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ATTUALITÀ - INIZIATIVE CULTURALI

Il mondo di Vasandhi

Un libro di Rinaldo Boggiani sulla vita di una giovane indiana che - dopo un calvario di sopraffazioni - ha trovato serenità in Polesine

di Angioletta Masiero

Ventaglio Novanta n. 55 2017 pp. 162–163

Uno squarcio di India in Polesine ci è offerto dal libro “Vasandhi” (Doge Edizioni) del rodigino Rinaldo Boggiani. Non l’India dei grandi templi, della millenaria cultura che si ammanta di colori fantasmagorici e dell’oro, ma quella, purtroppo ancora radicata specialmente nelle tradizioni popolari, di inveterati pregiudizi e sopraffazioni.

Come ha sottolineato Angioletta Masiero durante la presentazione in Accademia dei Concordi, dinanzi ad un pubblico che ha letteralmente gremito la Sala Oliva, “Vasandhi” è un libro unico nel suo genere: è la storia vera di una giovane indiana che da alcuni anni vive in Polesine, un libro coraggioso che coinvolge intimamente il lettore. Scritto con empatia magnetica da Boggiani, autore capace di immergersi completamente nella vita dei suoi personaggi, unendo poesia e semplicità, inseguendo le minime vibrazioni dell’essere umano.

Grazie a questo scrittore – e a Vasandhi la protagonista, che ha dimostrato coraggio e forza d’animo decidendo di raccontare la sua storia – il lettore può entrare nella vita di questa donna che, ancora giovane e bella, forte e determinata, non si è piegata di fronte ai pregiudizi, alla prepotenza e all’ingiustizia.

Con lei – ha precisato la Masiero – compiamo un viaggio in un contesto sociale e culturale a noi sconosciuto: quello dell’India. L’infanzia della protagonista è stata praticamente un cumulo di divieti, proibizioni e sopraffazioni, tutti tesi a piegare l’animo della giovane per ottenere l’ubbidienza incondizionata verso i genitori e a creare una distanza incolmabile nei confronti dell’universo maschile.

“Non guardare i ragazzi, non lasciarti avvicinare da loro, non dare confidenza di alcun genere”. Eppure, sposarsi bene era il compito di ogni ragazza indiana, ma prima di tutto ubbidire al padre, ai fratelli e poi al marito. E se il futuro sposo non risultava gradito ai genitori della giovane, niente da fare. Scoprire se stessa, diventare persona autentica, formarsi come tale non era contemplato. Identità e individualità erano concetti privi di senso; Vasandhi doveva sempre e solo ubbidire, sottostando ad imposizioni assurde.

Nel libro di Rinaldo Boggiani, il lettore si trova a vivere le emozioni, i sogni, le paure, le delusioni di Vasandhi: si alza con lei alle cinque del mattino per raccogliere i frutti dell’albero di neem, va con lei al pozzo a prendere acqua con la brocca appoggiata sulla testa. E’ con lei che, all’età di cinque anni, è già al lavoro per portare l’acqua in cucina, acqua e paglia per mucche e buoi; poi in cammino verso la scuola e, al ritorno, al lavoro nei campi, per finire la giornata sfinita a casa a fare i compiti.

Il lettore cresce, pagina dopo pagina, insieme a Vasandhi. Con lei raccoglie il riso, lo semina, lo irriga. Troppe ore nell’acqua. Tutti i giorni per mesi con i piedi nel fango. Piange per il dolore ai piedi. Piange di notte senza mai farsi vedere. Piange trovando unico conforto nella luna. Nel cuore sempre la speranza di una vita migliore, diversa. Ma il destino non le è favorevole: a vent’anni viene data in matrimonio ad un uomo d’affari europeo, trent’anni più vecchio di lei. Vasandhi deve lasciare tutto: famiglia, paese, affetti… per affrontare nuove tribolazioni, violenze fisiche e psicologiche, minacce. Un calvario che sembra non avere fine.

Sopporta la giovane indiana, sopporta ogni cosa in silenzio. E il lettore impara, pagina dopo pagina, ad ammirarla per la sua forza interiore, per l’equilibrio che riesce a mantenere, per la serenità con la quale affronta ogni nuova prova.

Quella di Vasandhi è anche la storia di un riscatto, il riscatto di una donna che non è mai venuta meno ai valori che ha coltivato in solitudine nel suo animo. In tanti hanno cercato di violare la sua dignità di persona, di annientare le sue aspirazioni, di cancellare i suoi sogni. Ma non ci sono riusciti. Nessuno ci è riuscito. Vasandhi ha vinto, trovando finalmente serenità proprio nel nostro territorio.

Di grande suggestione la lettura di brani tratti dal libro interpretati da Angioletta Masiero in modo magistrale e accompagnati dalle campane tibetane, dal gong, dalla tampura e dal salterio ad arco suonati dal polistrumentista Alessandro Ferrarese che ha creato quadri sonori di rara bellezza.

Il libro, che sta ottenendo un buon successo anche oltre i confini del Polesine, rientra in un progetto ancora più ampio, in quanto i proventi delle vendite sono destinati ad una raccolta fondi per costruire un tempio nel sud dell’India, un tempio per ospitare e dare un’istruzione a tante bambine indiane favorendone l’emancipazione.

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Come citare questo articolo

Angioletta Masiero. “Il mondo di Vasandhi”. Ventaglio Novanta, n. 55, 2017. https://ventaglionovanta.it/archivio/il-mondo-di-vasandhi/

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