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ATTUALITÀ - INIZIATIVE CULTURALI

40 anni fa, scoperta la Centuriazione

Dal 1988 il GAV, attivo nella ricerca archeologica di superficie, ha individuato 864 siti archeologici e dato vita al Museo di Villadose

di Enrico Maragno

Ventaglio Novanta n. 64 2024 pp. 149–151

Quarant’anni fa, nel 1984, alcuni studiosi locali scoprirono una estesa centuriazione romana che si estendeva da Buso alle porte di Rovigo fino alla provincia di Venezia su una superficie di circa 200 kmq.

La scoperta accese curiosità ed entusiasmi, cosicché iniziarono a riunirsi alcuni appassionati, che nel 1988 diedero vita al GAV, Gruppo Archeologico di Villadose. Ben presto si diede il via a ricerche sull’area individuata, attraversata dall'Adigetto ed estesa fra due paleoalvei dell’antico Po. Lo scopo delle ricerche era di verificare se nell'area, ben delineata con la lettura delle foto aeree, fossero effettivamente presenti segni di insediamenti romani.

La ricerca fu effettuata con metodo scientifico: i ricercatori camminavano allineati, a una distanza di 10-20 metri l'uno dall'altro sui terreni arati, liberi da coltivi, durante la stagione autunnale ed invernale. Quando si notavano sul campo frammenti di laterizio o di contenitori, i ricercatori si concentravano nella raccolta dei materiali, e il sito di affioramento con tanto di dimensioni veniva registrato su una carta topografica e registrato in una scheda.

I risultati furono stupefacenti perché ad ogni uscita venivano individuati dai 2 ai 4 siti archeologici di età romana, e rapidamente vennero indagati tutti i 32 kmq del territorio comunale di Villadose, con l'individuazione di 108 siti archeologici.

I ritrovamenti furono favoriti dagli scarsi sedimenti depositati sui resti delle abitazioni dei coloni romani, cosa che ha permesso alle arature profonde di portare in superficie grandi quantità di materiali archeologici. Inoltre l’utilizzo del metal detector, autorizzato dalla Soprintendenza per i Beni Archeologici, ha permesso rinvenimenti di numerose monete e manufatti metallici come fibule, anelli e pesi da bilancia, molto utili per le datazioni. L’abbondanza di rinvenimenti ha permesso in meno di due anni l’allestimento e l’inaugurazione del Museo della Centuriazione presso la villa municipale di Villadose.

Questo avvio folgorante ci ha spinto ad allargare le indagini anche ai comuni vicini di Ceregnano, San Martino di Venezze e parte est del comune di Rovigo. Nel 1995 avevamo battuto 94 kmq di territorio e trovati quasi 350 siti archeologici. In una ventina di questi oltre al materiale romano sono emersi reperti attribuibili all'ultima fase della civiltà dei Veneti antichi con contenitori in ceramica grigia, una trentina di bronzetti votivi e numerose palette rituali oltre a 5 dracme d'argento databili al II secolo a.C.

In una parte di questi siti (circa nel 5%) si trovavano materiali di pregio come tessere di mosaico, marmi, frammenti di intonaco dipinto che facevano pensare a ville rustiche. Una di queste ville è stata scavata dal 2002 al 2007 dalla prof. Giuliana Facchini dell’Un. di Verona con l’aiuto dei soci del GAV confermando la presenza di queste ville in cui era sempre presente una parte rustica dedicata alla raccolta e trattamento dei prodotti agricoli.

A questo punto, dal 1995, i soci del GAV decidevano di spostare le loro ricerche nella zona tra Canal Bianco e Po iniziando da Pontecchio e passando poi a Guarda e Crespino. Anche qui sono stati rilevati numerosi siti romani che si diradavano mano a mano che ci si avvicinava al corso del Po. In questa zona, inoltre, si sono scoperti numerosi siti etruschi specialmente nella zona di San Cassiano dove un sito era stato sottoposto a scavo dal prof. Harari dall'Università di Pavia. Inoltre, fu scoperto ai confini fra Pontecchio e Guarda un sito con materiale attribuibile all'età del Bronzo Medio che è stato sottoposto, su iniziativa del Museo di Rovigo, a un saggio di scavo nel 2001. Molto probabilmente si trattava di un villaggio arginato su palafitte su cui è previsto a breve un approfondimento delle ricerche.

Sull'ala dell’entusiasmo le ricerche si sono allargate verso est, nel comune di Gavello e verso ovest a Polesella. Anche nella zona di Gavello oltre a numerosissimi siti romani abbiamo trovato una decina di siti etruschi nella località Dossi, mentre nel comune di Polesella è stato individuata una villa romana che è stata sottoposta a due saggi di scavo con rilievo di pavimenti in mosaico della II metà del I secolo d.C. In questo sito sono stati inoltre raccolti numerosissimi frammenti di marmi pregiati usati sia per pavimenti che per rivestimenti. Lo studio di questi frammenti ha portato a individuare 10 varietà diverse di marmi provenienti da cave di Grecia, isole dell'Egeo e Turchia.

Non soddisfatti da questi risultati, nel 2015 abbiamo indagato parte del comune di Arquà e parte di Grignano e Borsea. Anche in questa zona abbiamo rilevato vari siti etruschi vicino al centro commerciale della Fattoria nei dintorni della necropoli etrusca delle Balone scavata nel 1987 dal Museo di Rovigo. Inoltre, nella zona di Grignano è stato rilevato un sito con scarso materiale del Bronzo Recente vicino al sito di Campestrin ormai famoso per costituire l'unica documentazione esistente della lavorazione dell'ambra baltica.

Per chiudere dal 2018 al 2020 abbiamo fatto ricerca di superficie nelle campagne di Cà Emo e Pettorazza sperando di documentare nuovi siti romani attribuibili alla grande centuriazione scoperta da Corrain, Peretto e Zerbinati nel 1984. Purtroppo, in questa zona sono state fatte decine di uscite senza mai rilevare un solo frammento di materiale archeologico e abbiamo concluso che questa parte di centuriazione non fosse abitata in epoca romana.

Concludendo dal 1988 a 2020 quando poi le ricerche si sono arrestate in seguito alla pandemia da Covid 19, abbiamo studiato metodicamente 101 kmq fra Adige e Canal Bianco e 130 fra Canal Bianco e Po, segnalando 694 siti romani, 66 siti dell'età del ferro (paleoveneti ed etruschi). 5 dell'età del Bronzo e 128 rinascimentali.

Tutti i materiali raccolti durante le ricerche si trovano presso il Museo di Villadose e nei magazzini del Museo di Rovigo. Molti di questi materiali come le monete, i frammenti di anfore, la ceramica, le fibule sono stati studiati da esperti, e i loro articoli unitamente ai resoconti delle ricerche sono disponibili nei quaderni di Archeologia del Polesine sul sito www.centuriazione.it.

Si tratta forse della più ampia ricerca metodica di superficie mai eseguita, che ha permesso di individuare e valorizzare le più antiche tracce di insediamenti umani in Medio Polesine.

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Come citare questo articolo

Enrico Maragno. “40 anni fa, scoperta la Centuriazione”. Ventaglio Novanta, n. 64, 2024. https://ventaglionovanta.it/archivio/40-anni-fa-scoperta-la-centuriazione/

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