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EDITORIALE

Ambientalizzare

di Lino Segantin

Ventaglio Novanta n. 18 1998 pp. 3–7

Da alcuni mesi un nuovo verbo ha fatto la sua comparsa sui quotidiani che si interessano del Polesine: ambientalizzare. Il significato, intuitivo, indica l'obiettivo di rendere compatibili con l'ambiente certe strutture che attualmente hanno un impatto negativo. Di qui la richiesta, fattasi negli ultimi tempi pressante specialmente nei confronti dell'Enel, di veder avviati consistenti interventi nelle centrali termoelettriche che, direttamente o indirettamente, interessano il territorio della provincia: quella di Porto Tolle innanzitutto, ubicata proprio nel cuore del Delta, e quelle di Sermide e Ostiglia, che sorgono appena oltre il confine provinciale, in terra mantovana.

Una volta tanto cittadini, autorità ed associazioni ambientalistiche sembrano concordi sulla linea da seguire: ottenere un impegno dall'Enel di riconvertire gli impianti, attualmente alimentati da oli pesanti, utilizzando il metano, combustibile che garantisce una consistente riduzione delle emissioni nocive nell'atmosfera.

Per portare avanti con maggiore determinazione la richiesta, nella parte occidentale del Polesine, dopo varie manifestazioni, che hanno visto la massiccia partecipazione dei cittadini, si è costituito un coordinamento dei sindaci dei comuni più direttamente interessati dai fumi delle centrali mantovane. Portavoce del coordinamento, che ha ottenuto anche l'adesione di vari primi cittadini mantovani, è stato nominato il sindaco di Castelmassa, Giuliana Gulmanelli.

Per la centrale di Porto Tolle, ai problemi di natura ambientale – incompatibili con il Parco del Delta che punta sulla valorizzazione del paesaggio – se ne aggiungono anche altri di natura sindacale, a seguito della dichiarata intenzione dell'Enel di eliminare la direzione locale, per concentrare l'aspetto amministrativo a Venezia. Una soluzione questa che, oltre ad impoverire di personale l'impianto polesano, ne decreta la marginalità, legittimando i sospetti di quanti ritengono l'Enel poco propensa a seguire la strada della ambientalizzazione, ormai da tutti invocata. Per contrastare l'iniziativa, oltre al sindaco di Porto Tolle Diego Precisvalle, si è mosso il presidente della provincia Alberto Brigo, sottolineando la posizione intollerabile assunta dai vertici dell'Enel che, tra tutte le province del Veneto, vorrebbe penalizzare proprio quella di Rovigo fornitrice, con la maxi centrale portotollese, di ben il 50% di tutta l'energia elettrica prodotta nell'ambito regionale.

E l'assessore provinciale dell'ambiente Pietro Callegarin rilancia: la centrale di Porto Tolle deve divenire un laboratorio di studio e produzione, la più pulita d'Italia, compatibile con il Parco del Delta. Deve configurarsi come un impianto pilota, che sappia coniugare salvaguardia dell'ambiente e sviluppo, coinvolgendo nei propri piani gli amministratori locali, le forze produttive e le associazioni ambientalistiche, fornendo anche progetti nuovi nel campo delle energie rinnovabili.

Una posizione che ci sentiamo di sottoscrivere pienamente.

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Come citare questo articolo

Lino Segantin. “Ambientalizzare”. Ventaglio Novanta, n. 18, 1998. https://ventaglionovanta.it/archivio/ambientalizzare/

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