Ci sono eventi che non reggono alle spallate del tempo e, con il susseguirsi delle edizioni, affievoliscono il loro significato o sconfinano nel previsto e prevedibile. Altri invece, come un buon brandy accuratamente distillato, proprio grazie al passare degli anni si arricchiscono di nuovi significati e assumono completezza d’insieme.
E’ quest’ultimo il caso delle iniziative nate con un’anima e uno scopo importante, capaci di sommare di edizione in edizione i percorsi compiuti e diventare appuntamenti attesi. Come la Convegnistica Giovanile, nata undici anni fa grazie a una felice intuizione della Provincia di Rovigo (in particolare degli Assessorati alla Cultura e al Turismo e Assessorato all’Ambiente), della Cooperativa Turismo & Cultura e dell’Istituto di Istruzione Superiore Cristoforo Colombo di Adria.
L’amalgama dei fondatori (un’istituzione pubblica, un istituto scolastico e una realtà imprenditoriale che promuove, fornisce e applica modelli organizzativi nel campo dei servizi turistici e culturali) già fa intuire le finalità che portarono all’ideazione dei convegni giovanili: far incontrare gli adulti che agiscono sul territorio con gli studenti degli istituti superiori, attivando un canale diretto di conoscenza e reciproco dialogo e rendendo contestualmente i giovani protagonisti in prima persona durante i lavori in sala.
Un obiettivo ambizioso, che sta dando evidenti frutti ma che ha richiesto in questi anni un grande impegno da parte degli organizzatori. Si trattava infatti di trovare le modalità più efficaci per attivare meccanismi di partecipazione e coinvolgimento negli studenti, dinamiche che rappresentano da sempre il banco di prova più difficile per ogni progetto educativo e formativo rivolto ai giovani. Da qui la scelta di utilizzare la formula della convegnistica, aperta non solo a tutte le scuole del territorio ma anche alle istituzioni e alle più diverse realtà culturali, storiche, ambientali, folkloristiche, artistiche e imprenditoriali del Polesine.
Il convegno quindi come momento di incontro e scambio (il momento centrale delle attività in sala è costituito dalla presentazione degli studi e delle ricerche realizzate dagli studenti) ma anche come tappa finale di un percorso didattico lungo un anno. Gli studenti hanno infatti l’opportunità nei mesi precedenti il convegno di incontrare i testimoni del territorio e gli amministratori (in particolare gli assessori della Provincia Laura Negri e Giancarlo Chinaglia, il presidente e il direttore del Parco Regionale Veneto del Delta del Po, i sindaci, i rappresentanti dei Consorzi di Bonifica etc.). Un ruolo fondamentale in questo percorso a tappe verso i convegni viene svolto da Turismo & Cultura, che oltre a ideare il tema annuale a cui si richiamano e da cui si diramano tutte le attività progettate, coordina il rapporto tra scuola e istituzioni e forma direttamente gli studenti grazie alle attività di Terza Area.
La Convegnistica Giovanile 2009
Nel corso di quest’anno si è concluso un percorso didattico e conoscitivo importante che era iniziato nel 2005-2006. Un cerchio chiuso dopo aver affrontato il rapporto tra giovani e territorio da angolazioni diverse ma fortemente collegate tra loro. La prima pietra del progetto era stata posata quattro anni fa, quando gli studenti avevano affrontato il tema della salvaguardia, conoscenza e fruizione del territorio e dei suoi beni da parte dei giovani (Salvare il Patrimonio, Dare Anima ai Musei). Coerentemente, nel 2007, ci si era interrogati sull’identità polesana (Cercando l’identità), mentre nel 2008 con Scopri la Tua Terra si era lavorato alla ricerca di percorsi peculiari e strade poco battute con l’intento di far scoprire agli studenti un Polesine il più lontano possibile dallo stereotipo e dalla convenzione, filtri sbiaditi che ne banalizzano la percezione da parte di residenti e turisti.
Quest’anno, con PromoAzione, tutte le conclusioni dei lavori delle edizioni precedenti sono giunte ad un approdo comune: l’ideazione di proposte efficaci e fattive di percorsi promozionali e conoscitivi nei confronti del visitatore. Il termine “promozione” deriva dal latino pro-movère (muovere innanzi, far progredire, anche nel senso di eccitare e muovere l’altrui animo a fare qualcosa). C’è un forte sentore di “agire”, e quindi di “azione”, in questi significati. PromoAzione, legando i concetti ad esso riconducibili, ha voluto quindi essere un invito ai ragazzi a promuovere, insistendo sul concetto di azione attiva, consapevole, partecipe, quasi fisica. A promuovere cosa? Il nostro territorio, la terra tra i Grandi Fiumi.
