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AMBIENTE - TURISMO - CULTURA

“Coast to Coast”

Coperti 950 km dal Delta del Po a Spalato in bici

di Enrico Mancin

Ventaglio Novanta n. 28 2004 pp. 14–19

Quattro baldi cicloturisti cinquantenni, tre residenti a Porto Viro ed uno a Porto Tolle (tutti attivisti del sodalizio ambientalista portovirese “Iniziative per l’ambiente”) l’estate scorsa dal 13 al 23 giugno, nonostante il caldo torrido, hanno superato brillantemente, con grande coraggio, un’impresa di tutta rilevanza e destinata ad essere ricordata nel tempo.

I quattro sono: Vincenzo Mancin, presidente di “Iniziative per l’ambiente”, nonché portavoce della spedizione; Mauro Garbin, dell’Associazione Apicoltori con sede a Ca’ Cappellino, ove si produce il “Miele del Parco del Delta”; Vittorio Cacciatori, manager turistico di Porto Tolle e Piero Pavanello, aggregatosi al gruppo.

La spedizione da loro ideata, è stata chiamata “Coast to coast, dal Delta del Po a Spalato in bici” ed ha avuto lo scopo, attraverso circa 950 km percorsi senza soluzione di continuità, di diffondere e far conoscere la terra del Delta padano (terra giovane ed assai singolare, nata dal “Taglio di Porto Viro”), e di favorire, nel contempo, la comprensione e la pace con i vari popoli incontrati. Per saperne di più ci incontriamo con Vincenzo Mancin, portavoce della spedizione.

Quali sono stati i vostri contatti, per attivare al meglio i rapporti con le varie Municipalità e le varie autorità?

Abbiamo coinvolto il comune di Taglio di Po, in quanto è gemellato con Omysalj, città che abbiamo inserito come tappa del nostro tour; lo stesso dicasi per Adria, in quanto gemellata con Rovigno d’Istria. Per quel che riguarda il comune di Porto Viro, abbiamo attivato i contatti e gli scambi tra questo e la città meta ultima del nostro viaggio, Split, cioè Spalato. Abbiamo fatto recapitare a ciascuno una cesta con i nostri prodotti del Delta del Po e quelli dell’Ente Parco, nonché i gagliardetti dei nostri comuni.

Per Porto Tolle, abbiamo scelto di attivare contatti con Zadar, cioè Zara, e Sibenik, Sebenicco. Questo lavoro di trovare rapporti fra i nostri comuni del Delta e quelli croati, è stato in verità alquanto impegnativo e si è articolato in varie settimane.

Un momento di basilare importanza, poi, è stata la conferenza stampa congiunta nella sala consiliare di Porto Viro, su imput del sindaco Doriano Mancin, una settimana prima della partenza. Con questo atto abbiamo ufficializzato il nostro tour denominato “Dal parco del Delta del Po a Spalato, in bici”. Altro momento importante l’incontro ad Adria con l’Assessore all’Ambiente Varolo, che con il sindaco Mancin si è speso moltissimo, affinché il raid dei quattro portacolori di “Iniziative per l’Ambiente” andasse a buon fine.

Ad Adria, guidati proprio da Varolo e scortati dai Vigili Urbani adriesi, c’è stata la “passerella” lungo il Corso Vittorio Emanuele, ed il ricevimento in Comune. Poi, prima della partenza, un momento di raccoglimento religioso a Taglio di Po con la Santa Messa celebrata nella parrocchia di San Francesco d’Assisi, perché fosse un “viatico” all’impresa, già difficile di per sè e reputata da tutti quasi proibitiva, in relazione alle condizioni atmosferiche che davano caldo torrido.

Come vi siete preparati ad un impegno così importante?

Prima di tutto abbiamo dato alla preparazione del viaggio tutta l’importanza che essa meritava, non lasciando nulla all’improvvisazione. Abbiamo pertanto curato tutti gli aspetti con cui avremmo dovuto fare i conti durante il nostro raid ciclistico. In primo luogo, l’aspetto fisico, messo in forma mediante allenamenti ed una dieta appropriata, onde arrivare al peso ideale. Abbiamo poi curato anche i rapporti ufficiali con le Istituzioni, per dare al nostro tour un significato degno di un’impresa che voleva implementare, nell’ottica dell’amicizia, i rapporti tra i nostri Comuni del Parco del Delta del Po e le città dell’Istria e della Dalmazia, che sarebbero state, lungo l’itinerario in bici, le nostre mete. E’ stato poi necessario pianificare il viaggio in tappe sopportabili, studiare anche gli orari dei traghetti e gli appuntamenti da avere con i rappresentanti delle Municipalità croate. Da ultimo, abbiamo dato la giusta importanza al reperimento del materiale sportivo adatto per compiere un percorso impegnativo, come quello che abbiamo affrontato.

