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ATTUALITÀ - INIZIATIVE CULTURALI

Città delle rose e del violoncello

Per Rovigo e provincia, avviati due importanti progetti sostenuti dalla Fondazione Banca del Monte di Rovigo

di Fondazione Banca del Monte

Ventaglio Novanta n. 58 2019 pp. 129–131

La Fondazione Banca del Monte di Rovigo, nell’ambito della propria attività istituzionale, ha sostenuto la realizzazione di due diversi progetti – ascrivibili alle aree di intervento che riguardano le attività culturali e la formazione- , e che hanno il violoncello e i giovani come comune denominatore.

Entrambi i progetti si sono conclusi nel 2018. La Fondazione, mantenendo lo storico radicamento al territorio di appartenenza, esplica la propria mission oltre che con progetti propri anche ponendosi a fianco di enti, istituzioni e realtà associative selezionati per attività e scopi statutari perseguiti. Con questi condivide, tra le altre, alcune finalità, previlegiando quelle che riguardano i giovani e la formazione.

In particolare, la Fondazione Banca del Monte di Rovigo ha valutato di dare il proprio contributo ai progetti Rovigo Cello City e I suoni del Po in quanto, afferenti al mondo della musica, consentono ai giovani di fare esperienze formative e professionalizzanti accanto a rinomati maestri mentre, contemporaneamente, offrono concerti di qualità di cui può godere tutta la cittadinanza. Il tutto nel campo della musica, abbiamo detto, e, nello specifico, riferito allo strumento del violoncello, coniugando l’attività con la valorizzazione dei luoghi più belli della città e del Polesine.

Rovigo Cello City e I suoni del Po sono promossi, rispettivamente, dall’Associazione musicale Venezze, presieduta da Luigi Puxeddu, direttore artistico del progetto e docente del Conservatorio Venezze, e dall’Associazione Eroica Giovane Orchestra, diretta da Luca Paccagnella, già direttore del Conservatorio rodigino per diversi anni e fondatore di diverse orchestre giovanili.

Rovigo Cello City – presentato per la prima volta nel 2013, e trovando fin dagli esordi il sostegno della Fondazione Banca del Monte di Rovigo – propone una straordinaria settimana, tutta rodigina, per “appassionare ed emozionare il pubblico con i nostri giovani violoncellisti”, – dove, per ‘nostri’ si intende gli studenti del Conservatorio – “affiancandoli a chi suona tutti i giorni nei teatri più importanti del mondo”, a dirla con le parole del prof. Puxeddu.

Protagonisti, quindi, gli allievi che hanno una possibilità unica di avere a fianco a sé maestri di fama internazionale. Alcuni nomi dell’edizione 2018: Cristopher Coin, grande violoncellista barocco, Giovanni Sollima, artista di fama internazionale, Alfredo Persichilli, primo violoncello del Teatro alla Scala, insieme ad altri valenti violoncellisti come Luca Simoncini, lo stesso Puxeddu, e musicisti non violoncellisti come il fagottista Sergio Azzolini, la soprano rodigina Marina Di Liso, Federico Guglielmo docente di violino del Venezze, tutti rodigini, e ancora Maurizio Leoni, Francesco Manara, Vladimir Mendelsshon.

La possibilità di confrontarsi con grandi professionisti e artisti, apprendere tecniche di esecuzione e “segreti” dell’interpretazione, affrontare il timore dell’esibizione, sentirsi alla pari di giganti dei teatri internazionali rappresentano eccezionali opportunità formative che fanno acquisire sicurezza e dimestichezza ma anche prove che fanno emergere e rafforzano talento e personalità, momenti di percorsi di studio che qualificano e che avviano più fiduciosi verso una futura carriera musicale.

Non è diverso il principio ispiratore, contemporaneamente anche obiettivo, dell’articolata rassegna I suoni del Po: far vivere a ragazzi l’esperienza musicale come un’esperienza costruttiva completa. Ritenuta un viaggio culturale, l’iniziativa, diretta dal m° Paccagnella, considera la Giovane Orchestra un “efficace strumento di integrazione culturale e sociale e come modalità per lo sviluppo delle intelligenze dell’essere umano, nata dalla forte convinzione che intraprendere un percorso di musica d’insieme, oltre ad essere gratificante, è nel frattempo altamente formativo”.

