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ATTUALITÀ - INIZIATIVE CULTURALI

Gli Amici del Cuore

Da vent’anni attiva a Rovigo l’associazione che sostiene iniziative di cura e prevenzione delle malattie cardiache

di Libera Santato

Ventaglio Novanta n. 38 2009 pp. 156–159

Non sono pochi vent’anni di attività, impegnati per attivare forme di sostegno nell’ambito della sanità per migliorare la salute dei cittadini. Un traguardo questo raggiunto con piena soddisfazione dagli “Amici del Cuore”, associazione attualmente guidata dal dott. Carlo Piombo, al quale chiediamo innanzitutto com’è stata avviata questa lodevole iniziativa.

“L’associazione nasce nel 1988 per volontà del primario di allora, il dottor Pietro Zonzin e ha trovato subito il mio consenso, (siamo stati fondatori con altre tre persone). Io allora ero sindaco di Rovigo e accolsi volentieri questa idea della fondazione di una associazione specifica – che fu poi denominata gli “Amici del cuore” – che avesse una finalità puntuale rivolta al sostegno dell’attività della cardiologia rodigina con azioni che fossero effettivamente di educazione sanitaria e di lotta contro i fattori di rischio delle malattie cardiache”.

– Come può un’associazione trovare le risposte giuste?

“Ci sono tante cose che la struttura pubblica non arriva a fare, invece molte cose più semplici che il volontariato può sostenere: la ricerca per esempio, l’approfondimento di determinati temi, sui quali anche i medici hanno bisogno di aiuto, sia per lo studio, sia per la situazione finanziaria.

La seconda finalità, che potrebbe essere anche la prima, è questo desiderio di far conoscere il cuore come motore della vita, evitare che si ammali, seguendo comportamenti e stili che vanno assolutamente regolati. Ovviamente c’è un collegamento tra diverse malattie: se noi ci comportiamo bene, non fumiamo, beviamo poco, mangiamo correttamente è evidente che evitiamo anche una serie di altre patologie che poi incidono sul nostro organismo. La specificità del cuore nell’andamento generale dell’uomo è veramente fondamentale. Combattere l’obesità e la droga sono azioni che abbiamo fatto in questi anni, anche con qualche successo.

Il terzo obiettivo, che non dimentico mai di ricordare, è quello dell’assistenza alle famiglie degli infartuati che ne hanno bisogno: questo è un argomento che non tiriamo quasi mai fuori perché è molto delicato, lo facciamo sempre con molta discrezione”.

– Come si presenta l’associazione a vent’anni dal suo avvio?

“Non nascondo che ci sono dei problemi legati alla vita dell’associazione. L’associazione oggi ha circa 500 iscritti; sono generalmente infartuati, poi ci siamo noi che tutto sommato stiamo bene. C’è però bisogno di linfa nuova, di giovani che siano inseriti nella società civile e che riescano dunque ad ottenere quelle disponibilità finanziarie che servono a far vivere l’associazione secondo i fini statutari. Naturalmente la nostra è un’associazione di volontariato puro, nessuno prende una lira, nessuno ha un rimborso e tutto si fa con finalità di cui parlavamo prima”.

– Quali le maggiori soddisfazioni per il raggiungimento di obiettivi prefissati?

“Una delle ricerche che ci ha dato maggiore soddisfazione è stata la tecnica della cura cuore-polmoni (non mi addentro nella problematica perché questo non è il mio campo) però ha fatto dell’ospedale rodigino un punto di riferimento nazionale col primario Zonzin protagonista in tutti questi anni. Poi abbiamo seguito la cardiologia che, da piccolo ambulatorio è diventato un reparto d’eccellenza. Dobbiamo ricordare che nel nostro ospedale, dal punto di vista tecnico, siamo arrivati ad avere anche tutte quelle terapie che portano agli interventi veri e propri; la cardiologia a Rovigo è ora un reparto di eccellenza. Con orgoglio possiamo ricordare un riconoscimento che abbiamo avuto: il premio “San Francesco città di Rovigo” nel 2004 per meriti sociali”.

– Quali le iniziative in cantiere?