Problematico è stato il mettere insieme il materiale occorrente, che avevamo individuato come indispensabile: le bici nuove, che per tutta una serie di coincidenze, sono purtroppo state disponibili soli pochissimi giorni prima del raid; poi le tende, i medicinali. il materiale per il bucato, il corredo sportivo, che doveva recare le indicazioni simboliche del percorso ed il nome degli sponsor che ci avevano aiutati. C’è stata poi la necessità di provvedere all’assicurazione contro gli incidenti durante il viaggio, e tutto il carteggio necessario”.

Ci parli delle tappe più significative.

1° GIORNO – venerdì 31: la partenza da Porto Viro per Aquileia, raggiunta dopo 168 chilometri. Le fasi più salienti della tappa: alle 5.30 del mattino arrivo a Chioggia, quindi, in vaporetto, per la laguna di Venezia, e alle 9.30 sì era già a Punta Sabbioni per la colazione. Alle 12.30 arrivo a Caorle per visita al borgo storico, e, rito immancabile, un piacevole pediluvio ristoratore in spiaggia. Alle 18.30, l’arrivo ad Aquileia e sosta all’ostello Domus Augusta.

2° GIORNO: partenza alle 8.15 in direzione di Trieste, con destinazione Opatija, l’antica Abazia, già oltre confine. Suggestivo l’attraversamento di Monfalcone con i suoi cantieri navali e, da ora in poi, percorso in salita. Sosta per i necessari rifornimenti a Villa Opicina e strada sempre più ripida, “con i passanti e le macchine locali che ci suonavano ed incoraggiavano, alla vista delle bandierine croate e italiane, peraltro scambiate per quelle dell’Ungheria. Entrata in Slovenia attraverso Bassoviza – precisa Vincenzo -, con il caldo costante compagno di viaggio. Finalmente l’arrivo a Opatìja, fra saliscendi, curve e grandi cartelli turistici. Qui prendiamo alloggio sul lungomare”.

3° GIORNO – domenica 15: sveglia alle 7 e partenza per Omisalj, nell’isola di Krk salutati alla partenza dal primo temporale, che ci costringe alla brusca fermata sotto una tettoia. Quindi l’attraversamento della città di Rjeka, alla volta dell’isola di Krk.

Durante il percorso una mia foratura sotto la pioggia: per fortuna arriva in soccorso Vittorio, il più grande esperto di bici del Delta, e, superate varie difficoltà, tutti insieme ci avviciniamo, non senza sbalordire, al ponte che unisce la terraferma della Croazia con l’isola di Krk.

Dopo averlo attraversato, ci fermiamo per una foto ricordo al cartello che annuncia Omisalj e ricorda il gemellaggio con il comune di Taglio di Po. Qui siamo accolti da Damir e Nicola, esponenti della comunità di Omisalj a livello ufficiale. Seguono le presentazioni, la consegna dei gagliardetti dei Comuni del Delta, con le lettere dei vari sindaci. Quindi il pranzo a base di un ottimo fritto di pesce, annaffiato con birra. Non manca di far breccia nel nostro animo, la cordialità dell’accoglienza accordataci, e non tralasciamo una visita al borgo storico, che presenta chiari riferimenti alla venezianità del luogo, ed alla chiesetta che testimonia la cristianità” dell’isola. Ad essa, solo una settimana prima, aveva fatto visita il Papa.

Il nostro primo impatto con la Croazia ed i Croati che si sentono vicini all’Italia, è certamente positivo. Nuova partenza alle 14.45, sotto un sole cocente e tra un continuo saliscendi, alle 19.30 si arriva a Baska, l’ultima spiaggia all’estremità sud dell’isola di Krk, dove si alloggia in quattro in una stanza. “Non posso non notare – rileva Mancin – che la località è incantevole, con una parte del paese rimasta intatta come borgo di pescatori. “In questo terzo giorno (km.95), incontriamo le prime difficoltà: innanzitutto la fitta pioggia che rendeva viscido il manto stradale, poi le impegnative salite della terra croata, infine il caldo, ma si tiene duro.

