Con una partecipata cerimonia nella Sala Consiliare del cinquecentesco Palazzo Municipale di Badia Polesine si sono recentemente celebrati i 40 anni di presenza, azione e servizio del Ctg nella comunità badiese.
40 anni di presenza, perché sono quelli passati da quel lontano 1983, in cui l’allora gruppo Amici della Montagna, sorto un paio di anni prima, per la prima volta compì l’atto di affiliazione al Centro Turistico Giovanile nazionale.
Una presenza citigina che, pur mutando denominazione negli anni rispetto a quella iniziale, e raccogliendo anche esperienze diverse e particolari (alcune delle quali cessate, come il gruppo Tiramolla e La Piccola Fenice), si è da allora protratta in maniera continuativa fino ai nostri giorni. Di questa tradizione il gruppo la Mongolfiera è oggi il principale erede nella cittadina altopolesana, impegnato a portare avanti i valori di quel Ctg fondato a livello nazionale nel lontano 1949.
40 anni di azione, perché sono stati anni pieni di iniziative, di cose fatte, di tanti eventi che anche l’intero spazio a disposizione, qui nella rivista, non permetterebbe di ripercorrere uno a uno. Ricordiamo solamente i viaggi “importanti” fatti nel Mediterraneo: dal Marocco alla Tunisia e ancora da Creta a Santorini. Le tante capitali europee visitate: da Parigi a Vienna e Berlino, da Zagabria a Praga e Budapest, per arrivare alle recenti Bruxelles e Amsterdam (ma sono solo alcune, solo per esempio), senza dimenticare regioni importanti come la Loira, la Normandia, le Fiandre, la Polonia di Wojtyla o il percorso verso Santiago di Compostela. E poi le regioni d’Italia, dalle montagne della Val d’Aosta alle spiagge della Calabria, “isole comprese”, dalle più grandi come la Sicilia e la Sardegna alle cosiddette minori, come le Tremiti o il Giglio. Minori che poi non sono in realtà “minori”, ma spesso solo luoghi meno conosciuti (e quindi frequentati), a cui però il gruppo ha voluto dedicare particolare, se non maggiore, attenzione e cura. Infine – ma non ultimo, per importanza e impegno – sempre alla scoperta, conoscenza e valorizzazione del nostro territorio locale. Una terra ingiustamente considerata trascurabile e invece estremamente ricca di storia, di cultura, di potenzialità ancora da esprimere.
40 anni di servizio perché l’impegno è stato quello di far crescere la socialità; di promuovere la comunità e il territorio, anche allargandone gli orizzonti; e quello di affermare che la cultura non è l’erudizione gelosamente custodita da pochi singoli eletti, ma è una esperienza corale di conoscenze condivise, di scambi di informazioni, di condivisioni di esperienze personali e collettive. Come negli appuntamenti di Conosci la tua Città, giunti al settimo anno, o nelle feste in piazza dei Giò Madonnari, nelle quali è data l’opportunità a centinaia di ragazzi di rivivere l’antica arte del disegno di strada, oppure nelle altre occasioni di festa che potrebbero sembrare “solo ludiche”, ma che costituiscono invece il mantenimento di una tradizione storica e popolare, come per la Zèna de i ossi o per le castagne per la ricorrenza di San Martin. Senza dimenticare le tante visite guidate alla scoperta di Badia messe a disposizione dei soci, dei cittadini, dei turisti esterni; le mostre e le serate più propriamente di approfondimento culturale; gli interventi di salvaguardia del patrimonio monumentale, come quello importante e impegnativo di restauro dell’antico portale in legno dell’arcipretale. E neppure tralasciando tante iniziative di solidarietà: a partire da Viva Vittoria, contro la violenza sulle donne per arrivare al sostegno concreto a realtà lontane. Come quello portato avanti, in passato, in favore di Una casa per il Bambino di Betlemme o quello attuale per la mensa, l’ambulatorio pediatrico e la fattoria didattica della Missione di Boane, in Mozambico, a favore di migliaia di bambini che sopravvivono solo recuperando oggetti scartati nella immensa discarica locale.
