Ha senso parlare, oggi, di poesia, in questo mondo così materialista e pratico che poco spazio lascia allo spirito?
Ha senso ascoltare per un attimo i sussulti del cuore, dell’anima in un mondo che adora il movimento, il caos, la velocità?
Ci si chiede se attualmente le persone hanno voglia o sentono la necessità di trascorrere il tempo ad ascoltare parole di alcuni “fortunati” che sciolgono, talvolta, le tempeste e le preoccupazioni quotidiane in versi dolci e sconfinati.
Dall’antichità ad oggi, l’umanità si è servita della poesia per trattare dell’amore, della pace, del dolore, della gioia, sentimenti sempre attuali ancor oggi alle soglie del 2° Millennio.
Forse non è cambiato molto dalla notte dei tempi ad oggi; l’uomo, nonostante le tecnologie più avanzate, rimane spesso un essere solo di fronte ai suoi grandi problemi.
Ed è allora che la poesia parla al suo dolore, alle sue aspettative, alle sue angosce e lenisce le sue ferite. Questa la sua funzione. E in questa prospettiva, si è svolta a Rovigo la seconda giornata di poesia nella sala della Gran Guardia, sabato 2 marzo alle 17.30 organizzata dal gruppo “Autori Polesani” in collaborazione con la “Dante Alighieri”.
Tema di questo incontro, (il secondo di quattro pomeriggi dedicati alla poesia), è stato “La Donna nella Poesia” in concomitanza anche con l’8 marzo. La Presidente dell’Associazione “Autori Polesani”, signora Aurora Gardin Grompi, ha aperto l’incontro mettendo in evidenza l’importanza della poesia e il ruolo della donna nella letteratura, rispetto ai tempi trascorsi. Ha illustrato, in seguito, lo svolgimento del pomeriggio poetico.
La parola è passata, poi, alla scrittrice Francesca Magon, collaboratrice della Rivista “Ventaglio novanta” che in sostituzione del direttore Lino Segantin, ha presentato la Rivista, le sue finalità, gli argomenti trattati e… le donne che scrivono poesie in tali pagine: oltre alla presidente stessa, anche Angioletta Masiero, Isora Furini, Grazia Giordani, Liliana Boschetti e Roberta Fava.
Di seguito, due giovani attori Antonia Bertagnan e Nicola Poli del teatro lemming di Rovigo hanno letto con entusiasmo, con passione e con grande abilità liriche di poetesse e di poeti italiani, europei ed americani incentrate su la donna e le sue problematiche.
Sono state presentate poesie della scrittrice russa Marina Cvetaeva, tra le più originali del Novecento russo, "il cui verso tende a raggiungere una grande tensione emotiva con un ritmo convulso e compresso"; di Sylvia Plath, poetessa statunitense che cerca di "controllare e manipolare le più terribili esperienze come la follia e la tortura con mente lucida; di Sibilla Aleramo (pseudonimo di Rina Faccio) poetessa italiana sensibile ai problemi sociali; di Dacia Maraini con il componimento "Una e due" e di Anne Sexton con "Magia Nera".
Tra gli autori maschili: Bertolt Brecth con "La leggenda della Prostituta Evelyn Roe"; Pier Paolo Pasolini con "Supplica a Mia Madre". Infine dall"'Amleto" di William Shakespeare è stato letto il monologo della regina sulla morte di Ofelia, tradotto in italiano da Eugenio Montale.
Dopo l'impegno dei due bravi attori, è intervenuto Anillo Bellonzi, del Gruppo "Autori Polesani", il quale ha presentato la poetessa
Gabriella Segato che ha letto alcune poesie in dialetto polesano.
Il Bellonzi si è domandato se la poesia dialettale è destinata a scomparire con il tempo, dato che negli attuali concorsi in dialetto sono pochi i giovani dai trent'anni in giù che vi partecipano.
Ha distinto la parlata dell'alto Polesine che risente del dialetto ferrarese, da quella del basso Polesine, influenzata dal parlare veneziano. Il medio Polesine tra Adria e Papozze risente invece di quello padovano; infine i paesi di Bergantino, Melara, di quello mantovano.
Gabriella Segato ha letto "La Sconfitta", "La Befana", "Giro dell'Oca", "La Dieta" in dialetto polesano con grande capacità espressiva e recitativa.
Il terzo momento di quest'incontro ha visto protagoniste le donne collaboratrici del "Ventaglio": Isora Furini, Roberta Fava e Liliana Boschetti che hanno letto alcuni loro componimenti, nei cui versi sono state trattate alcune tematiche femminili.
Infine, come atto conclusivo, i presenti sono stati invitati a presentare le loro opere. Si sono potuti ascoltare versi da vari scrittori e scrittrici, la più giovane delle quali aveva 14 anni.
I temi toccati sono stati diversi e tutto ciò ci dimostra quanto ancora sia viva la poesia nella nostra vita quotidiana e quanto spazio essa occupi in tutti noi.
È un esperimento che si auspica continui nel tempo nei prossimi anni perché in questi incontri è data la possibilità di confrontarsi e di ascoltare tutti coloro che amano scrivere in versi i propri pensieri e i propri stati d'animo da narrare ad un pubblico amico.
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Roberta Fava. “La donna nella poesia”. Ventaglio Novanta, n. 13, 1996. https://ventaglionovanta.it/archivio/la-donna-nella-poesia/