È il 1908: i giovani rosolinesi animano una sala da ballo appena costruita, danzando al suono di walzer, polke e mazurke. Ad inaugurarla è un sestetto di musicisti: Guido Dissette, Angelo Avanzi, Luigi Dissette, Ottorino Bellinello, Aurelio Dissette, Alessandro Salvano; un clarino, una cornetta, un bombardino, un “basso” e due “genis”.
È in quest’orchestrina che ha le sue primissime origini la Filarmonica “Vincenzo Bellini” di Rosolina. La guida il Maestro Guido Dissette, uomo pieno di entusiasmo, instancabile, innamorato profondamente della musica. I giovani si avvicinano sempre più numerosi e in breve tempo nasce una banda vera e propria in grado di suonare egregiamente non solo marce militari e inni patriottici, ma anche motivi sinfonici e d’opera come la Norma.
La passione per la musica è così forte nei cuori dei rosolinesi da superare molte avversità (la prima guerra mondiale, la terribile “spagnola”). Negli anni ‘20 si ha già notizia di una “scuola” composta da 40 allievi musicanti; la Banda partecipa al 1° Congresso Eucaristico della Diocesi di Chioggia, alla presenza del Patriarca di Venezia, nominato per l’occasione Legato Pontificio dal Papa, e il 31 ottobre 1925, giorno dell’inaugurazione del Monumento ai Caduti di Rosolina, riceve la sua prima bandiera.
Nonostante i venti di guerra che soffiano dall’Africa, come testimoniano i quaderni dell’epoca, si suonerà fino al 9 maggio 1940, Festa dell’Impero. Poi il silenzio che si interromperà solo il 6 maggio 1945, quando si darà fiato agli strumenti per quattro giorni di fila eseguendo sempre l’Inno di Mameli.
Sarà l’alluvione a portare nuove sofferenze e una stasi nelle esibizioni. Solo nel 1955 la Filarmonica “Vincenzo Bellini” riesce a riprendersi la scena musicale, suonando in occasione dell’inaugurazione del Centro Sociale. E si continua, di concerto in concerto, di paese in paese, negli anni in cui il Delta si sta lentamente risollevando e Rosolina sta ponendo le basi per il suo futuro.
Agli inizi degli anni ‘60 il M° Guido Dissette, fondatore e anima della Banda per più di mezzo secolo, ormai avanti con l’età, lascia la “bacchetta” della direzione ad Angelo Bassan, la tromba solista. Dissette morirà il 5 dicembre 1973. Il vuoto è palpabile, come sempre accade quando scompare una persona carismatica, umile e amata da tutti.
Sono anni di transizione: nel 1977 Bassan lascia il posto a Giovanni Tiozzo, direttore della Banda di Mesola. Nel 1978, però, viene chiamato a Rosolina il Maestro Raffaele Marotta, che aveva condotto la Banda Municipale di Venezia. Il suo estro e la sua anima partenopea infondono nuovi stimoli.
Sono anni di grandi soddisfazioni: si eseguono concerti di notevole livello musicale in Germania, Svizzera e Croazia, dove tra le rovine lasciate dalla guerra degli anni ‘90, la Filarmonica “Vincenzo Bellini” porterà un messaggio di pace e di speranza… Si deliziano le platee di diverse città e località turistiche del triveneto e di molti comuni della provincia di Rovigo.
Un successo che continua ancor oggi, di luogo in luogo: Jesolo, Bardolino, Tezze sul Brenta, Cortina, Rosolina Mare (con la sua spiaggia di soffice sabbia e la pineta che è un’apoteosi della natura), l’Isola di Albarella, una delle mete più esclusive della costa adriatica, tra la modernità delle strutture e il tocco di antico offerto da Cà Tiepolo, settecentesco casino di caccia che si affaccia sulle valli da pesca.
La Filarmonica “Vincenzo Bellini” è attualmente diretta dal Maestro Patrizio Marchiori, un’individualità artistica dotata e di grande fede nella funzione della musica. Si fa strada uno stile diverso, originale. Come se quella voglia di suonare nata nei primi anni del ‘900 non fosse mai venuta meno. Come se lo spirito musicale di quel sestetto “pioniere”, avesse trovato, oggi, sicura e ampia dimora in un corpo bandistico moderno.
Tutto, nella musica, conserva sempre – fortunatamente, e a vantaggio della nostra felicità nello scoprire la bellezza – un ampio margine d’ignoto. La Filarmonica “Vincenzo Bellini” di Rosolina è un patrimonio di cultura e di conoscenza ancora tutto da scoprire. Grazie a quel “seme” piantato nel 1908 con tanta passione e determinazione, nuovi territori musicali la attendono. Ci attendono. Fieri che la Banda ci sia. Orgogliosi di ascoltarla respirando in silenzio, per non perdere nessuna nota musicale ed assaporarla fino in fondo… A pochi passi dal mare.
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Come citare questo articolo
Simone Martinello. “I 100 anni della “Vincenzo Bellini””. Ventaglio Novanta, n. 38, 2009. https://ventaglionovanta.it/archivio/i-100-anni-della-vincenzo-bellini/