Tutti i lavori presentati in convegno dagli istituti partecipanti, ognuno con le proprie peculiarità, hanno restituito l’immagine di un Polesine finalmente in movimento, una terra che, pur tra contraddizioni e retaggi del passato, sembra accorgersi in prima persona di avere un appeal culturale, ambientale, storico e artistico impensabile fino a qualche anno fa. Un richiamo in grado di esercitare un fascino spesso irresistibile non solo nei confronti del turismo culturale e ambientale in genere, ma anche e soprattutto di chi cerca un approccio “slow” (lento, ma non solo: umano, profondo, ponderato, diremmo quasi sostenibile innanzitutto per se stessi) alle terre che visita.
La multimedialità e i Concorsi come “partecipazione”
Ma quello che ha reso quest’edizione della convegnistica giovanile ancora più innovativa è stato il metodo di lavoro proposto agli studenti: per sviluppare ed esporre il complesso tema delle azioni promozionali sul territorio, è stato chiesto loro di utilizzare, accanto ai linguaggi tradizionali, anche quelli a loro più vicini, quelli della modernità. Nell’epoca di Youtube, Facebook, Myspace, della connessione perenne al web grazie all’ADSL e della multimedialità quotidiana (termini quali sms, mms, mail, blog e upload sono ormai comunemente utilizzati), un convegno giovanile basato esclusivamente sui canali classici di comunicazione sarebbe parso perlomeno giurassico, se non addirittura inefficace.
La maggior parte degli istituti ha presentato quindi lavori articolati e compositi, che, grazie alla multimedialità, hanno acquisito nuovo spessore e vis comunicativa. Addirittura alcune relazioni degli studenti sono state realizzate utilizzando contemporaneamente presentazioni con slides animate, immagini, videoclips e musiche eseguite dal vivo. Al termine gli applausi in sala sono valsi più di qualunque giudizio.
Durante i lavori, negli spazi dedicati alla didattica e alla formazione, sono stati presentati come modelli comunicazionali tre video multimediali (musica, testi, immagini) realizzati dal CTG Gruppo Rovigoti con il contributo della Regione Veneto nell’ambito del progetto “Informazione Giovane – formiamo l’informazione: una rete di giovani nei luoghi dei giovani”. Si tratta di “Backstage”, girato durante le attività preparatorie della Rievocazione storica di Villadose dedicata alla Centuriazione Romana, “Cosa mi dite del futuro”, filmato a Rovigo quest’inverno e dedicato ai temi dell’identità e delle aspettative dei giovani polesani e “Il sogno di Andrea”, ambientato in Villa Badoer, che il regista rodigino Massimo Samiolo ha realizzato assieme a Luca Fozzati. I tre lavori sono accumunati dall’avere come interpreti e protagonisti giovani polesani e dall’utilizzo di linguaggi comunicazionali moderni.
Poiché, come già sottolineato, la componente motivazionale è la più difficile da attivare negli studenti durante la preparazione e la realizzazione di manifestazioni come i convegni, si è pensato di insistere nell’utilizzo come leva dei linguaggi giovanili e proporre infine due coinvolgenti concorsi multimediali ad essi dedicati.
Si tratta di VideoAzione e ImmaginAzione, concorsi aventi la finalità di promuovere lo sviluppo dei mezzi espressivi legati al mondo delle immagini e dei simboli, favorendo l’interpretazione del Polesine e dell’immagine che di esso hanno gli studenti tramite l’utilizzo del mezzo fotografico e del video digitale.
ImmaginAzione, concorso fotografico, ha visto primeggiare 3 lavori, di pari livello qualitativo e valenza espressiva e quindi meritevoli del primo posto ex-aequo: “Artisti di strada”, foto scattata lungo Corso Vittorio Emanuele dai ragazzi del Colombo di Adria, “Intrecci diagonali”, le piste ciclabili che percorrono il Po viste con gli occhi degli studenti dell’ITCSG Maddalena di Adria, e “L’Angelo”, scorcio prospettico del centro cittadino scattato dagli alunni dell’ITC Conti di Lendinara.
A primeggiare in VideoAzione, concorso dedicato al video digitale, sono stati gli studenti della classe VC dell’IPSSCT Polo del capoluogo (“Anche a Rovigo si può sognare”), seguiti dalle due quinte, VD e VB, del Colombo di Adria con “Viaggio al centro di Adria” e “Perché Adria”.
Ai due concorsi multimediali, nel continuo e insistito gioco al rimbalzo tra forme di comunicazione classiche e moderne caratteristico di questa edizione dei convegni, si è affiancato per il secondo anno il concorso “Le Pietre Parlano”. Vincitrice, Ilaria Panin, del Liceo Celio di Rovigo, il cui racconto “Improvvisamente tutto finisce” è pubblicato nella sezione “Narrativa” su questo stesso numero del Ventaglio.
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Come citare questo articolo
Lino Segantin. “I giovani e il territorio”. Ventaglio Novanta, n. 39, 2009. https://ventaglionovanta.it/archivio/i-giovani-e-il-territorio/