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STORIA - TRADIZIONI

Giovambattista Buffetti (1855-1925)

Attivista del movimento cattolico, a Lendinara sviluppò una fiorente attività tipografica

di Settimio Rigolin

Ventaglio Novanta n. 21 2000 pp. 68–69

Quello di "Buffetti" è un marchio ben noto a livello nazionale nel campo dei registri e stampati. Non tutti sanno però che l'iniziativa tipografica dei Buffetti fu avviata in Polesine, e precisamente a Lendinara nella seconda metà del XIX secolo.

Lo sviluppo di tale attività fu incentivato da Giovambattista Buffetti una tra le figure eminenti di lendinaresi da ricordare.

Uomo dalle vedute moderne, con la sua opera di editore e stampatore diede un grandissimo contributo allo sviluppo della vita culturale e religiosa del Polesine. Personaggio pragmatico e pieno di iniziative con il suo lavoro, svolto con passione e impegno, contribuì notevolmente a tutto il movimento cattolico italiano.

Giambattista Buffetti nasce a Lendinara nel 1855. Dal padre Luigi apprende l'arte della stampa lavorando presso la tipografia di famiglia già attiva in Lendinara sin dal 1852. Dalla famiglia non solo riceve la nobile arte del tipografo ma anche i valori della fede, il profondo senso del lavoro, della giustizia, dell'impegno sociale, che saranno poi le colonne portanti della sua vita.

Per la sua formazione culturale il padre aveva offerto la possibilità al giovane Giambattista di frequentare alcuni corsi del ginnasio, che per quel tempo non era poco. Gli saranno sufficienti per offrirgli le basi utili per animare il suo lavoro con vivacità culturale e imprenditoriale, tale da permettergli di subentrare al padre nella conduzione della piccola azienda familiare.

La sua formazione culturale e cristiana sarà poi resa più solida dall'amicizia personale con diversi sacerdoti del suo tempo, tra cui diversi professori del Seminario Vescovile di Rovigo; tra questi occupa un posto di primo piano mons. Enrico Bonincontro, (tra l'altro cognato del Buffetti).

Presso la tipografia Buffetti di Lendinara in quegli anni si stampavano registri, modulistica, immagini devozionali, una produzione che il giovane tipografo perfezionò e ampliò con prodotti nuovi e originali, per un mercato che diveniva sempre più esigente ed in espansione.

Accanto a tale produzione Giambattista

Buffetti diede infatti vita ad un impegno editoriale di divulgazione cattolica, una iniziativa voluta non solo sul piano imprenditoriale, ma avviata soprattutto per partecipare attivamente alla vita ecclesiale e cattolica del suo tempo, offrendo così un contributo personale alla società di allora che vedeva nella chiesa un importante punto di riferimento.

Ecco che nel 1878 nasce nella sua tipografia il quindicinale riservato alle famiglie dal titolo: "Grillo del Focolare", direttore era il giovane lendinarese Adolfo Rossi che diverrà poi giornalista famoso in campo internazionale ⁽¹⁾.

Nel 1885 ancora una pubblicazione in area cattolica: il "Bollettino della Santa Lega", che aveva come primo obiettivo l'allontanamento dei cattolici dalla lettura dei cattivi giornali. Il periodico verrà stampato nella sua tipografia per circa un decennio.

Buffetti diede vita anche ad un "Bollettino bibliografico", e ad altri cataloghi che offrivano al lettore utilissime indicazioni di quanto si poteva trovare sul mercato della stampa in ambito cattolico; fu così che la sua tipografia fungeva per il Polesine da unica libreria cattolica.

Vi sono poi le produzioni letterarie di più ampio respiro territoriale, tra cui "Cooperazione popolare", la più importante rivista delle cooperative cattoliche italiane.

In campo sociale Buffetti ha dato un prezioso contributo, egli è tra i primi a credere e a spendere le sue energie per dar vita e sostenere le Casse Rurali che stavano sorgendo in Polesine per opera di don Cerutti.

In questo ambito Buffetti ricoprì importanti incarichi: fu primo cassiere della Cassa Rurale di Lendinara e segretario della federazione delle Casse Rurali polesane.

Le situazioni di lavoro con nuovi impegni sul piano imprenditoriale lo portarono in seguito ad allontanarsi da Lendinara e trasferirsi a Parma, Treviso e infine dal 1919 a Roma, ove rimase sino alla morte avvenuta il 21 dicembre del 1925.

(1) Cfr. a tal proposito: "Adolfo Rossi (1857-1921)" di Lino Segantin in Ventaglio n. 20, pag. 56.

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Come citare questo articolo

Settimio Rigolin. “Giovambattista Buffetti (1855-1925)”. Ventaglio Novanta, n. 21, 2000. https://ventaglionovanta.it/archivio/giovambattista-buffetti-1855-1925/

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