La rassegna porta in tutto il Polesine l’Eroica Cello Ensemble, composta da 25 ragazzi di età compresa tra i 5 e i 19 anni, molti dei quali vincitori di concorsi internazionali. Qui i giovani musicisti sono considerati eroi del futuro in quanto protagonisti della promozione dell’arte mentre la vivono e si preparano al futuro come “persone vere, cultori della musica e del bello, aperti al confronto” perché, attraverso l’esperienza dell’orchestra, come modello di vita e di condivisione, i giovani saranno più formati ad essere parte di un organismo sociale, così come nella compagine musicale.

Il progetto musicale è anche un progetto di promozione del territorio, non solo dal punto di vista turistico; viene infatti rappresentato in svariati luoghi della nostra provincia (sono 27) tra chiese e palazzi, piazze e ville, musei e monumenti, dall’Alto al Basso Polesine, mettendo in risalto il notevole patrimonio storico architettonico artistico dei siti più significativi, apprezzati per la loro “geometria sonora” cioè per quelle particolari caratteristiche che generano una migliore distribuzione del suono.

I Suoni del Po, inoltre, in una particolare sezione della manifestazione, rappresenta opportunità di lettura storica attraverso le vicende che hanno inserito il nostro territorio nella Grande Guerra di cui, nel 2018, si ricorda il centenario, eseguendo musiche composte nel periodo bellico. Un’occasione in più per tutti per riflettere su tematiche importanti e valori imprescindibili come la pace e la pacifica convivenza tra popoli.

Entrambe le iniziative culturali presentano un repertorio vario e coinvolgente, spaziando dalla musica classica ai compositori moderni fino ai nostri giorni, toccando diversi generi con cui tutti i musicisti si sono messi alla prova. Per entrambi i progetti la Fondazione ha espresso il proprio sostegno valutandoli attività culturali di pregio, affidate a mani esperte e di valore che ne assicurano la guida e il successo di realizzazione. Nell’uno, per interi giorni, la città Rovigo è divenuta il centro di attrazione culturale, dove, per l’occasione, sono state aperte porte di molti siti altrimenti poco conosciuti agli stessi rodigini, come il castello librario dell’Accademia dei Concordi, il Palazzo Torelli-Minadois o la chiesetta del Cristo. Nell’altra iniziativa la divulgazione della musica e il modello di orchestra giovanile hanno costituito il motivo unitario delle molteplici sfaccettature di luoghi e di storie di tutto il territorio provinciale.

Le attività di tutti e due i progetti sono raccordate dal suono del violoncello, e, usando le parole del m° Paccagnella, si propongono di far suscitare il desiderio di far conoscere Rovigo come “città delle rose e del violoncello”. Va inoltre riconosciuta la capacità di elaborare idee nuove per attirare crescente interesse verso il mondo della musica anche con attività come quella, collaterale, proposta dal m° Puxeddu oramai da diverse edizioni, della simpatica mostra di fumetti del noto disegnatore Fabio Vettori.

Insomma, iniziative di qualità non mancano nella nostra terra, come non mancano realtà e figure che sanno coltivarle e farle crescere. Al loro fianco si pone, riconoscendole, la Fondazione Banca del Monte di Rovigo che dello sviluppo del territorio ne fa lo scopo istituzionale. La musica è una delle arti che rende sicuramente l’uomo migliore e arricchisce l’intera comunità. Investire in progetti culturali di cui tutto il territorio beneficia è il convincimento della Fondazione Banca del Monte di Rovigo che, in particolare, riserva attenzione ai giovani e alle opportunità per il loro futuro.

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Come citare questo articolo

Fondazione Banca del Monte. “Città delle rose e del violoncello”. Ventaglio Novanta, n. 58, 2019. https://ventaglionovanta.it/archivio/citta-delle-rose-e-del-violoncello/

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