La chiesa “Del Cristo” di Rovigo è ritornata al suo antico splendore grazie ad un radicale e intelligente intervento di restauro. L’edificio, ritenuto uno dei più antichi della città, si trovava in grande stato di abbandono e con prospettive di utilizzo non certo confortanti che sicuramente avrebbero provocato ulteriori danni.
Con questo restauro viene restituita all’intera città un’opera preziosa, un gioiello di storia, arte e fede. Si è recuperata una antica tradizione spirituale che trova le sue radici nella comunità francescana. Ora la chiesa è splendida, ed è lì ad attendere i fedeli e turisti; è un luogo di preghiera in quanto chiesa, ma è anche una splendida testimonianza di arte e storia. La visita sarà sicuramente facilitata grazie ad un elegante fascicoletto di carattere storico pubblicato per l’occasione.
Il piccolo tempio di via IV Novembre è di proprietà della parrocchia dei SS. Francesco e Giustina, l’intervento di restauro è stato possibile grazie ai finanziamenti della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, e al Rotary Club di Rovigo che ha espresso la propria disponibilità a partecipare all’iniziativa. La chiesetta ha funzionato in questi anni come cappella invernale e per le celebrazioni dei matrimoni. Già dal 1980 il parroco della parrocchia dei SS. Francesco e Giustina, don Mario Turatti, aveva manifestato l’urgenza di un intervento sul campanile; fu il il primo lavoro; si passò poi all’installazione dell’impianto di riscaldamento e al restauro del tetto che era in gravi condizioni, per una spesa di 116 milioni a carico della parrocchia. L’interesse per il restauro andava intanto crescendo e la Fondazione si rese totalmente disponibile e mise a disposizione l’intera somma di circa 300 milioni. Nel frattempo il Rotary Club Rovigo, in occasione del 50 di fondazione del Club, si impegnò per il restauro dell’antico crocefisso e del suo altare.
Il lavoro più complesso ed impegnativo si è riscontrato nel restauro degli affreschi esistenti sulla volta sopra la cappella centrale dell’Immacolata, opera del sec. XVIII del pittore rodigino Massimino Baseggio.
Una parola merita l’antico “Crocefisso miracoloso” da cui la chiesetta ha preso il nome, derivandolo dal Cristo in croce che da secoli è venerato in città. La scultura lignea è stata interessata da un intervento di restauro molto importante e delicato, opera del restauratore veronese Maurizio Tagliapietra sotto la guida della Sovrintendenza ai beni artistici di Verona. L’opera è collocata dagli studiosi attorno al 1500. Una pia e antica tradizione venera questo Crocefisso come miracoloso; in tal senso molti sono i documenti che attestano prodigi e confermano che, in passato, nel corso dell’anno molti abitanti della città e dei paesi limitrofi si ritrovavano attorno a questa immagine per pregare, in occasione di calamità, pestilenze e altri malanni. In diverse circostanze poi, con la presenza del vescovo, il crocefisso veniva portato in processione per le vie della città.
La vicenda storica della chiesa “del Cristo” è legata al primo gruppo di frati francescani, i Minori di San Francesco, presenti in città: l’edificio si trovava infatti annesso al convento dei frati. La costruzione risale al XIII secolo ed è questa chiesa tra le più antiche di Rovigo. Una antica e pia tradizione vuole che la fondazione sia stata voluta dallo stesso San Francesco, che nel 1213 avrebbe sostato in questo luogo.
Alla fine del XIII secolo la comunità francescana di Rovigo poté ingrandirsi in seguito a vari lasciti e donazioni. La chiesa rimase annessa al nuovo e più grande complesso e venne adibita ad oratorio per una confraternita che dal tempio prese il nome di “Santa Croce”.
A partire dal 1436 alcuni signori della città scelsero questo luogo per la loro sepoltura. Attorno al 1485 la chiesa mutò la sua denominazione in “Immacolata Concezione di Maria”, poi venne anche ampliata. Si susseguirono altri rifacimenti, ingrandimenti ed abbellimenti, grazie all’intervento di vari artisti come Giuseppe Fadiga, Massimino Baseggio, Agostino Ugolini, Pietro Maderna, Valentino Lorenzutti ed altri ancora.
La facciata attuale, in stile classicheggiante, risale al 1888-89, realizzata su disegno del rodigino Raffaele Cattaneo. L’interno è molto semplice, e si richiama al tardo quattrocento: tre navate molto basse separate da colonne doriche, il soffitto della navata centrale è in legno a capriate, l’altare maggiore accoglie un antico affresco della Madonna con il bambino del secolo XV.
Una visita al tempietto da poco restaurato può rappresentare una autentica sorpresa anche per molti rodigini.
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Come citare questo articolo
Settimio Rigolin. “La Chiesa del Cristo”. Ventaglio Novanta, n. 25, 2002. https://ventaglionovanta.it/archivio/la-chiesa-del-cristo/