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AMBIENTE - TURISMO - CULTURA

Villa Lardi a Panarella

Ancora splendida nonostante gli acciacchi degli anni

di Maddalena Sisto

Ventaglio Novanta n. 28 2004 pp. 28–29

“Fiòlo, t’iè nato in t’el ponaro e te dventarà el parón del palasso!”. Eh sì, sua mamma glielo aveva sempre detto. Nello Zangirolami, che è nato il 15 aprile di ottant’anni fa a Panarella in una piccola stanza al pianterreno della leggendaria Villa Lardi, nel corso degli anni, piano, piano ne è diventato il proprietario come fin da piccolo la mamma aveva predetto. La famiglia di Nello l’abitava già da tempo poiché il padre era il fattore della famiglia Caporali, a cui allora l’elegante casa padronale apparteneva.

L’antica villa è situata nell’estremità orientale del territorio comunale di Papozze, a Panarella, citata anche come Belliera. Le vicende di questo paese sono legate a Jeronima Arcibolda prima e ai Lardi poi.

La famiglia ferrarese Lardi aveva avuto la cittadinanza adriese su raccomandazione del possente duca Ercole (1473): “Vincenzo de Lardi nostro cancelliere dilettissimo haria desiderio d’esser fatto cittadino di questa vostra Città d’Adria, e per tale cagione el se trasferisce là oltre, per il che vi confortemo, e volemo, che il facciate Cittadino con quelle sollenitadi se richiede et con le abilitazioni alle prerogative civili come s’el fosse originario di quello luoco, la qual cosa mi saria sommamente grata, et cara… del che alla giornata ne farete più contenti, et noi troppo meravigliosamente gratificheremo questa complacentia…” (Archivio Parrocchiale di Bellombra).

Nel 1496, il medesimo Ercole acquista cinque proprietà che appartenevano al conte “Joannes Pictus della Mirandola”. Due di queste possessioni vengono date ai Machiavelli, delle rimanenti tre ottiene investitura feudale Francesco Lardi. E cioè “…quella delle Papozze [l’attuale Lardina] che lavora Martino Pozato, e due di quelle di Corbola, videlicet quella che lavora Antonio Cavecchia e l’altra che lavora il vecchio Pozato et tute quelle terre valli, pascoli, casamenti et ogni altra ragione che servino a dette possessione… jure pheudi secundum consuetudinem Camerae nostrae… per se ac suis filiis masculis legitimis et descendentibus… pagando oni anno nella festa di S. Zorzi uno Sparaviero mutado” (Ar. P. Bellombra).

Gli eredi maschi durarono poi sino al 1861, anno in cui la casata si estinse a Venezia con la morte dell’erudito Francesco Antonio.

La villa, nonostante gli anni, conserva ancora intatto il suo antico splendore. Pianta quadrata che si sviluppa su tre piani: al piano terra dove vi sono le cantine, al primo piano l’abitazione, al secondo e ultimo piano il sottotetto che un tempo era adibito a granaio.

Si può accedere alla villa mediante una scalinata che collega direttamente la corte con il primo piano. L’entrata è costituita da un portale ad arco sopra il quale è visibile lo stemma dei Lardi.

L’ingresso è sormontato da un pronao sostenuto da due colonne lisce, rastremate verso l’alto.

La facciata è caratterizzata dalla scala di accesso, dai due camini, dalle aperture delle finestre che sono disposte in modo simmetrico e da quel colore rosso veneziano con cui sono state dipinte tutte le pareti esterne.

L’ambiente interno è molto ampio; al centro un salone attraverso il quale si può accedere alle sei camere laterali a pianta quadrata, tre a destra e tre a sinistra adibite a stanze da letto e cucina.

Secondo notizie non documentate, papa Pio VI avrebbe dormito nel palazzo nella notte tra il 22 e 23 marzo 1782 mentre si recava da Ferrara a Venezia e da qui a Vienna.

Si racconta che tutta la popolazione dei paesi rivieraschi, facendosi luce con i sesandèi ad olio [dal tardo lat. cicindèla, piccolo lume e lucciola], sia partita sul far della sera verso Panarella per vegliare il sonno augusto di papa Braschi. Ma ciò non risponde al vero (purtroppo!) perché il papa, transitando per il Po, si fermò solo per il tempo necessario a ricevere il saluto del vescovo di Adria che poi lo accompagnò a Cavanella.

Numerosa, questo sì, fu la gente che, saputo dell’arrivo di Pio VI, accorse e attese il suo passaggio lungo le rive del fiume, come sappiamo da una cronaca di Francesco Girolamo Bocchi negli Annali presso l’Ar. Antico di Adria e da una nota del parroco di Bellombra, don Giacomo Ravarra: “La quarta Domenica di Quaresima… passò la Santità sua qui per il nostro Po’ ed il Vescovo nostro Monsignor Speroni Lo avvicinò qui alla Muoja [l’attuale Mòia] della Panarella e lo accompagnò sino alla Cavanella essendovi quantità di barche ed un innumerabile numero di persone d’ogni genere e sesso su la riviera del Po’ e della Cavanella. Spettacolo più imponente di quello del dì 22 marzo non si è più veduto sicuramente a nostra memoria” (Ar.P. Bellombra, Liber Matrimonium 1734-1807).

Ormai villa Lardi non è più abitata da 27 anni. Il signor Nello racconta che non è cambiata rispetto a come si presentava quando lui era bambino. Ricorda le feste che si tenevano un tempo al palazzo, quando ancora era abitato, ricorda le numerose serate trascorse davanti all’enorme camino della cucina al primo piano.

Se l’esterno dell’edificio si conserva ancora bene, altrettanto purtroppo non si può dire dell’interno e ciò non è dovuto solo al tempo ma anche ai numerosi lavori di ristrutturazione della chiesa di Panarella, il cui campanile sorge sulla base di quello antico, che apparteneva all’oratorio della villa stessa. Infatti, all’interno della casa, una stanza veniva utilizzata come cappella finché non è stata costruita una nuova chiesa che è l’attuale di S. Luigi.

Le mura di questo palazzo hanno accolto tante persone per circa cinquecento anni. Ora è disabitato perché i costi di manutenzione e di ristrutturazione per gli attuali proprietari risultano eccessivi. E’ pertanto necessario individuare un intervento che preveda l’interessamento di qualche ente pubblico (la Provincia, il Parco del Delta?) per salvare dal degrado la storica villa di Panarella.

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Come citare questo articolo

Maddalena Sisto. “Villa Lardi a Panarella”. Ventaglio Novanta, n. 28, 2004. https://ventaglionovanta.it/archivio/villa-lardi-a-panarella/

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