Nome e simbolo distintivo del sodalizio sono beneaugurali. Ma nella ricerca di qualcosa che li identificasse, i dodici amici, che nel 1982 si riunirono per ufficializzare i loro incontri fino ad allora goliardicamente ed esclusivamente incentrati sulla culinaria, più che da un intento scaramantico si fecero guidare dalle finalità che volevano nobilitassero il loro "stare assieme". Ecco allora che quel "Quadrifoglio" sarebbe stato l'ideale per simboleggiare i loro quattro interessi prevalenti, cioè "turismo, sport, cultura e (mi pare ovvio) culinaria".
All'origine il gruppo di amici non presenta tratti originali o distintivi rispetto ad altri gruppi consimili: ogni tanto essi si ritrovano attorno ad una tavola imbandita: quattro chiacchiere in compagnia, altrettante sane risate, qualche commento su fatti e personaggi di comune conoscenza, poi tutti a casa.
Col tempo però si afferma una certa periodicità degli incontri, si trova una nuova sede, il numero dei soci aumenta fino agli attuali ventisei, ci si danno delle regole interne. Ma soprattutto si decolla sotto il profilo culturale e creativo.
All'interesse per la buona cucina ed al piacere dello stare assieme per alimentare vincoli di antica amicizia si aggiunge l'esigenza di essere partecipi il più possibile del tessuto sociale e culturale della città.
Ecco allora, secondo il clichè"di tante altre associazioni, ma in modo forse meno formale, presenziare alle riunioni serali una serie interminabile di ospiti. Persone e personaggi che nella microstoria cittadina, nel suo tessuto sociale, nelle sue vicende più o meno importanti, hanno svolto o svolgono un qualche ruolo, e che nell'atmosfera pacata del dopocena rendono partecipe delle loro esperienze l'allegra compagnia.
Riguardando indietro nel tempo, ecco che un numero pressoché enciclopedico di argomenti è venuto ad arricchire le serate del "Quadrifoglio": dalla scuola alla polica, dall'agricoltura all'archeologia, dai libri alla pittura, dalla fotografia all'enologia, dall'urbanistica alla sanità, alla magistratura, al giornalismo, al mondo arbitrale, ai viaggi, alle banche, alle istituzioni cittadine, alle elezioni, ecc., ecc.
E di ognuno di questi incontri resta memoria in un registro di verbali che l'abilissima penna del presidente, Ulderico Geminiani, ha trasformato in un'artistica raccolta di situazioni, bozzetti, ritratti.
C'è però un'altra "anima" del "Quadrifoglio" che lo rende sempre più benemerito nell'ambito della città e che lo pone con simpatia all'attenzione degli adriesi.
Anzitutto una spiccata propensione alla solidarietà sociale: la disponibilità ad offrire un aiuto tangibile ove ritenuto opportuno, per situazioni e a persone scelte di comune accordo. L'elenco degli interventi risulta piuttosto lungo e non è esaustivo: dal letto per ospiti della Casa di Riposo (1991) alla Borsa di studio per l'artista 5° classificato al Concorso internaz. di canto (1990), alla Borsa di studio per uno studente del Liceo scientifico (1989) a contributi all’AIL (1990) ed alla San Vincenzo (1992). Consistente l'aiuto destinato ad una famiglia immigrata cui un incidente ha portato via il capofamiglia (1994). Un po' più "leggera" l'offerta di un tabellone luminoso per la tombola al Centro Assistenza Diurna Anziani (1995).
Al finanziamento dell'attività benefica si provvede nel modo usuale per associazione simili: cioè con lotterie, tombole, residui attivi di incontri conviviali, libere offerte, ma anche mediante momenti di particolare munificenza. Senza voler far torto alla generosità di tutti gli altri soci, è forse il caso di ricordare in particolare quella di Aronne Barbujani, proprietario della sede, che invita il "Quadrifoglio" a devolvere annualmente in beneficenza una quota corrispondente all'affitto. Oppure quella di Giovanni Conti, pittore, e della galleria d'arte Berti-Maestri, che destinano alla Casa di Riposo i proventi di una mostra di pittura (1992).
Dal 1994 l'attività del sodalizio si è arricchita di un'esperienza originale che lo rende davvero unico in Adria. Si tratta della creazione di "piccole ma significative opere di carattere artistico", progettate in gran parte dal presidente, eseguite dalla mano di eccezionale ingegno del socio Imerio (Lino) Berti, finanziate da soci, enti e privati cittadini, infine donate al Comune di Adria e collocate in punti "strategici" della città.
In tal modo hanno visto la luce parecchie opere che hanno arricchito l'arredo urbano, testimoniando dell'amore che i soci del "Quadrifoglio" nutrono per la loro Adria, e soprattutto della loro capacità di tradurlo in pratica.
Nell'aprile 1994 è stata affissa sulla facciata dell'immobile della Fondazione "Bocchi" prospiciente p.zza Cieco Grotto una targa marmorea recante citazioni di autori latini e greci, a testimonianza delle antiche origini di Adria. A sottolineare l'importanza del monumento, all'inaugurazione è intervenuta la dott. Bonomi, direttrice del Museo.
Un'altra targa, in marmo di Carrara, è stata collocata a novembre dello stesso anno per illustrare il grande tondo musivo raffigurante una maschera di Gorgone, inserita nella pavimentazione dello slargo a fianco della Pretura, in Corso Mazzini.
Il 1994 è stato un anno prolifico sotto il profilo della creatività del "Quadrifoglio". A dicembre fu infatti inaugurata anche una splendida fontana in marmo tipo "Chiampo", collocata nei giardini di p.zza Bocchi dopo un curioso referendum che ha visto coinvolta la cittadinanza nella scelta dell’ubicazione. La posa in opera della fontana, più impegnativa delle altre, ha visto la collaborazione di soci titolari di imprese, dalla CMC di Barbujani, a Giuseppe Rossi e Gianfranco Miari, oltre che l’impegno personale di altri soci, da Alberto Passadore a Giovanni Conti. Le dimensioni dell’opera, la sua bellezza e la felice collocazione ne hanno ben presto fatto un elemento familiare agli occhi degli adriesi.
Ultimo “parto” del duo Geminiani-Berti è lo splendido bassorilievo, anch’esso in marmo, con l’effigie di Francesco Antonio Bocchi (1821-1888), collocato nel settembre 1995 sulla facciata della casa natale del massimo studioso adriese, in Corso Vittorio Emanuele II, di fronte alla Biblioteca Comunale. Opera delicata e fine, è purtroppo penalizzata dalla posizione che la sottrae allo sguardo dei passanti.
I recenti scavi archeologici di via San Francesco (1993) hanno restituito una nutrita serie di basoli di strada romana. Con essi il “Quadrifoglio” (in collaborazione con il “Gruppo Archeol. Adriese”) ha ricostruito, nel giardino del Museo, un tratto di selciato “originale”, sostituendolo al preesistente vialetto asfaltato.
Questo è stato l’ultimo intervento attuato in ordine di tempo: ma altre idee si agitano nella fervida fantasia creativa del “Quadrifoglio”. Il prossimo, fin troppo impegnativo per tempi e spesa, prevede il ripristino delle antiche denominazioni stradali su tabelle di marmo da collocare accanto a quelle attuali, al fine di mantenere viva la memoria di una fetta importante della storia cittadina.
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Come citare questo articolo
Umberto Dalle Mulle. ““Il Quadrifoglio” di Adria”. Ventaglio Novanta, n. 15, 1997. https://ventaglionovanta.it/archivio/il-quadrifoglio-di-adria/