Conosco Carlo Campi da diversi anni e mi permetto di dire che ne ho seguito il percorso artistico con molta attenzione e ammirazione.
Riservato e apparentemente schivo, questo pittore lascia libero il suo spirito creativo quando affronta il mondo dell’immagine. Sotto questo aspetto egli si trasforma in un curioso, attento e sovente pignolo cacciatore di soggetti da catturare, analizzare e trasformare.
Ecco allora Carlo che abbraccia la sua terra, quella da cui orgogliosamente proviene: a metà strada tra il ferrarese, di cui conserva il parlato e il rodigino, territorio dove vive da molti anni. Sono i campi, le case lungo i fiumi, gli alberi che costeggiano i corsi d’acqua, le golene che le piene hanno fecondato con appassionati abbracci ad ispirarlo.
L’acquerello, usato con crescente maestria, ha costituito il suo strumento espressivo per nobilitare una tecnica che si rivela tra le più impegnative. Mostre, concorsi, adesione a Circoli culturali ne fanno un Artista a tutto tondo perché alla pittura si è aggiunta la fotografia praticata in seno alla ormai storica Ass. boarese ATHESIS di cui è socio.
L’amore per la Natura del territorio e gli eventi, che in questo si organizzano, lo hanno visto presente in innumerevoli Mostre con le sue opere apprezzate ed esposte anche in città come Viernheim, gemellata con il capoluogo polesano. Suoi sono inoltre i due bellissimi manifesti divulgativi delle Fiere di Rovigo del 2007 per il 527 esimo anniversario e del 2019, in occasione del 537 esimo.
Ma Carlo ha voluto percorrere le vie che guidano alla scoperta della bellezza fino alla montagna con i suoi paesaggi dolomitici riproposti da diversi versanti per farci assaporare ogni visione con gli occhi dell’anima lasciando che la loro delicata e nel contempo vigorosa essenza possieda i nostri sensi.
Ha quindi proseguito il suo immaginario viaggio verso il mare raccontando, con gli amati acquarelli, la sua immensità addentrandosi nel meraviglioso mondo della navigazione culminato nell’ultima sua fatica esposta presso il “Circolo delle Arti Decorative” e dedicata ai velieri. La Mostra ha rappresentato un autentico viaggio nel passato dove l’uomo, il mare e il vento sono affascinanti protagonisti di straordinarie avventure.
Questa rassegna non può essere vista con un’occhiata veloce perché ogni opera ci conduce a bordo di un’imbarcazione che ha onorato la storia della marineria passando attraverso evocazioni di fatti, luoghi e personaggi che hanno riempito libri scritti per sognare.
Antiche popolazioni, navigatori alla ricerca di nuove terre nella sconosciuta immensità dei mari e degli oceani, mercanti alla ricerca di preziose novità e di prodotti che hanno cambiato l’economia di un luogo, corsari e pirati, agguerriti eserciti guidati da Comandanti che hanno segnato la storia sono presenti nelle opere che oggi abbiamo la gioia di ammirare.
Ogni quadro è una pagina di un libro che Campi idealmente crea con i suoi colori, sempre usati con raffinata armonia e spiccato senso cromatico. Qui si svela ancora una volta la forza creativa dell’uomo capace di imbrigliare la natura al suo servizio. I velieri infatti imprigionano il vento con la geniale struttura della stoffa che si fa appunto vela: forza motrice, naturale potenza capace di sostituire le braccia dei rematori.
E qui le affascinanti raffigurazioni di Campi ci seducono col loro realistico dinamismo, facendoci tornare alla mente la voce mai udita di personaggi come: Amerigo Vespucci, Vasco de Gama, Cristoforo Colombo, l’ ammiraglio Nelson, Napoleone e, per la nostra fantasia, il fantomatico Olandese Volante o il capitano AKAB…
Realtà e sogno che il pennello di questo raffinato artista ha fuso nel gradevole universo pittorico del quale ora siamo fortunati fruitori. Grazie Carlo, narratore di storie attraverso le immagini; a te dedico questa mia composizione.
VELIERO
Sei figlio del bosco… albero che si dona al mare… Nelle tue fibre hanno inciso storie le stagioni e così ogni luna ti ha donato i suoi baci di luce.
Ti abbandoni all’estro delle maree e ascolti la loro voce: ora carezzevole e materna, ora ruggente e rabbiosa.
Poi ti affidi alla potenza del vento, che inorgoglisce le tue vele con la salsedine del suo respiro e obbedisce alla forza delle corde, redini per il cavallo imbizzarrito prigioniero nella tua anima errabonda.
Così solchi il mare e disegni rotte per naviganti immortali.
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Come citare questo articolo
Rosetta Menarello. “I velieri di Carlo Campi”. Ventaglio Novanta, n. 68, 2026. https://ventaglionovanta.it/archivio/i-velieri-di-carlo-campi/