Oltre 600 studenti, 30 insegnanti, 13 istituti scolastici, 60 tra relazioni ed interventi, 4 interviste, 6 mostre, 16 DVD di copertura audio-video integrale, innumerevoli reportages sulla stampa locale, servizi sui telegiornali ed uno speciale di 10 minuti andato in onda su 5 network televisivi: sono i numeri, davvero impressionanti, prodotti dalle attività di Convegnistica Giovanile promossa dalla Provincia di Rovigo e progettata da Turismo e Cultura, che ne ha curato anche la realizzazione e l’organizzazione (in collaborazione, per quanto riguarda il Convegno di Adria, con l’Istituto di Istruzione Superiore “Cristoforo Colombo”).
Stiamo parlando di due importanti iniziative: il Convegno “L’ambiente visto dai giovani”, giunto alla quarta edizione, che si è tenuto a Trecenta il 29 e 30 marzo ed ha coinvolto le scuole del Medio ed Alto Polesine, e il gemello “Il Parco visto dai giovani”, la cui nona edizione è andata in scena con gli istituti del Basso Polesine ad Adria dal 18 al 20 aprile. Benissimo, direte voi, ma come è andata? Proviamo a raccontarlo…
Già il tema scelto per l’edizione 2007 presentava delle difficoltà: in questi anni, caratterizzati dalla globalizzazione, proporre “Cercando l’identità” sembrava una provocazione. E lo era. L’identità è argomento sulfureo, capace di provocare inguaribili emicranie negli spiriti più profondi e labirintiti da orror vacui nei più semplici. E poi l’accento era sul cercare, non il semplice trovare, quindi le Scilla e le Cariddi del luogo comune attendevano equivoche in agguato tutti i relatori. Qualcuno a dire il vero ci si è pure sbucciato le ginocchia…
Ecco perché i momenti a più alta densità identificante dei due convegni sono stati quelli in cui i testimoni del territorio hanno preso la parola e dispensato i loro segreti. Ad esempio quando Gianni Sparapan si è manifestato, agli sbigottiti studenti seduti in sala, più avvezzi alla piattezza del tubo catodico, come poeta a tre dimensioni prendendoli per mano ed immergendosi con loro nelle profondità del linguaggio e dell’identità culturale (la frase “Ah, se gli antichi potessero sentirci oggi recitare i loro versi e interpretare i loro miti con la nostra goffaggine e superficialità, quanto riderebbero di noi…” sarebbe valsa da sola il prezzo del biglietto, ci fosse stato). Oppure quando Raffaele Peretto, Direttore del Museo dei Grandi Fiumi, parlando delle violenze perpetrate dall’edilizia ai paesaggi del Polesine dimostrava quanto il suo matrimonio con il territorio, seppur di lunga data, sia ancora unione appassionata e appassionante.
Gianni Sprocatti, fotografo e naturalista, è venuto da Castelmassa per mostrare ai giovani immagini che a loro apparivano giurassiche e che invece ritraevano le strade che oggi tutti percorriamo com’erano soltanto qualche anno fa. Alessandro Tieghi, artista e ceramista, ad Adria ha narrato ai ragazzi di ossidi ed argille con la stessa passione con cui risponde Valentino Rossi quando gli chiedono della sua Yamaha. A Giuseppe Marangoni invece, da sempre alfiere del recupero creativo del patrimonio polesano, brillavano gli occhi come ad un bambino felice quando ha raccontato di come il Mulino al Pizzon di Fratta Polesine si stia trasformando, grazie alla sua intuizione, dal relitto in disuso ancorato alla sponda del fiume Scortico di tre anni fa a moderno modello di archeologia industriale recuperata nonché centrale di produzione di energia elettrica pulita.
