Tra le aziende venete che hanno fatto registrare un costante trend di crescita, un posto veramente di rilievo va attribuito alla Cooperativa Ortofrutticola dell’Adige di Lusia. Nata nel 1971 come cooperativa di produttori di verdure, per gestire in modo associativo uno stand di vendita presso la Centrale Ortofrutticola di Lusia, la Coop. dell’Adige ha successivamente imboccato nuove vie, complementari rispetto a quella della vendita immediata dei prodotti, interessandosi della lavorazione e del confezionamento delle verdure. Nel contempo ha proceduto ad un progressivo ampliamento della base sociale, accrescendo costantemente la penetrazione nel mercato italiano dei propri prodotti, per i quali è stato ideato uno specifico marchio, che rappresenta della invitante verdura circondata dallo slogan: "il profumo della freschezza".
La cooperativa dell’Adige è così giunta a commercializzare ben 300.000 quintali di verdura all’anno, di cui il 40% direttamente nello stand di vendita del mercato all’ingrosso di Lusia e il 60% dopo un accurato processo di lavorazione che termina nel confezionamento in pezzature prestabilite, secondo le richieste dei supermercati. Un’attività questa divenuta negli ultimi anni sempre più importante, con l’adozione di sistemi di lavoro ad alta tecnologia, che garantiscono l’assoluta igienicità del prodotto pronto per il consumo.
Attualmente sono ben undici le linee di lavorazione attivate in due stabilimenti, il primo dei quali sorge a Lusia, mentre il secondo è stato recentemente acquisito nel comune di Villanova del Ghebbo. La Cooperativa possiede inoltre una terza struttura ubicata a Gavello, ancora priva dei processi di lavorazione, e pertanto attualmente utilizzata per lo stoccaggio della patata e della cipolla.
L’intelligente azione, perseguita con costante lungimiranza, ha calamitato verso Lusia anche altre associazioni di tipo ortofrutticolo, per cui attualmente si trovano associate alla Coop. dell’Adige altre sette cooperative venete, e non mancano soci nell’Italia meridionale, quest’ultimi utilissimi per poter assicurare agli acquirenti (catene di supermercati) la fornitura di ortaggi per tutto l’arco dell’anno.
Dopo tre anni di relativa stasi, il ’91, ormai in fase di conclusione, si profila di notevole interesse, con il quasi certo raggiungimento dell’obiettivo prefissato di far lievitare il fatturato del 25%, con un passaggio dai 24 ai 30 miliardi. Un’attività dunque veramente consistente, in grado di garantire lavoro, oltre agli 800 produttori, a 150 dipendenti che trovano occupazione nei reparti di lavorazione e negli uffici della cooperativa.
Ma quali sono i problemi principali e le prospettive di questa importante struttura consortile?
“Oltre ai problemi connessi con le condizioni climatiche, che possono creare improvvise carenze di prodotto, – ci dice il direttore Vanni Capucci – il nostro impegno è quello di seguire sempre meglio le esigenze non uniformi della domanda. L’obiettivo è quello di divenire un’azienda veramente rappresentativa nel contesto italiano dell’ortofrutta. Per far ciò dovremo essere innanzitutto in grado di poter fornire tutta la varietà ortofrutticola annuale e divenire più incisivi sul mercato. Dobbiamo puntare molto sulla nostra capacità organizzativa e di aggiornamento, nella consapevolezza di una costante evoluzione delle richieste dei consumatori e quindi della domanda dei gruppi di acquisto di cui siamo fornitori”.
Se è vero che già attualmente la Cooperativa Ortofrutticola dell’Adige di Lusia rappresenta una struttura associativa di fondamentale rilievo nel tessuto socio-economico polesano, è altrettanto evidente che i nuovi obiettivi fanno presagire un ulteriore sviluppo di questa iniziativa consortile, la quale si fonda sul bene di primaria importanza che è la sapiente coltura della terra.
L’imperativo categorico è allora quello di crescere: crescere per contare di più e fare meglio, con tutta l’attenzione possibile rivolta alla bontà dei prodotti, di cui vanno sempre più preservate ed esaltate le qualità organolettiche.
“La qualità intrinseca del prodotto – ci informa il responsabile tecnico della coop. Massimo Pezzuolo – è il requisito principale che noi dobbiamo curare: dalla semina, agli interventi di lotta contro i parassiti, fino alla raccolta degli ortaggi, i nostri produttori sono sempre seguiti dai tecnici della cooperativa. Proprio nell’intervento contro i parassiti abbiamo fatto passi davvero consistenti, coadiuvati anche da progetti regionali di lotta guidata che riducono al minimo l’impiego di sostanze chimiche. In questo settore, importanti sono certamente gli interventi di lotta biologica, con l’utilizzo di insetti predatori che importiamo dall’Olanda. Puntuali sono inoltre gli specifici controlli che i nostri tecnici fanno sui campi, l’ultimo dei quali viene attuato tre giorni prima della raccolta. Facciamo insomma tutto il possibile per garantire prodotti sani e genuini”.
A Lusia si lavora dunque con una continua attenzione verso l’ultimo destinatario della produzione, il consumatore, che a tavola deve dare il suo giudizio finale su una complessa operazione imprenditoriale che, a buon diritto, è stata definita con l’appropriato slogan: il profumo della freschezza.
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Come citare questo articolo
Lino Segantin. “La cooperativa dell’Adige”. Ventaglio Novanta, n. 4, 1991. https://ventaglionovanta.it/archivio/la-cooperativa-delladige/