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AMBIENTE - TURISMO - CULTURA

La chiesa di S. Marco a Buso

Dall’I.T.G. “Bernini” un progetto di recupero dello storico immobile

di Ventaglio Novanta

Ventaglio Novanta n. 30 2005 pp. 38–41

Seguendo la strada arginale che costeggiava l’Adigetto, già importante via di comunicazione in epoca medioevale per i traffici commerciali destinati all’entroterra veneto o verso il mare, a pochi chilometri da Rovigo, in aperta campagna si potevano un tempo incontrare agglomerati di case situate nelle zone alte del territorio, i cui abitanti erano prevalentemente contadini alle dipendenze di qualche borghese benestante, di qualche nobile o lavoranti nei possedimenti della Chiesa.

Tra questi agglomerati certamente figurava la località di Buso situata a 4 chilometri dal capoluogo. La comunità doveva godere di una sua autonomia dalla città murata e quindi avere una Chiesa propria ed una propria parrocchia. Si parla del XIV secolo per risalire alle origini della Chiesa che per il periodo, considerando che tutto il Polesine aveva 25.000 abitanti, doveva essere considerata un’opera importante.

Tuttora posizionata a chiusura di una piazzetta, che in periodo di dominazione veneziana (XVI secolo) doveva ricordare un campiello, la chiesa, a pianta centrale, ha forma ottagonale: lato di circa 8 metri ed altezza interna di circa 11 metri.

La tipologia è indicativa di una influenza culturale bizantina sul nostro territorio.

Staccato dalla chiesa si eleva un bel campanile alto circa 25 m e visibile dalla campagna circostante.

Antistante alla chiesa è presente un sagrato in pietra di dimensioni 11×16 metri.

La chiesa di Buso si presenta oggi come un pregevole monumento del passato da salvare: ha una struttura semplice, è in muratura irrobustita, per dare rinforzo alle murature, da lesene posizionate negli spigoli, disposte su due livelli, separati da un marcapiano, e decorate con capitelli. Il tempio, da decenni in stato di totale abbandono, al suo interno presenta una buona luminosità derivante dai finestroni posti, oltre il marcapiano, sui lati dell’ottagono. Di non grande valore ma comunque appartenenti ad una antica tradizione pittorica locale, invece sono i disegni affrescati ancora presenti ed in avanzato stato di degrado sulle pareti e sul soffitto. Il pavimento è in quadroni di pietra bianca con una venatura rosata disposti in diagonale.

Dall’interno oggi si possono osservare le nicchie che contenevano 3 altari minori; quella destinata al fonte battesimale riprende la forma ottagonale mentre un arco trionfale delimitava la parte destinata ai fedeli da un abside costruito probabilmente in un periodo successivo.

E’ certo che nella chiesa è stato fatto un intervento nel XVIII secolo che ha modificato la facciata e probabilmente introdotto l’abside. Del periodo rimane il baldacchino in legno messo in opera per l’organo sulla facciata opposta all’altare principale.

Lo stato di conservazione interno addolora. Sconsacrata negli anni ’60, dopo essere stata per secoli luogo di culto, è stata sostituita da una nuova chiesa costruita nella stessa piazzetta, ed abbandonata. Svuotata delle tele, dei banchi, dei confessionali, degli altari e di tutte le cose ritenute preziose o utili, la chiesa è andata incontro ad un rapido declino.

Oggi si presenta con il tetto sfondato, il cedimento delle capriate ha portato a spinte sulle murature che evidenziano, con grandi crepe, segni di sofferenza; i vetri rotti e le nebbie hanno alterato i colori dei disegni interni, la statica è problematica e la chiesa è inagibile.

Internamente oggi, in un disordine impressionante, è presente un ponteggio per sostenere quello che rimane del tetto prima di un possibile crollo improvviso e definitivo. Esternamente l’edera si è abbarbicata alle mura ed ha cominciato la sua lenta ma progressiva opera di demolizione. Gli intonaci esterni ed interni si stanno staccando, i coppi scivolano con pericolo dei passanti per cui, al momento la vecchia chiesa è circondata da una recinzione in rete metallica di protezione.

Non ci sentiamo di giudicare le scelte effettuate, ma questo è tutto ciò che rimane di un edificio che ha accompagnato con battesimi, cresime, comunioni, matrimoni, funerali la comunità di Buso per secoli… Ora, dei Natali, delle Pasque, delle processioni, delle feste per il santo patrono non rimane più nulla se non gli antichi mattoni con il loro fascino di sempre a testimoniare di un ben diverso passato….

Questo è lo stato di fatto della vecchia chiesa di S. Marco Evangelista di Buso analizzato e studiato dagli allievi dell’Istituto tecnico per geometri “A. Bernini” di Rovigo, coordinati dall’ing. Gandolfi, che, con un progetto di recupero e ristrutturazione, si sono aggiudicati il secondo posto regionale nel concorso di Cultura ed Identità Veneta.

“Il lavoro, iniziato nell’ottobre 2003 con la fase di rilievo, è proseguito fino a gennaio 2004 con la restituzione grafica. Da Febbraio ad Aprile è stata sviluppata la proposta progettuale. Fattiva è stata la collaborazione e disponibilità del parroco don Maurizio che ha consentito di effettuare diversi sopralluoghi e ha fornito preziose informazioni.

Nella progettazione gli studenti, guidati dal proprio insegnante, hanno voluto mantenere la vocazione originaria dell’edificio sacro, cioè l’idea dell’accoglienza delle persone. Per questo la proposta di destinazione d’uso è stata quella di sala multifunzionale attrezzata per spettacoli teatrali, auditorium, conferenze, convegni sperando che diventi un luogo di socializzazione in grado di ospitare circa 150 persone.

Nel progetto di ampliamento, tenuto a circa 3 metri dalla vecchia costruzione, sono stati collocati biglietteria, servizi, magazzini, camerini e centrale termica.

Prestigioso il riconoscimento regionale, che ha creato un grande entusiasmo negli allievi protagonisti: Santo Bruno, Andrea Graziano, Manuel Gazzabin, Irene Dolce, Alessio Toffanin, Massimo Garbellini, Dario Belluco, Andrea Vegro, Gasparella Matteo. Ovviamente soddisfatto il Dirigente scolastico prof. Enzo Ortolan che così si è espresso: “Il successo ottenuto ripaga gli sforzi dell’ Istituto per Geometri per fornire un servizio di qualità ai suoi iscritti. Posso aggiungere con orgoglio che abbiamo partecipato ad altri concorsi con i nostri allievi e con le nostre classi aggiudicandoci il primo posto al concorso indetto dall’Associazione Piccole Industrie con il progetto d’impresa del nostro Laboratorio Tecnologico ed il primo posto al premio al Concorso interprovinciale “Progettando i luoghi della nostra provincia…” indetto dalla Fondazione della Cassa di Risparmio a dimostrazione della vitalità e della capacità propositiva della nostra scuola”.

Complimenti dunque all’Istituto per geometri “A. Bernini” di Rovigo, non solo per aver degnamente rappresentato, nelle varie sedi, la scuola polesana, ma anche per l’interesse ininterrotto manifestato per il recupero e la riqualificazione di importanti strutture architettoniche del nostro Polesine.

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Come citare questo articolo

Ventaglio Novanta. “La chiesa di S. Marco a Buso”. Ventaglio Novanta, n. 30, 2005. https://ventaglionovanta.it/archivio/la-chiesa-di-s-marco-a-buso/

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