Ma la Convegnistica giovanile è stata anche incontro con la musica: del resto, e soprattutto per i giovani, cosa crea identità ed identificazione più di essa? Vittorio Piombo è squisito violoncellista di modi garbati ed eleganti mani affusolate, ma le sue scorribande a Trecenta lungo i tornanti della Suite n.2 in re minore di Bach hanno ricordato più Bartali sulle strade polverose del Tour de France vinto nel ’38 che i salotti buoni della musica “colta”. E a Palazzo Pepoli non volava una mosca.
Ad Adria invece il Conservatorio “Buzzolla” ha fatto scoprire ai giovani partecipanti che anche un insospettabile viennese doc come Franz Schubert potrebbe aspirare al titolo di polesano ad honorem: che bella emozione sentire il Maestro Luca Belloni sottolineare le similitudini di tinte e sensazioni tra i Lied del grande compositore ed i paesaggi del grande fiume. Anche qui, studenti attenti e partecipi: del resto, la Convegnistica è dedicata a loro ed il vero, grande obiettivo di quest’anno è stato quello di renderli protagonisti.
Non è stato facile, nessuno aveva garantito il successo della formula e c’è voluto più di un anno, ma alla fine ogni parte dei Convegni ha portato anche la loro firma. Anzi, alcune sezioni sono state gestite integralmente dai giovani. Ad esempio, novità assoluta rispetto alle edizioni precedenti, gli spazi dedicati agli interventi degli Assessori della Provincia Laura Negri e Giancarlo Chinaglia sono diventati interviste: gli studenti hanno dapprima invitato entrambi in classe durante l’anno, poi in convegno li hanno intervistati. Uno spettacolo la serietà con cui da un lato i ragazzi ponevano le loro domande e dall’altro gli assessori rispondevano con l’impegno di chi sta sostenendo un esame importante. Superato? Dal clima rilassato che si respirava in sala, si direbbe di sì.
Ragazzi protagonisti anche nella parte centrale dei lavori, quella delle relazioni degli istituti scolastici coinvolti: i docenti coordinatori in sala defilati e discreti a seguire i loro alunni esporre, microfono wireless e presentazioni in powerpoint sotto controllo, i risultati delle ricerche sull’identità.
Il leitmotiv della convegnistica 2007 deve aver davvero funzionato se ogni scuola partecipante ha presentato relazioni di notevole livello qualitativo e spiccata identificabilità: ecco allora ad esempio i lavori dei Geometri ricordare Euclide nella ricerca delle proporzioni, gli istituti ad indirizzo turistico presentare il Polesine con l’occhio di un moderno Anfitrione, gli istituti tecnici curare il particolare e l’amore per il dettaglio ed i licei la completezza della visione d’insieme.
Giovani protagonisti infine non solo all’interno dei convegni, ma anche verso l’esterno, con la gestione diretta dell’accoglienza, delle mostre e dell’ufficio stampa, grazie alla strumentazione fornita da Breviglieri s.r.l., dai comunicati agli articoli al materiale iconografico alle riprese in digitale…
A convegni ultimati, quali conclusioni trarre? Nessuna, perché se è vero, come dice De Andrè, che la ragione del viaggio è viaggiare, non occorre inventariare quello che già appartiene a chi c’era e non lo lascerà più.
Resta piuttosto un’ultima considerazione: l’anno prossimo a Trecenta si celebrerà la quinta edizione, ad Adria la decima. Numeri tondi, che invitano ad allargare ulteriormente gli orizzonti, in fondo ai quali si intravvede…l’Europa. Che sia un indizio?
Presto per svelarlo, per ora possiamo solo anticipare l’invito ad esserci a Palazzo Pepoli ed all’Ostello Amolara nella primavera del 2008: ne succederanno delle belle e poi, come recita un vecchio detto, si torna sempre sul luogo del delitto…
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Come citare questo articolo
Massimo Bergamini. “Cercando l’identità”. Ventaglio Novanta, n. 35, 2007. https://ventaglionovanta.it/archivio/cercando-lidentita/