Sono questi alcuni tra i principali ragionamenti emersi nella Cerimonia articolatasi, prima nella Messa solenne presieduta da Don Alex Miglioli nella Arcipretale (il Ctg è l’unica associazione turistica italiana riconosciuta ufficialmente come ecclesiale dalla CEI) e poi all’interno del Palazzo Comunale, nella Sala del Consiglio. Qui l’avv. Edo Boldrin, già sindaco, che ha coordinato l’evento, ha letto i saluti ufficiali del Vescovo mons. Pierantonio Pavanello e di Fabio Salandini, Presidente nazionale del Ctg, ambedue impossibilitati alla presenza per impegni connessi alla loro carica – dando poi la parola a Maurizio Marcassa, coordinatore provinciale della Fictus (Federazione Italiana Cultura Turismo e Sport) cui il Ctg è cofondatore con altre importanti realtà associative. Quindi è intervenuto il Sindaco Giovanni Rossi evidenziando l’importanza della presenza in tutti questi anni del Ctg nella città di Badia, nonché la positiva sinergia collaborativa sperimentata negli anni tra l’ Ente Pubblico e l’Associazione.
Hanno quindi preso la parola i due Presidenti Nazionali Emeriti del Ctg presenti in sala.
Il primo, Norberto Tonini – in carica dal 1986 al 1994, e che in seguito ha poi ricoperto, a Bruxelles per due mandati, anche la prestigiosa e massima carica di Presidente dell’Organizzazione Internazionale del Turismo Sociale – ha focalizzato il suo intervento sulle intuizioni profetiche e le azioni anticipatrici del Ctg nei confronti del mondo del turismo. Lo ha fatto ricordando come alcune azioni portate avanti agli inizi, già 75 anni fa, siano diventate oggi un patrimonio della cultura turistica attuale più avanzata: in particolare il tema del Turismo delle 3 Esse (Sociale, Sostenibile, Solidale) e
Il secondo, Alberto Ferrari – ai vertici nazionali come Presidente dal 1998 al 2006 e per altri 12 anni come Segretario Generale – da badiese che giocava in casa, si è invece soffermato sul ruolo educativo dell’associazionismo in generale, partendo dalla sua esperienza pluriennale sia nel Forum Nazionale del Terzo Settore, sia in alcuni organismi laicali della CEI romana. In particolare, ha evidenziato, con un certo disappunto, come la recente Riforma del Terzo Settore, anziché agevolarlo, rischi di mettere in difficoltà burocratica tutto quel mondo del piccolo associazionismo che parte da un volontariato più spontaneo e genuino.
Alla presidente del gruppo, infine, Loretta Guerrini, al vicepresidente Renzo Ortolan e al presidente emerito di gruppo Claudio Brusemini è invece toccato ripercorrere sinteticamente le varie attività locali del Ctg La Mongolfiera, soffermandosi in particolare negli aspetti sociali, educativi, culturali.
In particolare è stato rilevato come, passati gli anni bui del Covid, il gruppo sia tornato ad attestarsi sull’adesione di oltre 200 soci, per lo più provenienti da Badia e dai comuni del territorio vicini, ma con iscritti anche dalle provincie di Padova, Verona, Vicenza, Ferrara. Con addirittura alcune presenze di amici dal resto dell’Emilia, dalla Toscana e dalle Marche, a testimoniare la prospettiva e il carattere di straordinaria apertura e accoglienza associativa che il gruppo ha sempre portato avanti, secondo l’originale Spirito Ctg.
Non è quindi un caso che, negli anni, siano stati espressi dal Ctg badiese ben 4 Consiglieri nazionali (Manuela Del Bianco, Enzo Ortolan, Gianpietro e Alberto Ferrari, cui è poi toccato in sorte ricoprire anche i prestigiosi ruoli di vertice prima riportati). E senza dimenticare i vari ruoli di responsabilità ricoperti, in vari momenti, da altri soci sia a livello di Ctg provinciale che di Ctg Regionale.
In definitiva – a ben guardare – 40 anni di storia associativa non solo di semplice (seppure significativa e importante) valenza locale, ma anche 40 anni di testimonianza dal Polesine nella più grande Storia generale del Centro Turistico Giovanile nazionale.
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Come citare questo articolo
Alberto Ferrari. “Quarant’anni di CTG a Badia”. Ventaglio Novanta, n. 66, 2025. https://ventaglionovanta.it/archivio/quarantanni-di-ctg-a-badia/