Via Vittorio Emanuele e Piazza Matteotti costituiscono il centro storico di Bergantino. E proprio su piazza Matteotti si affacciano i principali monumenti storici del paese: la chiesa parrocchiale con il campanile, palazzo Strozzi ed il vecchio castello, oggi palazzo Diani. Una passeggiata nel cuore del centro rivierasco ci permetterà pertanto di conoscere i più importanti beni artistici ed architettonici locali.
Iniziamo il nostro itinerario dalla chiesa parrocchiale, costruzione di rilievo, dedicata a S. Giorgio, che domina la piazza. I lavori per la sua realizzazione iniziarono il 24 novembre 1673 e il 2 dicembre del 1700, venne consacrata.
Nel tempo, la facciata ha subito significative modificazioni, ma ha conservato il suo stile Rinascimento. L'interno è a tre navate. La navata centrale è coperta da una volta a botte, con i relativi fusi in corrispondenza dei finestroni; le navate laterali sono coperte da volte a crociera. Una teoria di lesene abbinate, che si sovrappongono ai pilastri delle navate laterali, sostiene un cornicione che gira tutto intorno alla chiesa. Fra i tesori d'arte contenuti nel tempio, spiccano, nella navata di sinistra, l'altare della Madonna, in stile barocco, con la statua lignea dello scultore Vincenzo Cadorin (1920) e, nella navata di destra, le due pale ispirate alla "Sacra Famiglia" (1688) e alla "Madonna del Carmine" (1710), opera sicuramente di Giuseppe Maria Crespi (1665-1747) la prima, molto probabilmente di Federico Bencovich (1677-1753) la seconda.
Sul lato destro della chiesa si erge uno slanciato campanile, realizzato dal 1725 al 1731, per volontà e con il concorso dei parrocchiani. Gli architetti costruttori furono i fratelli Santini, già progettisti di pregevoli opere, come la chiesa di S. Materno a Melara, quella di S. Domenico a Ferrara, quelle di Trecenta e Ceneselli, e l’oratorio della B.V. del Carmine a Bergantino. Una curiosità. Il campanile di Bergantino era stato progettato per completare la chiesa di Melara, ma per ragioni economiche i Santini non ne iniziarono nemmeno la costruzione. Si accordarono così per edificarlo accanto alla chiesa di Bergantino, benché la torre campanaria appaia sproporzionata nelle dimensioni e poco intonata rispetto allo stile del tempio.
Il lato meridionale della piazza è dominato da Palazzo Strozzi. La storia dell’ edificio si intreccia con quella dell’omonima famiglia, che tuttora, in parte, lo abita. Gli Strozzi di Bergantino discendono da un ramo mantovano della celebre casata fiorentina. Tra il ’500 ed il ’600, gli Strozzi di Mantova, uomini d’armi al servizio dei Gonzaga, si guadagnarono il titolo di marchesi. Proprio nel XVII secolo iniziarono la loro avventura nel Bergantino.
Gli Strozzi fecero costruire qui, nella golena del Po, un casino da caccia, primo nucleo di quello che diverrà, poi, l’attuale palazzo. Occorre tener conto che l’argine del fiume, allora, si trovava sull’attuale via Vittoro Emanuele, cioè tra il campanile ed il palazzo attuale. Il primo Strozzi a stabilirsi definitivamente a Bergantino fu Giuseppe, ai primi dell'800. Il vecchio casino da caccia era già stato ristrutturato ed ampliato in uno stile definito "rustico mantovano". L'ultima Strozzi, ancora residente nel palazzo è Isabella, pronipote di Giuseppe. Dal 1987, una parte del palazzo è stata acquistata dall'Amministrazione provinciale di Rovigo; ora è sede del "Museo nazionale documentario della giostra e dello spettacolo popolare".
Sul lato settentrionale della piazza sorge palazzo Diani, storico edificio eretto sulle antiche fondamenta di un vecchio castello medioevale di cui conserva alcune caratteristiche architettoniche. La prima costruzione del castello risale al 1207, per volontà del ferrarese Salinguerra II. Fu nei secoli conteso ai ferraresi dai mantovani e dai veneziani.
Dopo la distruzione dell'antico maniero attuata dai veneziani nel 1482 nel corso della famosa Guerra del Sale, Giovanni Romei, conte di Bergantino, investito di questo contado dai signori di Ferrara, fece costruire un ampio palazzo, proprio sulle rovine e con i materiali del castello stesso. In esso vi alloggiò anche Federigo, figlio di Ferdinando re di Napoli. Dalla famiglia Romei, che ebbe signoria in Bergantino fino al 1752, il palazzo passò agli eredi. Da questi, nel 1841, acquistò palazzo ed altri beni Carlo Diani. Nel 1880 fu tolto il ponte levatoio e fu otturata la fossa che ancora circondava l'edificio. Oggi esso è domicilio privato della famiglia Diani e non è visitabile. Dall'esterno si possono apprezzare comunque le linee architettoniche semplici e severe e l'imponenza dell'antico manufatto.
Una sosta nella piazza di Bergantino ci può dunque consentire di conoscere ed apprezzare alcuni interessanti aspetti architettonici del centro rivierasco.
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Come citare questo articolo
Corrado Ferri. “A Bergantino in piazza Matteotti”. Ventaglio Novanta, n. 19, 1999. https://ventaglionovanta.it/archivio/a-bergantino-in-piazza-matteotti/