Giunta alla sua quarantesima primavera, l’Associazione Culturale Athesis evoca le tappe importanti del suo percorso con foto che testimoniano momenti speciali e ricordano le persone che, a diverso titolo, vi hanno fatto parte.
Dal 1977, anno di nascita, ad oggi, sono innumerevoli i membri che si sono avvicendati al suo interno e moltissime le attività svolte con finalità primaria la valorizzazione della fotografia sia come documento che come forma d’arte.
L’obiettivo, che ha animato il suo presidente, i collaboratori e quanti si sono avvicinati al gruppo, è sicuramente stato raggiunto. Lo testimoniano le qualificanti iniziative attuate e gli importanti eventi organizzati nel corso dei quarant’anni di ininterrotto lavoro, sempre aperto al territorio locale, regionale, nazionale ed in alcuni casi perfino internazionale.
Il lontano ’77 vede sbocciare – in un periodo storico importante ed in qualche modo irripetibile – l’interesse per la fotografia che coinvolge un gruppo di ragazzi cresciuti alla scuola del compianto maestro Livio Ferrari. A lezione da nomi di rilievo come Mario Lasalandra e Giorgio Rigon, i giovani fondatori si procurano basi sicure sull’uso dello strumento fotografico; poi la passione che li anima farà il resto… Boara Pisani diviene la loro “patria” e la Biblioteca, condotta dal maestro Ferrari, il loro luogo di riferimento. Proprio qui nasce e si sviluppa il continuo confronto di idee e di esperienze che ha costituito il motore e nel contempo il collante di un’attività destinata a durare così a lungo.
Graziano Zanin è sicuramente il membro che ha saputo sostenere con intramontabile caparbietà la vita dell’Associazione, traghettandola, anche in momenti difficili, fino all’attuale formazione. Sono stati i valori, legati al territorio e ai suoi aspetti, ad animare le iniziative dalle quali sono nate mostre e concorsi organizzati in quarant’anni di vita.
Allora mi piace pensare all’azzeccato nome del gruppo, che riporta al fiume Adige, vena d’acqua, preziosa fonte vitale che scorre perenne bagnando Boara e regalandole una miriade di aspetti naturali ed umani, dei quali si è nutrita fin dall’antichità la storia del paese.
Le foto – scattate a centinaia nel corso degli anni – evidenziano il mutare delle stagioni, i volti di persone che ora non ci sono più, gli eventi felici e dolorosi che hanno animato e coinvolto la comunità e costituiscono il fiore all’occhiello dell’Associazione Athesis.
Accanto a questa peculiarità, da sottolineare la seria e costante valorizzazione della parlata regionale effettuata attraverso l’organizzazione del Concorso “IN DIAETO VENETO”, che ha richiamato a Boara, in diversi anni, partecipanti da varie località del triveneto ed anche dall’estero, coinvolgendo altresì le Scuole del territorio in piacevoli chermesse poetiche.
A compendio della fotografia, l’Athesis ha promosso in modo capillare anche la pittura, organizzando concorsi che hanno trovato, nella sede di Stanghella, una stupenda cornice espositiva nelle stanze del Museum dove è collocata la Pinacoteca Favaro. Decine i pittori che hanno iniziato in seno all’Associazione la loro carriera artistica e che ora sono affermati ed espongono con successo le loro opere in mostre anche internazionali.
In questo breve excursus non si sono voluti elencare luoghi, persone, eventi perché diventerebbe una lunga lista nominale, preferendo lasciare libero spazio ai piacevoli ricordi di un cammino costellato di aspetti culturali ed umani che i diversi membri hanno sicuramente nella più intima custodia del cuore.
Le foto che qui sono pubblicate mostrano anche l’inesorabile scorrere del tempo che tutto elabora lasciando i suoi segni sui volti, sui paesaggi e sugli oggetti… E proprio per essere assolutamente fedeli al valore della fotografia, come insostituibile ausilio storico, è nato il “Museo Veneto della fotografia” con sede a Boara Pisani (piazza Athesia) di cui parleremo nel prossimo numero della rivista che gentilmente ci ospita.
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Come citare questo articolo
Rosetta Menarello. “I quarant’anni di Athesis”. Ventaglio Novanta, n. 55, 2017. https://ventaglionovanta.it/archivio/i-quarantanni-di-athesis/