivio Ventaglio.

La riproduzione integrale resta soggetta alla normativa sul diritto d’autore.

Come citare questo articolo

Anna Volpe. “Nulla da dire?”. Ventaglio Novanta, n. 63, 2022. https://ventaglionovanta.it/archivio/nulla-da-dire/

Pubblicità