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STORIA - TRADIZIONI

C’era una volta… il centralino telefonico

A Bottrighe, cinquant'anni fa, i primi abbonati alla telefonia fissa

di Roberto Marangoni

Ventaglio Novanta n. 23 2001 pp. 64–65

Quante cose sono cambiate negli ultimi cinquant'anni!

Tutto è mutato, la vita stessa in campagna ha subito radicali trasformazioni. In varie zone rurali mancava ancora la corrente elettrica ma c'erano i lumi a petrolio o peggio ancora a carburo. Dai corsi d'acqua si attingeva il bere della sopravvivenza, utilizzando gli stessi corsi d'acqua che servivano per lavare i panni.

In molte case di città c'era la pompa per il consumo quotidiano d'acqua. Nelle campagne si provvedeva invece con i pozzi, che, in taluni casi, servivano anche da frigorifero, dove cestelli e bottiglie appese ad un cordino si immergevano. Anche il "moscheto", ovvero quel contenitore pentagonale in rete, fungeva da "frigorifero", non tanto per conservare i cibi al fresco, ma per tenerli lontani da mosche ed insetti.

Quale televisione! Il filò attorno al camino d'inverno e le serate sull'aia d'estate sotto il chiaro della luna erano i momenti di autentica aggregazione delle nostre genti polesane abituate a faticare dalla mattina alla sera.

Adesso non manca più nulla! È arrivata l'era dell'informatica e dell'elettronica. Ad essa è collegata anche la telefonia mobile che ha raggiunto una diffusione gigantesca.

Non era così nel 1955 quando appunto la telefonia, quella fissa ovviamente, era agli esordi. In quell'anno a Bottrighe, su una popolazione di oltre quattromila abitanti, si contavano "ben" trentacinque abbonati al servizio telefonico di Stato. In quei tempi non era tutto semplice, e per contattare un altro abbonato occorreva chiamare il centralino.

Il quale, in paese, era situato negli stabili del "Piccolo Bar", che allora si trovava in via Umberto Maddalena (al "Cào d'Sora" – località "Capo di Sotto" ndr) prima di essere trasferito nella centralissima piazza Libertà.

Proprio nella foto è stato ritratto il gestore Stelvio Mario Guarnieri all'interno del "Piccolo Bar" che tutti chiamano da sempre "El Barin". "Allora – racconta Stelvio – il mio locale era solamente una caffetteria-gelateria e non potevo vendere alcolici. Al centralino telefonico ricevevo la chiamata ed io inserivo uno spinotto che collegava tra loro gli utenti interessati".

Sono trascorsi quarantasei anni da quella foto e Stelvio, che assieme alla moglie Wanda Destro si sta godendo la meritata pensione, ricorda con grande nostalgia quei momenti carichi di umanità e semplicità.

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Come citare questo articolo

Roberto Marangoni. “C’era una volta… il centralino telefonico”. Ventaglio Novanta, n. 23, 2001. https://ventaglionovanta.it/archivio/cera-una-volta-il-centralino-telefonico/

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