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ATTUALITÀ - INIZIATIVE CULTURALI

I 20 anni della “Voce”

Nella splendida villa Morosini di Polesella, una grande festa per i primi vent’anni del quotidiano polesano “La Voce di Rovigo”

di Rosanna Beccari

Ventaglio Novanta n. 66 2025 pp. 129–133

Il quotidiano più letto del Polesine, “La Voce nuova di Rovigo” – per tanti, ormai, semplicemente “La Voce” -, ha varcato l’importante traguardo dei vent’anni e la sua redazione lo ha festeggiato con un evento prestigioso nella sontuosa cornice di Villa Morosini, messa a disposizione dall’ingegner Luciano Zerbinati. Una festa che è stata anche l’occasione per ripercorrerne il passato, che è poi la storia della nostra terra polesana, con uno sguardo sul presente e il prossimo futuro.

Un traguardo tanto più importante, sia perché si tratta del prodotto di una società cooperativa locale – l’omonima Editrice Editoriale con sede in Piazza Garibaldi, nel cuore del capoluogo -, che deve sostenere la concorrenza di testate nazionali e di colossi editoriali, quanto perché dal 2004 ha sposato la realtà della provincia di Rovigo, alla quale si è posta, appunto, l’obiettivo primario di “dare voce”. Obiettivo che ha sempre mantenuto, come sanno bene i suoi affezionati lettori, pur passando sotto diversi direttori, per altro, non polesani, nei suoi quattro lustri all’attivo, erede ideale della breve esperienza del “Corriere di Rovigo”, finita nel 2004.

Il primo numero, uscito l’8 maggio 2004, era diretto formalmente dalla cremonese Cristiana Mainardi de “La Voce di Cremona” – che faceva cooperativa unica con La Voce di Rovigo e “La Voce di Crema” -, ma di fatto da Luigi Ingegneri per il primo mese e mezzo con caporedattore Raffaella Calamini di Viterbo; poi, dopo alcune brevi alternanze, nel marzo 2005 è arrivato Cristiano Draghi, di Firenze, “importato” rodigino, che l’ha diretta fino al 2008. Quindi la direzione è passata al veneziano Andrea Panozzo, per un biennio (2008-2010), e successivamente ancora a Draghi (2010-2014). Dal 1° febbraio 2014 il timone del giornale è passato a Pier Francesco Bellini, lughese di nascita, riminese d’adozione, per un decennio, fino al 29 marzo di quest’anno, quando è subentrato l’attuale, il polesano Alberto Garbellini, dal 30 marzo 2024.

Una storia per certi versi breve ma intensa, che ha attraversato importanti cambiamenti rivoluzionari nel mondo della comunicazione. Nell’arco dell’ultimo ventennio, infatti, è del tutto cambiato il modo di fare un giornale. Questa transizione, iniziata nell’ultimo decennio del secolo scorso, è stata guidata da una serie di cambiamenti tecnologici e culturali, che hanno ridefinito il modo in cui le notizie vengono prodotte, distribuite e consumate.

Dalla vecchia macchina da scrivere manuale con gli articoli riprodotti in tipografia dai linotipisti, passando per i fax, ai computer e cellulari, che hanno permesso alle notizie di viaggiare in tempo reale, dovendo, per altro, anche fare i conti con la velocità e la concorrenza. Nello stesso tempo, il tutto è stato agevolato dalla videoscrittura e dalla digitalizzazione dei media, a partire dagli anni ’90, con la successiva ascesa di Internet e dei social, che hanno portato all’attuale “citizen journalism on line”, ovvero, il giornalismo partecipativo (detto anche giornalismo collaborativo), che ha reso possibile la “partecipazione attiva” dei lettori, grazie alla natura interattiva dei nuovi media (blog) e alla possibilità illimitata di collaborazione, offerta da Internet attraverso apposite piattaforme. Un futuro, quello del giornalismo, in continua evoluzione, in vista anche delle nuove applicazioni legate allo sviluppo dell’AI (Intelligenza Artificiale).

“La Voce nuova di Rovigo” ha saputo adeguarsi negli anni a questi cambiamenti, diventando un gruppo editoriale multimediale, in un continuo crescendo, che ha varcato anche i confini della nostra Provincia.

