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STORIA - TRADIZIONI

1599-1604 Il taglio del Po

A 420 anni dal Taglio di Porto Viro, un docufilm racconta i momenti principali e individua i luoghi significativi della grande opera

di Sandra Bedetti

Ventaglio Novanta n. 66 2025 pp. 58–60

È risaputo che il Delta attuale è l’esito di un grande intervento avviato dall’uomo e voluto dai Veneziani: il taglio di Porto Viro. Proprio la sua magnificenza ci porta ancora oggi ad interrogarci sulle fasi di realizzazione, le difficoltà e sulla memoria ancora rintracciabile in loco dei vari lavori che portarono al compimento finale dell’opera.

Certo disponiamo di documenti d’archivio che ci aiutano a ricostruire il contesto storico e le fasi salienti che portarono allo scavo dell’opera di canalizzazione delle acque del Po, che ha modificato radicalmente la conformazione geografica e il paesaggio del Delta; ma proprio queste trasformazioni e le successive stratificazioni di insediamenti e di interventi per il controllo e la regimazione delle acque, rendono quanto mai difficile rintracciare i siti che hanno un valore significativo per la storia del Taglio di Porto Viro.

La lettura di cartografie storiche comparate con le morfologie attuali – riscontrabili soprattutto con indagini dirette sul campo – hanno consentito a Daniele Bergantin, geologo, appassionato di storia locale, di individuare quei luoghi a cui fanno riferimento i dati storici.

Non si tratta di ambienti caratterizzati da aspetti monumentali o da paesaggi particolarmente suggestivi, anzi possono apparire anonimi e privi di significato, ma, se letti con l’occhio attento di chi conosce le fasi salienti che portarono alla realizzazione del grande intervento di deviazione del Po, diventano dei punti di riferimento fondamentali da far conoscere a un pubblico ampio per il loro significato storico e morfologico.

Nasce da questa costatazione l’idea di realizzare un filmato, utile a far conoscere questi luoghi, magari corredandolo di un supporto cartografico da distribuire nei centri visita dei comuni del Parco, per consentire l’individuazione delle località più significative. Il progetto realizzato dal Ce.Ri.Do Delta, il Centro di Ricerca e Documentazione del Delta, in collaborazione con il Circolo del cinema “Mazzacurati” di Adria, è stato finora completato nella prima parte, con l’elaborazione di un docufilm dal titolo: “1599-1604, i luoghi storici del Taglio di Porto Viro”, dedicato a questa imponente opera ingegneristica, che ancora oggi merita di essere ricordata per le ripercussioni che ha avuto sulla storia del Delta.

Il filmato è stato presentato per la ricorrenza dei 420 anni dall’apertura del Taglio, il 16 settembre scorso al Teatro Sociale di Loreo, per dare opportuno rilevo al fondamentale ruolo rivestito dalla cittadina per l’avvio dei lavori del Taglio, in considerazione delle strette relazioni instaurate fin dal medioevo con la Serenissima Repubblica.

Il docufilm, basato sulle ricerche condotte da Daniele Bergantin, è stato realizzato dal regista Simone Bardi, che ha al suo attivo una variegata produzione di docufilm improntati sulla relazione tra l'uomo e la natura, l’espressione culturale e la preservazione delle tradizioni. Animano nella descrizione di luoghi e vicende la voce fuori campo di Antonino Varvarà e la vivace interpretazione di Letizia Piva.

Le varie fasi narrate nel filmato si concentrano su un periodo ben preciso: 1599-1604, gli stessi anni in cui, partendo dalla progettazione, si giunge allo scavo del nuovo ramo, fino all’apertura del Taglio il 16 settembre del 1604.

Il percorso inizia con l’arrivo mediante navigazione lungo il Canale di Loreo della commissione di tecnici veneziani, che soggiornano a Loreo nella casa del “clarissimo Ser Domenego De’ Priuli”, un’abitazione costruita tra il 1537 e 1582, ancora oggi esistente anche se non più nell’aspetto originario. Altri luoghi di riferimento per i tecnici della commissione veneziana, sono le due chiese di Santa Maria Assunta e la Chiesa del Pilastro, dove si recavano ogni mattina per partecipare alla messa.