“L’associazione si sta battendo con alcune iniziative che verranno effettuate a partire dal prossimo anno: quello della lotta contro il colesterolo e la ricerca sulla mancanza di salute per malattie di cuore. Su questi temi daremo vita ad una campagna pubblica aperta “Città di Rovigo”, e poi continueremo con quelle attività che vanno fatte ad iniziare dalle scuole elementari. Bisogna trovare il consenso, magari partendo dalle scuole che dimostrano maggiore sensibilità; pensiamo ad esempio a quelle del quartiere San Pio X che dimostrano attenzione a queste problematiche.

Partiremo proprio da loro con piccole lezioni di un breve contenuto. Abbiamo provato anche con le scuole superiori; abbiamo avuto successo con il liceo classico.

Abbiamo oggi un primario, il dottor Roncon, che è molto bravo: è un papà giovane che riesce a dialogare con i ragazzi. L’ho visto in diverse occasioni anche con i bambini. L’intenzione è di cominciare anche con persone adulte; abbiamo già contatti con le famiglie di Badia, con Ariano Polesine. Quello che stiamo cercando ora è il reclutamento di nuove forze; sto cercando di cooptare nel consiglio di amministrazione persone giovani che siano inserite nel sociale”.

– Come riuscite a finanziare le vostre attività?

“Una delle iniziative fondamentali è rappresentata dal Concerto di Capodanno che organizziamo presso il Teatro Sociale di Rovigo. Ci costa un po’, raccogliamo sempre fondi ed è l’occasione per la città di Rovigo d’avere tutto il teatro pieno: oltre 700 persone che concorrono con un’offerta al sostegno dell’associazione. Altra iniziativa è quella delle noci, un prodotto polesano, partita lo scorso anno. Le noci sono un prodotto della natura che forse pochi conoscono, viene chiamato anche il cibo degli dei, perché contengono dei grassi insaturi. L’anno scorso abbiamo distribuito un migliaio di confezioni forniteci da uno sponsor: sull’offerta abbiamo avuto un buon ritorno, oltre 25.000 €.

È poi grazie alla Fondazione della Cassa di Risparmio di Ferrara se siamo riusciti per quasi vent’anni ad organizzare una borsa di studio per giovani medici, a volte anche non strutturati all’interno della cardiologia. Giovani che hanno approfondito argomenti di natura cardiologica, fino ad arrivare a dare il loro contributo alla ricerca. Siamo riusciti a farlo fino allo scorso anno, grazie al sostegno della fondazione Cassa di Risparmio di Ferrara, però quest’anno abbiamo avuto qualche difficoltà: non è la loro piazza. Stiamo cercando altri sostegni: ci siamo rivolti alle banche di Rovigo; speriamo nella Fondazione della Cassa di Risparmio di Rovigo.

Un’altra iniziativa è consistita nella messa a disposizione di alcuni defibrillatori al Calcio Rovigo e al Teatro. Collaboriamo infine con un’associazione di Villadose legata ad AFRICA TWENDE una associazione questa nata come gruppo di volontari, che opera in Africa. Il nostro primario, dottor Roncon, si è detto entusiasta di questa iniziativa e si è ripromesso di dare la sua opera in favore di questo ospedale in Africa”.

– Un messaggio per concludere

“La gente deve sapere che in Italia la malattia per cui si muore di più è ancora riferita al cuore, se non è pronta una struttura adeguata. Occorre inoltre una corretta alimentazione: spesso si mangia troppo, si fuma, si beve molto, la gente disordina, anche le persone normali difficilmente riescono in una settimana a fare un po’ di moto. Da questo punto di vista voglio ricordare che abbiamo organizzato un torneo di tennis per propagandare l’efficacia dello sport per la salute.

Per il prossimo anno stiamo pensando a delle biciclettate, utilizzando l’asta del Ceresolo, quella che da Sarzano, raggiunge Botti Barbarighe; è un percorso naturalistico una vera e propria pista ciclabile in mezzo alla natura, 25 chilometri, 50 tra andata e ritorno; magari ci attrezzeremo con qualche pulmino per caricare i più stanchi, e prevederemo dei punti di sosta dove ci si possa rifocillare con qualche panino”.

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Come citare questo articolo

Libera Santato. “Gli Amici del Cuore”. Ventaglio Novanta, n. 38, 2009. https://ventaglionovanta.it/archivio/gli-amici-del-cuore/

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