Mi scusi, lei mi parla, ma io non l'ascolto, sono distratto. Venga, mettiamoci in quell'angolo in fondo al salone, devo parlarle, devo dirle qualcosa di strano che mi è appena capitato, dieci minuti o forse un minuto fa.
Ecco… stavamo ascoltando la conferenza di Mancuso, “L’intervento di Dio negli eventi umani”, poi tutto si è annebbiato e, al posto di Mancuso, ho visto salire dietro al leggìo un personaggio curioso, vestito di nero, che zoppicava leggermente.
Quest’uomo – un angelo, un diavolo? – mi ha indicato lo schermo appeso davanti al pubblico e mi ha invitato a guardarne le immagini. Così ho visto me stesso a trent’anni!
Ero a una festa in riva al mare e ballavo con Fiorenza, la mia splendida futura moglie, ci saremmo sposati di lì a una settimana.
Tra i ragazzi che stavano intorno, ce n'era uno che si chiamava Alberto, guardava triste Fiorenza perché anche lui ne era innamorato. L'uomo zoppo teneva in mano un telecomando trasparente e schiacciò il tasto NO. Vidi Fiorenza e Alberto, sullo schermo, correre come il vento su un'auto rossa, lungo una strada piena di curve, su una costiera impervia. Erano felici come novelli sposi, mentre il sole li illuminava davanti. Su una curva a gomito, l'auto sbandò a destra, sfondò il muretto di protezione e precipitò nel vuoto.
Il diavolo/angelo schiacciò il tasto SI. La vita allora prese un’altra direzione: mi rividi a quarant’anni, abbracciato a Fiorenza; guardavamo i nostri figli che giocavano sul prato di casa.
Se Fiorenza avesse sposato Alberto, sarebbero morti cadendo nel mare, e se io avessi sposato Fiorenza, avremmo guardato i bambini giocare felici.
L’uomo nero sorrise e aggiunse: “Come una corsa in auto”, e se andò zoppicando.
Mi dispiace se non l’ho ascoltata, me ne scuso. Credo di aver avuto una allucinazione.
Lei che ne pensa, Eminenza?
Lo specchio
Il mattino mi alzo, entro in bagno e, dopo la naturale minzione, che faccio? Mi guardo allo specchio, naturalmente, e osservo il mio viso: con le rughe che aumentano inesorabili, con la pelle sempre più afflosciata, con i capelli bianchi (ma quale dei miei capelli non è bianco?). Tempus fugit, purtoppo.
Ma stamane non penso solo al tempo: per la prima volta, qualcos’altro mi attira. Alzo la mano destra per grattarmi la testa e, nello specchio, si alza la sinistra; alzo la sinistra e, nello specchio, si alza la destra; giro il capo per osservare l'orecchio destro e lo specchio mi mostra il sinistro, osservo l'orecchio sinistro e mi appare il destro. La schiuma da barba e le mie creme sono dietro di me, ma, spostandomi appena indietro e rimirando lo specchio, le trovo spostate: ciò che era a destra è a sinistra, e viceversa. Lo specchio riflette la mia immagine e quella degli oggetti del bagno, ma sono spostati, non sono gli stessi, sono diversi. La mia immagine è nello specchio, ma sono diverso, non sono lo stesso.
Rammento la storia di Alice nel Paese delle Meraviglie, che, per entrarvi, penetra attraverso lo specchio. Al di là dello specchio Alice trova la contrada dell'Impossibile: un Cappellaio Pazzo, lo Stregatto, la Regina di cuori, il Bianconiglio, il Brucaliffo. In quel curioso paese, scopre che quel che più conta è la Contraddizione: ovvero il contrario di quello che si fa o si dice. In quel magico paese, gli animali parlano, i gatti evaporano e una torta ti fa ingrandire.
Forse è ciò che avviene dentro lo specchio: nulla è uguale a quello che viene riflesso, forse nello specchio la vita è un'avventura: puoi seguire i tuoi sogni e la tua curiosità, puoi confondere l'immaginazione con la realtà. Assomigli a te stesso, ma sei diverso: puoi essere ciò che non sei, ciò che, dal vero, è nascosto.
Puoi diventare anche uno scrittore, un poeta: puoi inventarti vicende simili alla verità, ma mai avvenute, perché, in fondo, la verità non appassiona.
Mi snebbio da questo sogno: mi giro a destra, mi giro a sinistra, guardo in alto e in basso, guardo davanti e dietro, ma di riflesso vedo solo me stesso. Nello specchio vediamo solo noi stessi, eppure siamo diversi.
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Come citare questo articolo
Francesco Lanzoni. “No e Sì – Lo Specchio”. Ventaglio Novanta, n. 65, 2024. https://ventaglionovanta.it/archivio/no-e-si-lo-specchio/