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ATTUALITÀ - INIZIATIVE CULTURALI

Il Mercato della Centuriazione

A Villadose il felice ritorno di una ricostruzione storica particolarmente seguita ed apprezzata

di Rosanna Beccari

Ventaglio Novanta n. 58 2019 pp. 136–139

E’ tornata a Villadose nell’ultimo week end di settembre – dopo una pausa di due anni che ne aveva fatto temere la scomparsa – una delle più attese e pregiate manifestazioni del nostro territorio, unicum nel suo genere: il “Mercato della Centuriazione Romana”. Si è così rinnovata la magia che dal 1996 ha trasformato un tranquillo paese del Medio Polesine, Villadose, in vicus centuriatus (villaggio centuriato romano).

Ai tempi dell’antica Roma il territorio di quella che verrà poi chiamata Villa Ducis era infatti sede di fattorie assegnate a coloni romani tra il I secolo a.C. e il IV secolo d.C. In quest’area in tempi recenti è stata rinvenuta anche una villa rustica risalente alla prima età imperiale (I secolo d.C.), a testimonianza dell’importanza strategica di questo territorio per i collegamenti terrestri con il fiorente porto di Adria. Una superficie fragile ed instabile tra due paleoalvei del Po, che fu disboscata e bonificata per renderla abitabile. Da qui la centuriazione romana, consistente all’epoca nella suddivisione delle terre in grandi quadrati delimitati da un reticolo di strade e corsi d’acqua appositamente tracciati perpendicolari tra loro, di cui rimane una nitida traccia ancora oggi visibile sorvolando l’area.

A tributo del glorioso passato, esperti ricercatori ed appassionati volontari del comune villadosano, con le manifestazioni del “Mercato della Centuriazione Romana”, hanno inteso risvegliare dall’oblio una memoria sepolta per oltre due millenni. Obiettivo dell’iniziativa rivivere l’incanto di un mondo perduto, per far riemergere dal passato momenti di vita quotidiana di gente comune al tempo dei romani.

E’ così che, nel corso della riuscita manifestazione, piazze e vie del paese assumono antiche sembianze, trasformate con tende, bancarelle e accampamenti, ed animate da una variegata umanità di soldati e gladiatori, matrone e danzatrici, mercanti, artigiani e barbari. Nei giorni del “Mercato della Centuriazione Romana” a Villadose rivivono anche gli odori dei cibi e i rumori dei lavori di allora, avvolti in un’atmosfera lontana e dimenticata.

Prima rievocazione storica romana fatta in Italia, quella di Villadose si è andata affermando negli anni come una rinomata tradizione nel Polesine, fino a conseguire numerosi apprezzamenti a livello nazionale, ampiamente crescendo anche nell’offerta. Negli anni essa era infatti giunta a coniugare ambiti didattici-divulgativi, miranti alla rievocazione di usi e costumi in epoca romana (epoca tardo repubblicana-primo impero, I sec. a.C. – I sec. d.C.) attraverso un’attenta ricostruzione filologica di aspetti di vita civile, militare e religiosa, ed ambiti scientifici, oltre ad eventi collaterali (mostre, convegni e conferenze di argomento archeologico, rappresentazioni teatrali, degustazioni, mercato di prodotti locali ed artigianato).

D’altro canto, erano stati avviati da tempo proficui contatti e collaborazioni con gruppi di rievocatori italiani e stranieri (tra questi: spagnoli, belgi, tedeschi, ungheresi, bulgari e serbi), ma anche con diversi musei nazionali; mentre a Villadose si sono formati gruppi volontari di ricerca e rievocazione, presenze attive ed indispensabili nell’allestimento (v. relativa scheda di approfondimento), che hanno dato impulso e lustro anche al Museo storico locale.

Dopo alcuni anni di assenza, la celebrazione – vanto non solo per il paese che la ospita, ma per l’intera provincia di Rovigo, rarità rievocativa rispetto alle più percorse rievocazioni medievali, – ha visto una significativa ripresa proprio quest’anno, tornando alle passate kermesse di due giorni, che hanno permesso al numeroso pubblico accorso una full immersion nella storia a 360 gradi.

Il rilancio della manifestazione, con l’evento svoltosi il 29 e 30 settembre scorsi, è stato fortemente voluto ed organizzato dall’Associazione Archeologica Sperimentale Legio I Italica, guidata dal suo fondatore e presidente di sempre Corrado Perelli.

Con la collaborazione del Gruppo di Antropologia Culturale, del Comune e della Pro Loco di Villadose e del Gruppo Danze Antiche è stato proposto un racconto storico affascinante e credibile, che ha guidato i visitatori in un viaggio nel tempo di oltre duemila anni fa, alle radici delle nostre origini locali, attraverso l’attenta ricostruzione di riti civili e religiosi e battaglie della storia romana.

Dopo la mattina di sabato, dedicata come d’abitudine ad attività didattiche e di intrattenimento per le scuole locali e all’apertura dei campi storici romano e celta, nel pomeriggio è iniziato l’evento pubblico con il rito dell’Augure, seguito da vari momenti rievocativi, didattici e di intrattenimento capaci di coinvolgere persone di ogni età: da attività quotidiane (come cucina, tessitura, la scrittura, la religione) al mondo militare dei legionari romani (armi, armature e macchine da guerra ed equipaggiamenti, considerati nella loro evoluzione storica), con uno sguardo anche alle conoscenze di astronomia e scienze. Il tutto insieme alla possibilità di visite guidate al vicino Museo della Centuriazione presso il Palazzo Cà Patella.

Ma il momento clou sottolineato da molti applausi è stata la rappresentazione del casus belli e della battaglia dei Campi Raudii (101 a.C., presso Vercelli), che vide l’epico scontro dell’esercito romano guidato dal console Gaio Mario contro i Cimbri, Teutoni e Ambroni di stirpe germanica, che minacciavano il confine settentrionale nella nostra Padania; racconto curato e messo in scena, nonché sottolineato efficacemente quale voce narrante, dallo storico Gioal Canestrelli.

Altri momenti salienti della due giorni: il rito di assegnazione delle terre, le danze antiche, il coreografico corteo storico, il concerto della band Drunken Sailors, il Toga Party e lo spettacolo finale di fuoco dei Lux Arcana.

Il bilancio sicuramente positivo, sottolineato da numerosi visitatori e “benedetto” anche da due splendide giornate di sole, lascia ben sperare nel rilancio della manifestazione, che gli organizzatori hanno già in cantiere per l’anno prossimo.

Non resta che augurarci, a beneficio del nostro territorio, che essa continui nei prossimi anni prospera e duratura. Al di là dell’iniziale approccio scenografico e pittoresco, il suo valore didattico e divulgativo è infatti indiscutibile, oltre ad essere veicolo di promozione e valorizzazione territoriale.

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Come citare questo articolo

Rosanna Beccari. “Il Mercato della Centuriazione”. Ventaglio Novanta, n. 58, 2019. https://ventaglionovanta.it/archivio/il-mercato-della-centuriazione-2/

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