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ATTUALITÀ - INIZIATIVE CULTURALI

Arte a Km 0

Eventi innovativi, in luoghi poco conosciuti della città, ideati e messi in scena dall’associazione Cantieri Culturali Creativi

di Sofia Teresa Bisi

Ventaglio Novanta n. 58 2019 pp. 150–151

Inizia a Rovigo la cultura “a km 0”. Succede grazie a un gruppo di artisti che ha deciso di vivere la città in modo diverso, valorizzarla, scoprirla, renderla vera protagonista e scenografia per l’arte.

Dallo scorso mese di aprile, un gruppo di rodigini, da un’idea della danzatrice e coreografa Romina Zangirolami, ha collaborato per evidenziare il potere dirompente delle idee che giungono da persone con lavori e interessi diversi. Tra i tanti impegni della quotidianità, hanno scelto di dedicare una sera alla settimana a un incontro al bar, al Locale di via Miani, e di provare a creare qualcosa di interessante per la città. Gli incontri, coordinati da Pierpaolo Fabris, presidente dell'associazione “Cantieri culturali creativi”, sono stati l’occasione in cui si sono confrontati diversi protagonisti della cultura, della musica e dell'arte locali.

Il risultato dei primi mesi di lavoro è stato una bella scoperta: il progetto “Racconta Rovigo”, che è servito a condividere esperienze, desideri, idee, sogni, di tante persone che hanno vite e lavori diversi. Adriano Baccaglini, Alberto Gambato, Antonia Bertagnon, Barbara Chinaglia, Beatrice Pizzardo, Diego Forno, Elisabetta Capostagno, Fiorella Tommasini, Golda, Luigi Gioli, Luigi Milani, Miranda Greggio, Romina Zangirolami, Tiziano Negrello, Vanni Destro, Vincenzo Madrigrano hanno provato a produrre storie da ballare, da ascoltare, da vedere, da abbracciare.

Hanno scelto di fare anticultura perché fuori dallo standard conosciuto, accettato e spacciato come unico proponibile. Una cultura “altra” troppo spesso lasciata ai margini dei circuiti ufficiali che nell'associarsi trova forza e coraggio e si apre alla città.

Verso la fine dell’estate, sono stati proposti alla città tre lavori, tre processi artistici nati da stimoli originali e finalizzati a far scoprire altrettanti angoli inesplorati del centro. Il risultato è stato un successo molteplice: ogni processo creativo è stato apprezzato da numerosi rodigini che vi hanno partecipato gratuitamente e che poi si sono intrattenuti con gli artisti in un positivo scambio di idee e opinioni.

Il debutto del progetto è avvenuto il 25 luglio con “Primordiale, un canto di terra e di acqua", rappresentato nel cortile interno della sede Coldiretti in via Alberto Mario. Il titolo voleva essere un omaggio al nostro Polesine, uno spazio-laboratorio di performers che entravano in relazione l’uno con l’altro in azioni, sinergie e molteplici linguaggi artistici lasciandosi contaminare e raccontare. È stato quasi un rituale artistico, in cui l’arte collettiva si è fatta elemento comune fondata su terra e acqua in un rito quasi ancestrale.

Il 2 settembre “Canone domestico”, una forma di “arte che vive e esplode di vita autentica”, è stato proposto nel Quartiere Mario Bergamo, una corte semisconosciuta vicino alla chiesa della Rotonda, con case basse, piante e tranquillità, dove il tempo sembra essersi fermato. Il pubblico è stato coinvolto in una scena di vita, con una gestualità arcaica ma naturale, tra le faccende di casa, il pettegolezzo e la familiarità, per offrire e cercare risposte agli interrogativi su quanto sia cambiata la vita privata dei rodigini.

Chiusura di grande impatto con “Promesse elettorali”, un lavoro che è andato in scena nel parcheggio dell’associazione Nazionale Mutilati ed Invalidi di Guerra a fine settembre. Il tema trattato in questa rappresentazione voleva porre l’attenzione sull’impegno promesso dai politici e sulla libera scelta che si concretizza nel voto, spesso frutto di una fiducia mal riposta. L’evento, fatto di scrittura, recitazione, danza, pittura, scultura, installazione e canto, è nato dall’analisi del bisogno di credere a collettività, grazie a coerenza, onestà etica, coraggio, responsabilità.

Tutti gli eventi hanno valorizzato angoli speciali della città, poco conosciuti, che si sono fatti scenografie per la prima volta. Il collettivo ha intenzione di continuare a lavorare in città, per unire e valorizzare talenti, per scoprire scorci poco noti, per dare voce a chi si voglia esprimere. Anche se si chiamano “a km 0”, c’è da credere che faranno strada.

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Come citare questo articolo

Sofia Teresa Bisi. “Arte a Km 0”. Ventaglio Novanta, n. 58, 2019. https://ventaglionovanta.it/archivio/arte-a-km-0/

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