Il 2022 è stato l’anno decisivo per il gruppo editoriale rodigino, che al giornale cartaceo ha affiancato i portali social: Polesine24.it (il sito storico della “Voce”, di gran lunga il più autorevole e consultato del Basso Veneto) e Chioggianotizie.it, entrambi accompagnati dalle proprie pagine Facebook, Instagram e Youtube.

Infine, il fortunato connubio con Delta Radio, emittente radiofonica che opera da oltre 40 anni nel settore della comunicazione e del marketing, in costante dialogo con il nostro territorio, con un notevole background. Nella sua lunga storia di successi, con una presenza alquanto attiva, Delta Radio è diventata l’emittente più ascoltata in Polesine; ora è divenuta una radio “music and news”, con programmi in diretta, trasmissioni live e tanta informazione. La sua collaborazione, oltre ad aver dato il via all’avventura su Tik Tok, ha aperto alla testata della “Voce” nuove frontiere verso un’informazione sempre più rapida, in tempo reale e interattiva con i suoi fruitori.

Nel bilancio dei suoi primi vent’anni, la “Voce” è sempre più leader nel settore dell’informazione nella nostra provincia, potendo contare oggi su un numero stimato di 50mila tra lettori e utenti unici al giorno. L’abbinamento con “Il Resto del Carlino” ha, inoltre, garantito un’offerta di informazione ancor più completa e di respiro nazionale e internazionale. Davvero un unicum nel nostro territorio. Anche per la mission dichiarata, a cui è fedele da sempre, di “mantenere mente e cuore ben radicati in Polesine, mentre lo sguardo continuerà a spaziare oltre i confini, senza mai venire meno ai principi di correttezza e autorevolezza”, parole dell’attuale direttore Garbellini.

Si meritava, dunque, una festa in grande. E a tributargliela ha concorso la “grande famiglia” – come amano definirsi – al completo della Redazione de “La Voce”, con la partecipazione di tutti quelli che contano nel mondo politico, amministrativo ed economico del Polesine, oltre alle rappresentanze di sindacati e associazioni di categoria, giornalisti, pubblicisti, comunicatori e le società partecipate. Lo stesso governatore del Veneto Luca Zaia ha voluto esprimere la sua vicinanza e sostegno con una lettera al direttore del giornale per portare i suoi auguri alla testata, sottolineando l’importanza del lavoro giornalistico e dell’informazione a livello territoriale. E lo stesso ha fatto il ministro per lo Sviluppo economico, Adolfo Urso.

Presenti tutti i direttori, che hanno idealmente unito passato, presente e futuro della “Voce”: Andrea Panozzo, Cristiano Draghi, Pierfrancesco Bellini con Alberto Garbellini.

Il presidente dell’Editoriale Luca Crepaldi ha detto: “In questi anni siamo cresciuti insieme alla “Voce”, la quale ha formato una valanga di professionisti che girano per il Polesine e anche fuori del Polesine e questo è un orgoglio della cooperativa. Siamo un gruppo che cerca di proporre progetti nel territorio, il che significa chiedere al territorio che sposi questi progetti; e sposare un progetto vuol dire non solo condividere ma anche emozionarsi per questo progetto. Ne abbiamo fatti tanti, ci siamo allargati nel web e nella radio. Quando ci sono dei partner, che apprezzano quello che facciamo, non è più una questione commerciale, ma è una questione quasi di empatia”.

Dal canto suo, il direttore Garbellini ha ribadito: “Il nostro non è solo un giornale, perché definirlo giornale è forse un po’ riduttivo. È una cooperativa, una grande famiglia che si occupa di informazione. Quando nel 2004 è partita l’esperienza de “La Voce di Rovigo”, era tutta un’altra epoca, l’informazione era diversa, non c’erano i social, non c’era Facebook e Internet era molto meno diffuso dal punto di vista dell’informazione, mentre adesso è cambiato il mondo e quindi noi, come tutti i giornali, ci siamo dovuti adeguare. Da allora abbiamo fatto tanti passi in avanti”.

Una carrellata tra passato, presente e futuro, non solo della “Voce”, ma di tutto il territorio che vuole continuare a raccontare e a rappresentare.

E tutti, infine, si sono salutati dandosi appuntamento al prossimo importante anniversario per un giornale che ha la vocazione del Polesine.

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Come citare questo articolo

Rosanna Beccari. “I 20 anni della “Voce””. Ventaglio Novanta, n. 66, 2025. https://ventaglionovanta.it/archivio/i-20-anni-della-voce/

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