Pubblicità

ATTUALITÀ - INIZIATIVE CULTURALI

I Fantasmi di Scano Boa

Un’importante iniziativa d’arte e di promozione del territorio del Delta A colloquio con Luciano Scarpante del gruppo “Arte Sentimentale”

di Lino Segantin

Ventaglio Novanta n. 41 2010 pp. 158–163

Scano Boa: una lingua di sabbia tra le lagune del Delta del Po e il mare. Un paesaggio pieno di suggestione, di una bellezza primitiva che evoca antiche leggende e che tuttora sa suscitare emozioni. E non a caso lo scorso anno questa estrema propaggine del Delta, che accoglie lo stupore del mare Adriatico, è divenuta protagonista ed insieme simbolo di un itinerario artistico con giovani pittori guidati dai maestri del gruppo Arte Sentimentale. Gruppo del quale, fin dalla fondazione, è parte attiva il portotollese prof. Luciano Scarpante, che con entusiasmo ci parla della riuscita iniziativa che è stata denominata “I Fantasmi di Scano Boa”.

Dunque professore, come è nato il progetto?

“Visitando questi luoghi magici (dei quali aveva comunque una lunga frequentazione che risale agli inizi degli anni Settanta del Novecento) il prof. Amedeo Lanci, docente del Corso di Xilografia e di Tecniche dell’Incisione dell’Accademia di Belle Arti di Firenze, ebbe l’idea di far conoscere la realtà degli scanni del Delta ad un gruppo di allievi della stessa Accademia, invitandoli poi a realizzare opere ispirate da questi ambienti e dai ‘fantasmi’ che, come lo stesso Lanci dice, tuttora popolano le misteriose isole del Delta”. Da questa intuizione del prof Lanci fu predisposto un programma strutturato, che il gruppo Arte Sentimentale ha presentato al Comune di Porto Tolle e che il prof. Lanci ha proposto all’Accademia di Belle Arti, facendolo inserire nel ‘Progetto Accademia’ 2008/2009”.

Come si è sviluppato concretamente il progetto e come hanno reagito i giovani alla proposta?

“Obiettivo del progetto era il coinvolgimento di giovani studenti, scelti dal prof. Lanci, per un laboratorio pratico-teorico in luoghi che rappresentano aspetti particolari della realtà umana e culturale dei pescatori veneti. I nove studenti che hanno partecipato al progetto ‘I fantasmi di Scano Boa’ sono stati riuniti una prima volta a Firenze, il 14 marzo 2009, nello studio del pittore prof. Amedeo Lanci. Grande è stato l'entusiasmo dei giovani perché, essendo stati scelti per questa attività, avrebbero vissuto un'esperienza unica e irripetibile contribuendo, insieme al gruppo Arte sentimentale, a divulgare, attraverso l'arte, la conoscenza, la storia, la cultura del delta del Po e la vita della gente che lo abita. Era possibile cercare un connubio tra il romanzo “Scano Boa” di Gianantonio Cibotto, la vita delle genti del Delta, le suggestive immagini della natura e i rumori (la musica) di queste zone quasi fuori dal mondo. E il film ‘Scano Boa’ tratto dall’omonimo romanzo del regista Renato dall’Ara nel 1961, è stato inteso come tramite per conoscere la vita dei pescatori che abitavano l’isola di Scano Boa negli anni Cinquanta del Novecento attraverso immagini originali e coeve al romanzo”.

Che tipo di accoglienza è stata riservata ai giovani artisti?

“In prima persona si è mossa la dott.ssa Silvana Mantovani, assessore alla cultura del Comune di Porto Tolle, che, dimostrando grande sensibilità, non solo si è resa promotrice dell’iniziativa includendo il progetto tra le attività culturali del Comune di Porto Tolle, ma si è fatta totalmente coinvolgere, seguendo costantemente e incoraggiando il progetto in ogni fase di realizzazione. Ha partecipato direttamente alla fase esplorativa, quando ai ragazzi (nessuno dei quali aveva mai visto questi luoghi) è stato fatto conosce il Delta e, percorrendo i rami del fiume e le lagune, sono stati accompagnati in barca, a Scano Boa ed accolti nel tipico “casone” dei pescatori. Durante la permanenza a Porto Tolle è stato organizzato un incontro degli studenti con il gruppo Arte Sentimentale, sui temi della grafica e pittura, aperto alla libera discussione sull’arte; un secondo incontro ha avuto come protagonista il dott. Raffaele Peretto, già direttore del Museo dei Grandi Fiumi di Rovigo, il quale, attraverso una narrazione davvero affascinante ed evocativa, ha introdotto i ragazzi alla conoscenza degli antichi miti legati al Delta del Po”.