4° GIORNO – lunedì 16: tappa di 94 chilometri con percorso Baska – Isola di Rab-isola di Pag. Il mattino ci vede puntuali all’imbarco del traghetto che verso le 10 ci porterà a Lopar, nell’isola di Rab – annota Vincenzo -. Dal traghetto c’è una visione completa di Baska, con la sua bellissima baia. Cogliamo l’occasione, per scrivere le cartoline ai sindaci, ai familiari, agli amici e agli sponsor, quale testimonianza di “noi eravamo qui”.

Attraversiamo diverse isole di un colore stupefacentemente bianco. ed altre invece, rigogliose di una verdissima vegetazione. Riprendiamo poi la strada in bicicletta, ma non siamo più soli, perché siamo seguiti da 2 tedeschi, che si sono trovati per un viaggio lungo la Croazia. L’isola – annota ancora Vincenzo nel suo diario – presenta salite veramente impegnative, fino a giungere in luoghi isolati, privi di vegetazione. Ovunque, il bianco abbacinante della roccia e tutt’intorno isolotti disseminati in un mare blu. Ci fermiamo spesso per bere in questo caldo torrido, e per disgrazia io rimango senza freni, usurati e proseguo con un andare incerto. Finalmente, giungiamo a Misnjak per una breve pausa, prima di riprendere il traghetto per l’isola di Pag.

A cena, il punto della situazione: il caldo e le salite ci hanno messi a dura prova. Occorrerà darci tempi più precisi per le soste.

5° GIORNO – martedì 17, tappa di 122 km da Pag a Zadar (Zara) fino a Vodice, con le seguenti considerazioni di viaggio: “Il peggio è passato, le biciclette sono in perfette condizioni, non abbiamo trovato difficoltà, anzi abbiamo pedalato in scioltezza. Abbiamo anche recuperato del tempo sulla tabella di marcia, ed è tornato il buon umore”.

6° GIORNO – mercoledì 18: ci si avvicina alla meta, e, partendo da Vodice, in 80 km e passando per Sibenik, si arriva a Trogir. Siamo ormai sicuri che all’indomani saremo alla meta, Split.

7° GIORNO – giovedì 19: una tappa di soli 40 km, da Trogir a Split, l’antica Spalato, la meta del tour “Cost to coast”. A Split accoglienza in Comune, fotografie di rito, consegna dei gagliardetti e delle lettere dei sindaci del Delta.

Inizia il viaggio di ritorno con imbarco alle 19 sul traghetto verso Rijeka.

8° GIORNO – venerdì 20: da Rijeka, in 120 km, l’arrivo a Pola, ed il pernottamento a 7 km circa dalla città, in località Fazana. Diario di bordo: “In questi 120 km di viaggio, ci siamo resi conto della nostra buona forma fisica perché, nonostante la notte precedente in bianco, non abbiamo ceduto alla stanchezza”.

9° GIORNO – sabato 21: giro in barca alle isole Brioni, che formano il Parco nazionale che custodisce l’ex residenza del presidente Tito.

10° GIORNO – domenica 22: da Fazana, con 50 km di bici, arrivo a Rovigno d’Istria: ultimo appuntamento di rilievo alle 10,30 all’Hotel Adriatic, ove arriva l’Assessore del Comune di Rovigno, Marino Budicin, poi per assistere ad una cerimonia ufficiale, con deposizione di una corona al monumento dei caduti, discorsi del sindaco in croato ed italiano, poi l’esibizione della banda e la sfilata delle Associazioni dei Combattenti. Quindi le foto ufficiali con le autorità, e l’arrivo dell’Assessore all’Ambiente di Adria, Varolo, trattenuto dal traffico. Poi la partecipazione ad una festa al parco, il pranzo, quindi, dopo una doccia in albergo, la visita in città con un cicerone d’eccezione, lo stesso Varolo.

11° GIORNO – lunedì 23, giornata del ritorno. Alle 7,30 si parte da Rovigno con l’aliscafo “Venezia Lìnes”, ed in 2 ore si arriva a Venezia, alla dogana. Poi in vaporetto fino a Chioggia, infine, verso le 17.30 l’arrivo ufficiale in bici a Porto Viro, al Centro commerciale “Prisma” con accoglienza per le prime impressioni a caldo da parte di chi ha redatto questo articolo, in compagnia di Maria Gabriella Bergo, giornalista del Gazzettino. L’avventura è davvero finita, salvo una parentesi successiva, ufficiale, in Municipio a Porto Viro.

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Come citare questo articolo

Enrico Mancin. ““Coast to Coast””. Ventaglio Novanta, n. 28, 2004. https://ventaglionovanta.it/archivio/coast-to-coast/

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