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STORIA - TRADIZIONI

Come è avvenuta la tragedia di Frassinelle

Ventaglio Novanta n. 3 1991 pp. 63–65

Mentre a Rovigo a ritmo sempre più intenso riceveva, confortava, avviava a posti di rifugio in città o nel padovano le migliaia di evacuati, si spargeva una tremenda notizia. Fino allora, grazie a Dio, la cronaca non aveva registrato disgrazie umane: solo un povero bimbo, a Porto Tolle, martedì, giocando inconsciamente in cima ad un argine, era precipitato nel Po ed era stato ripescato e portato alla mamma a braccia distese, ormai senza vita.

La notizia tremenda diceva: un camion carico di sfollati improvvisamente imprigionato dalle acque presso Frassinelle, s'era tramutato in una tomba. Quante le vittime?

All'angosciante domanda impossibile rispondere: tuttora non si sa rispondere, ma purtroppo tutto fa credere che là in fondo, posando su quel grano appena nato che la piena, ha coperto di fango d'un volume d'acqua di tre-quattro metri non meno di trenta, trentatre, e forse più creature, in maggior numero donne e bambine, giacciano in attesa che il Po si riprenda l'acqua che ha qui rovesciato a rovina del Polesine, a morte di questi innocenti.

Erano circa le due di notte quando, requisito dal Comitato di emergenza per soccorso agli alluvionati, partiva da Rovigo il camion della vetreria del comm. Attilio Baccaglini fu Giulio d'anni 47, guidato dal proprietario stesso, generosamente offertosi. Avevano preso posto sul camion il geom. Giorgio Bellini di Luigi e il trentenne Luigi Conti, il primo impiegato ed il secondo usciere dell'amministrazione Provinciale, il sig. Ugo Bertin fu Angelo d'anni 26, dell'ANPI di Rovigo, il ventunenne Vittorio Padovan fu Attilio da Rovigo, figlio della custode del Teatro Sociale. Tutti costoro avrebbero dato mano, secondo l'incarico affidato al Baccaglini, di aiutare, raccogliere e trasportare degli alluvionati in pericolo nella zona tra Fiesse e Pincara. A tutti costoro s'era aggiunto anche Primo Tramarini di Valentino, d'anni 36, cuoco al collegio di Rorai. Aveva chiesto di poter usufruire del mezzo per recarsi a Fiesse, a vedere la madre, ivi residente.

Quanto avvenuto, ce l'hanno raccontato sette dei salvatisi, giacenti alla mattinata all'Ospedale, in condizioni pietose di sofferenza, di stanchezza, di spavento.

Sono stati questi sette superstiti a consentire la possibilità di un tragico bilancio sulla fine di quella misericordiosa opera di salvataggio.

Il camion aveva raccolto in località Foleghe, tra Fiesse e Pincara, 30-35 alluvionati; il Tramarin, non avendo potuto raggiungere Fiesse, aveva deciso ritornare con loro a Rovigo.

Improvvisamente mentre il camion si dirigeva a risalire a Rovigo da Pincara per Frassinelle, in località Arzina una valanga d'acqua gli si rovesciava addosso da ogni lato, spegnendo il motore, impantanandolo in mezzo alla straducola. E in pochi minuti avvenne la tragedia e sette soli, di tutti quei miseri, poterono ritrovarsi verso le 10 del mattino all'Ospedale di Rovigo.

Essi sono l'impiegato della provincia geom. Giorgio Bellini, l'ex partigiano Ugo Bertin, i fratelli Giovanni e Mario Bellinello cinquantenni, da Fiesse Umbertiano, Iva Pavan fu Giovanni di anni 27 da Fiesse Umbertiano, Valentina Gramegna fu Gioacchino e Alfeno Freddi di anni 13 entrambi da Fiesse Umbertiano.

Come diciamo in altra parte del giornale, la tragedia di tutti quei miseri si è compendiata nell'inesorabile aumento dell'acqua che in pochi minuti raggiungeva il piano del camion, saliva loro al petto, li toccava la gola.

Nei brevi minuti prima che la tragedia li colpisse il Bellini e il Bertin più nulla sapendo fare nella disperazione del momento, s'erano levati di dosso i vestiti, e collocati sopra la cabina, li avevano incendiati nella speranza che quel segnale richiamasse qualcuno a soccorso. Ma rimase cenere dei vestiti e l'acqua saliva.

Improvvisamente qualcuno, non si sa chi, fu il primo a lanciarsi nel buio della notte, in quell'acqua nera e turbinosa. Altri lo seguirono. Il Giovanni Bellinello fu anch'egli tra i primi. Nel camion erano la moglie sua Valentina Marabese di Tullio di anni 30, i figli Ugo di anni 8, Ivana di 5, Anna Maria di 3. Si gettarono anch'essi? Egli non lo sa. Disperatamente cominciò a nuotare, nel buio, nel freddo. E così fece il fratello suo Mario. Anch'egli aveva sul camion la moglie Fulvia Pavani, le figlie Giovanna, Vanda, Lucia, Franco, Renzo.

E nell'acqua si gettò Iva Piva fu Giovanni di anni 27 stringendosi al petto le due figlie Gabriella di anni 2 e Graziella di anni 3. Narra, come fuor di sé, che a un certo momento non più le bambine che ella aveva strette al petto ma un pezzo di legno che galleggiava, la sorreggeva.

Valentina Gramegna sedicenne, anch'ella si gettò nell'acqua. Come giunse a salvamento non lo sa. Il bimbo Alfeno Freddi, nuotò, nuotò sino a che, abbracciato un platano, ebbe la forza e il coraggio di arrampicarvisi su.

Il Bellini e il Bertin, vista l'impossibilità d'ogni mezzo di salvezza, già spogli, anche essi si lanciavano a nuoto. Il Bellini ha raccontato che fianco a fianco per circa cinque ore nuotarono e più volte ebbe modo di sorreggere ed aiutare il Bertin il cui fisico pareva non più poter resistere. Furono i pompieri, non si sa di quale reparto che a giorno chiaro scorsero questi naufraghi, li raccolsero, li trasportarono appena possibile all'Ospedale rodigino.

E tutti gli altri? Il sig. Bellini ritiene che complessivamente nel camion fossero 40-42 persone. Forse alcuni rimasero nel camion stesso divenuto una bara liquida con oltre due metri d'acqua sopra; forse parecchi altri perirono nel disperato tentativo di salvarsi a nuoto. Tra i mancanti anche il comm. Baccaglini e gli altri che con lui erano partiti da Rovigo.

Ma v'è la certezza di tutte queste vittime? No. Ed è per questo che con un eufemismo che ricorda altri tempi di sciagure le autorità si sono limitate a dichiarare ch'essi debbano essere considerati dispersi. Ma chi e quanti sono, ripetiamo, non sarà possibile accertare che quando l'acqua sarà ritornata nel Po omicida.

da "Il Gazzettino" – 16 novembre 1951

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Come citare questo articolo

“Come è avvenuta la tragedia di Frassinelle”. Ventaglio Novanta, n. 3, 1991. https://ventaglionovanta.it/archivio/come-e-avvenuta-la-tragedia-di-frassinelle/

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