Nell’ambito delle manifestazioni culturali dell’Ottobre Rodigino, promosse dall’Assessorato alla cultura, è stata inaugurata venerdì 22 ottobre, nei locali della Pescheria Nuova, una mostra intitolata “A Rovigo il rugby è arte” a cura del Circolo Polesano degli Amici dell’Arte presieduto da Maurizio Noce. Alla presenza delle autorità e della cittadinanza, il presidente ha spiegato che, insieme al direttivo, ha inteso dare risalto alle peculiarità di tale sport, considerato a guisa di arte per l’esaltante gioco di squadra e per il grande consenso che continua ad ottenere dai lontani anni trenta del secolo scorso, sino alla recente conquista dello scudetto nel 2020-21.
Nella mostra sono stati esposti alcuni rari cimeli, come una foto di squadra che rappresenta una delle prime formazioni rodigine e altre immagini risalenti agli anni sessanta-settanta e tanto altro ancora. Erano presenti, per restare in tema, originali lavori artistici creati dagli studenti di scuole rodigine, aderenti al progetto presentato da “MondOvale” per la scuola, con il sostegno della Fondazione Banca del Monte di Rovigo, presieduta da Giorgio Lazzarini.
Attraverso opere multimediali, pannelli artistici su multimateriali e altre opere d’arte, che colpiscono per l’inventiva e la ricerca di un cromatismo simbolico, gli studenti hanno celebrato uno dei più grandi rugbysti italiani, Mario (Maci) Battaglini.
I visitatori hanno potuto di seguito ammirare l’esposizione di una mostra di disegno “Artisti in erba”, ideata per sensibilizzare all’arte pittorica i bambini e i ragazzi delle scuole primarie e secondarie di primo grado della città. La premiazione delle opere più originali è stata decretata da una giuria di esperti: Denis Raccanelli, Carla Fiocco, Cristian Bergantin.
Accanto ai disegni dei giovani artisti sono state esposte opere di soci e amici del circolo: Maurizio Noce, Fabrizio Artoni, Cristina Sartorello, Emanuela Schiavo, Mariarosa Gregnanin, Carla Fiocco, Carlo Campi. Il vero e proprio tour fotografico e pittorico, ha coniugato nei locali della Pescheria momenti d’arte con interventi di studiosi del territorio, a guisa di “evento nell’evento”.
Giovanni Boniolo, docente universitario e presidente dell’Accademia de Concordi, ha presentato il saggio “Molti – discorso sulle identità plurime” in cui affronta il tema dell’identità e della difficoltà di relazione tra gli individui. Il professore ha spiegato che “la letteratura è ricca di personaggi che, partendo dal racconto della propria vita, narrano le proprie scelte ed esperienze, ma anche i propri limiti e fallimenti. È attraverso questi racconti che ogni lettore ricostruisce, da un lato, l’identità dei protagonisti e, dall’altro, mette a fuoco la propria”.
Sinceri apprezzamenti ha poi ottenuto il reading teatrale “Il libro animato” presentato dalla compagnia arquatese “Proposta teatro collettivo” diretta da Giorgio Libanori per ricordare l’alluvione del 1951 a settant’anni dalla catastrofe. Lo spettacolo, tratto da un testo dello studioso arquatese Vittorio Vicentini, racconta i drammatici eventi immediatamente precedenti e successivi alla rotta del Po, con letture e recitazioni a più voci dell’opera dell’autore, accompagnate dalle immagini di Arquà alluvionata e con la sottolineatura di un’emozionante colonna sonora.
A raccontare il rapporto della città con il rugby sono intervenuti, sempre nel corso di uno dei pomeriggi della mostra in Pescheria, Ivan Malfatto giornalista del Gazzettino e profondo conoscitore della palla ovale e Roberto “Willy” Roversi vecchia gloria rosso blu, giornalista, ex dirigente della Femi Cz Rovigo. Dopo gli straordinari successi ottenuti di recente nello sport più amato dai Polesani, il meeting, che ha dato il titolo alla mostra, non ha costituito una mera celebrazione di partite, ma un’occasione per capire e far capire la sua unicità in queste terre.
I due esperti hanno raccontato la nascita di questo sport a partire dal lontano 1935, quando lo studente universitario rodigino Davide Lanzoni portò in città il primo pallone ovale, per dare vita a quello che sarebbe divenuto un esaltante gioco di squadra, che ha continuato a mantenere negli anni un grande consenso, sino alla recente conquista dello scudetto. Tale sport, hanno spiegato Malfatto e Roversi, si può definire uno stile di vita in quanto in alcune fasi del gioco come il combattimento e l’avanzamento, si possono identificare strategie di vita che la gente polesana conosce molto bene, essendo stata spesso costretta a combattere per avanzare. Così i polesani si identificano nel gioco di squadra trovando in esso l’occasione per un riscatto.
I rugbysti polesani hanno portato nel gioco il loro quotidiano, dove tutto doveva essere conquistato con fatica e sacrificio. Per alcuni giovani, che non possedevano particolari titoli di studio, ha costituito un ascensore sociale, permettendo loro di divenire famosi personaggi della città, ottenendo un avanzamento sociale che altrimenti non avrebbero mai raggiunto. Il mondo ovale si rivela inaspettatamente come una forma d’arte, consacrando Rovigo la sua città, “una città in mischia”.
Durante l’ultimo giorno di esposizione, Marco Munaro, docente, scrittore e fondatore de “Il ponte del sale” – Associazione per la poesia, ha presentato una pubblicazione intitolata “Poesie” che contiene tutti i versi scritti in polesano di Eugenio Ferdinando Palmieri. Lo scrittore di origini vicentine, vissuto a Rovigo negli anni dell’adolescenza, raggiunse un vertice lirico nella poesia veneta e costituì uno dei contributi più significativi in quella del primo Novecento.
Munaro ha presentato questo grande artista attraverso numerose testimonianze raccolte nel corso degli anni, proponendo il ritratto più vivido che su di lui sia mai stato scritto. Da letture fatte in Pescheria da due esperti e versatili interpreti del vernacolo polesano, quali Gianni Sparapan e Maurizio Noce, è emersa tutta quanta l’inclinazione per la letteratura dialettale insita nella produzione letteraria di Palmieri.
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Come citare questo articolo
Federica Panziera. “A Rovigo il rugby è arte”. Ventaglio Novanta, n. 63, 2022. https://ventaglionovanta.it/archivio/a-rovigo-il-rugby-e-arte/