Si segnala inoltre l’area in cui si trovava la Ca’ Malipiero di Giovanni, dove alloggiò Alvise Zorzi, il primo provveditore incaricato ai lavori del Taglio. Il fabbricato della fine del 1500, è stato successivamente sostituito dalla “Corte Contarini detta Cao di Marina” un complesso di edifici situati a Porto Viro, che negli scorsi decenni sono stati demoliti, lasciando come unica testimonianza i resti, ormai in rovina, dell’oratorio, dedicato a San Gaetano da Thiene.

Oltre ai luoghi d’interesse messi a disposizione per l’arrivo e la residenza degli esperti preposti all’organizzazione dei lavori, sono ancora oggi identificabili alcune morfologie significative per definire la trasformazione del paesaggio. Lungo il percorso proposto si individuano le vecchie diramazioni del Po di Tramontana con la foce identificabile in via Boccavecchia in comune di Rosolina, del Po di Scirocco in comune di Porto Viro, dove è possibile rintracciare anche l’argine destro del Po delle Fornaci, mentre il vecchio argine sinistro corrisponde a un tratto in comune di Loreo, lungo l’attuale argine del Po di Venezia, tra Cavanella Po e la conca di Volta Grimana, dove un tempo si trovavano le proprietà della famiglia Querini.

Il Taglio realizzato mediante un canale di immissione nella vecchia Sacca di Goro, ne causa l’interrimento, che ne rende difficile l’identificazione, ma a memoria dell’antica morfologia, sull’argine sinistro del Po di Venezia in località Cà Cappellino, in occasione dei 400 anni del taglio, è stata posizionata una tabella per indicarne il luogo d’inizio. Probabilmente la reale posizione dell’inizio della Sacca è da porsi, secondo Bergantin, in un’area posta a circa un chilometro più a sud rispetto al cartello segnaletico, sulla base di un successivo confronto tra le mappe del 1600 con la geomorfologia, che colloca qui i resti di un cordone di dune costiere.

Importantissimo per la storia di questi immani lavori è il posizionamento del punto d’inizio del nuovo corso, rintracciabile in località Vallina all’estremità occidentale del centro urbano Taglio di Po, corrispondente alla antica località di Porto Viro, indicata dal Senato Veneto come punto di partenza per l’inizio dei lavori. Alcune morfologie rintracciabili dal confronto di 2 mappe di epoche diverse, una del 1600, che rappresenta il progetto del Taglio, e una napoleonica del 1814, ci consentono anche di ubicare il punto di innesto del nuovo ramo, ravvisabile in una caratteristica variazione della sagoma arginale destra, in gergo tecnico una coronella, rintracciabile presso l’argine destro del Po a Taglio di Po, vicino all’odierna via Alessandria. Qui, tra Ca’ Nani e Ca’ Zen doveva esservi il Cason Malipiero citato come punto di partenza per i lavori di scavo nella relazione finale per il progetto di deviazione del grande fiume datata 13 marzo 1599.

Ampia è stata la partecipazione alla serata del 16 settembre da parte di un pubblico molto attento, proveniente non solo da Loreo, ma anche dai vicini comuni di Cavarzere, Rosolina, Adria, Porto Viro e Ariano nel Polesine. Il filmato è stato corredato dagli interventi di Luigi Contegiacomo, che ha illustrato alcune cartografie storiche utili alle ricerche di Daniele Bergantin e Antonio Lodo, che ha delineato le fasi storiche che hanno portato alla realizzazione del lavoro di deviazione del Po. Successive proiezioni sono state organizzate a Porto Viro il 21 ottobre presso la Sala Eracle e il 22 novembre ad Adria presso la sede della Fondazione Franceschetti e Di Cola, dove si è tenuta anche una piccola mostra con mappe del Delta. Il progetto è stato sostenuto dalla Fondazione Franceschetti e Di Cola di Adria, dal Circolo del cinema “Mazzacurati” di Adria dai comuni sede degli eventi citati per i lavori del Taglio: Loreo, Porto Viro, Rosolina e Taglio di Po.

Si sta lavorando alla realizzazione della mappa con l’ubicazione di tutti i luoghi citati, utile anche a fini turistici, auspicando il reperimento dei fondi necessari per la stampa di un dépliant informativo.

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Come citare questo articolo

Sandra Bedetti. “1599-1604 Il taglio del Po”. Ventaglio Novanta, n. 66, 2025. https://ventaglionovanta.it/archivio/1599-1604-il-taglio-del-po/

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