Come si è poi sviluppata la fase ‘creativa’ con la realizzazione di opere ispirate al Delta del Po?

“Dall’esperienza di visitazione e approfondimento culturale ognuno dei giovani artisti dell’Accademia di Firenze ha tratto ispirazione per realizzare successivamente, a Firenze, opere di pittura matrici per xilografie da esporre a Porto Tolle. Il risultato è stato entusiasmante e, come ha sottolineato il Direttore dell’Accademia di Belle Arti di Firenze prof. Giuseppe Andreani, l’evento si è felicemente concluso ‘ai più alti livelli espressivi’. I lavori sono stati esposti a Porto Tolle all’inizio del mese di settembre; nella mostra, oltre agli studenti, sono stati coinvolti anche gli artisti di Arte Sentimentale e il musicista Federico Mengoni che si è fatto carico di ricavare rumori e musica dall’escursione a Scano Boa, con la realizzazione di un DVD da usare come speciale allestimento nel complesso della manifestazione”.

Poi è nata l’idea di raccogliere in un libro i momenti salienti dell’importante iniziativa

“E’ così: i risultati del progetto sono stati espressi nel libro I fantasmi di Scano Boa, nel quale si racconta l’esperienza e vengono fatti conoscere i protagonisti e le opere prodotte. La pubblicazione, curata dal critico d’arte Gianni Cerioli, è stata realizzata dal Comune di Porto Tolle, Assessorato alla Cultura, in collaborazione con l’Accademia di Belle Arti di Firenze ed il gruppo Arte Sentimentale, con il patrocinio di Regione del Veneto, Provincia di Rovigo, Ente Parco Delta del Po, Accademia dei Concordi di Rovigo”.

E le opere realizzate dopo l’esposizione di Porto Tolle hanno ottenuto ulteriore visibilità?

“Certo. Le opere sono state successivamente esposte, nel periodo ottobre-novembre 2009, a Firenze, presso il Caffè storico-letterario Giubbe Rosse, presso la galleria Florence Art, presso la stamperia Edi Grafica. Nel corso della manifestazione a Porto Tolle, su indicazione del prof. Peretto è stato proposto di allestire la mostra anche in altre località del Polesine nel corso del presente 2010”.

Dunque l’arte come mezzo di sviluppo culturale, ma anche di promozione del territorio.

“Anche questo è stato un obiettivo che è stato tenuto presente fin dalle prime fasi di predisposizione del progetto. L’iniziativa infatti, oltre agli aspetti artistici e culturali, è stata anche un mezzo per far conoscere quest’area ed è quindi diventata, in qualche modo, un veicolo di pubblicità, un’operazione di marketing territoriale che ben si accorda con le politiche per il turismo. Anche per questo il gruppo di allievi dell’Accademia è stato formato con ragazzi provenienti da varie parti d’Italia”.

Utilizzo dei contenuti

Le informazioni contenute in questo articolo possono essere utilizzate come fonte per realizzare documenti, articoli, studi, ricerche e altri elaborati, anche mediante strumenti di intelligenza artificiale, a condizione che siano citati Ventaglio Novanta, l’autore, il titolo dell’articolo, il numero e l’anno della rivista e il collegamento alla scheda dell’articolo nell’Archivio Ventaglio.

La riproduzione integrale resta soggetta alla normativa sul diritto d’autore.

Come citare questo articolo

Lino Segantin. “I Fantasmi di Scano Boa”. Ventaglio Novanta, n. 41, 2010. https://ventaglionovanta.it/archivio/i-fantasmi-di-scano-boa/

Pubblicità