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AMBIENTE - TURISMO - CULTURA

La Madonnina del Platano

A Boccasette, da tempi immemorabili, la sacra immagine suscita la devozione popolare

di Yacopo Tugnolo

Ventaglio Novanta n. 33 2006 pp. 44–45

“I dise che 'na volta, vèci e zuvni chi ’ndéa pr’i paisi a véndre marcansìe, d’istà in t’l’ora del mesgiorno, i s’ butéva sóta ‘l platano per farse un sunìn. Un dop’ mèsdì Scanciurlìn, un ch’el vndéva ’mdaie e altra roba co’ la Madona in suasa, el séa butà sóta l’àlboro per farse un passacuore, quan’ ch’un fiolato el gà ciavà la só castina. Quan’ ch’el s’ha sveià e ch’el s’ha incòrto, el s’ha inrabià tanto c’l’ha tirà zò Santi e Madone. E subito el s’ha messo in sérca par védre chi è c’l’è sta’ e l’ha girà pr’el paese tuto el dopo mesdì, povr’òmo, fìn che verso sira l’ha catà la só roba par grassia dla Madona”1.

La Madonna, si sa, è comprensiva ed interviene con le sue grazie anche se qualche volta il fedele non è stato molto rispettoso nei suoi confronti, come tal Scanciurlino che l’aveva imprecata (l’ha tirà zò Santi e Madone), in seguito al furto subìto. Scanciurlino vagò per tutto il pomeriggio alla ricerca della sua cassettina con medagliette ed altri oggetti di stampo religioso, e forse questo disperato girovagare rappresentò, agli occhi della Madonna, una sufficiente punizione per le imprecazioni blasfeme. Fu così che, perdonato l’iracondo venditore di immagini religiose, la Madonna gli accordò la grazia di ritrovare la cassettina trafugata.

La storiella si narra a Boccasette, borgata che sorge sulla riva destra del Po di Maistra, derivando il suo nome proprio a questa settima bocca (foce) del grande fiume.

A memoria d’uomo, sin dagli inizi del Novecento, una Madonnina di Lourdes, biancovestita, è sempre stata nella cavità di un platano centenario sulla strada principale di Boccasette. Chi l’abbia messa, nessuno lo sa, di certo tutti affermano che da sempre è stata lì.

L’immagine per anni è stata considerata il simbolo del paese: un luogo in cui pregare, l’unico punto illuminato, di notte, grazie ad un lumino a petrolio, dal momento che non vi era illuminazione elettrica. Nessuno passa di lì senza farsi il segno della croce, e gli uomini, fino a pochi anni fa si toglievano il cappello in segno di rispetto.

Molte storie narrano dei miracoli compiuti. Ad esempio, si racconta che Giovanni Veronese, in attesa del veterinario, aveva legato al platano Fortuna, la sua mucca, che aveva ingoiato un colletto di barbabietola e rischiava il soffocamento. Lo sguardo smarrito dell’uomo si posò ad un certo punto sulla Madonnina e dopo alcuni minuti la mucca deglutì il colletto che la strozzava. E così, grazie alla sopravvivenza di Fortuna e al suo latte abbondante, i molti bambini di Boccasette furono salvi.

Nel periodo della guerra, la miseria e l’indigenza stringevano con una cinghia troppo dura il paese che trovò nella Madonna del platano la forza per sopportare la mancanza di tutto. La Madonna divenne la meta della richieste di grazie: la madre pregava per il figlio al fronte, la moglie per il marito e la ragazza per il fidanzato; i contadini si rivolgevano a lei quando la siccità minacciava il raccolto o per scongiurare la grandine, per esorcizzare il timore della piena; le donne, se il russìn minacciava il maiale o ‘l scalsinaro le galline. La devozione si fece sempre più profonda e sentita tanto che i passanti si inginocchiavano o levavano il cappello passando per la strada.

Con il trascorrere del tempo, il platano aveva iniziato ad accusare i sintomi della vecchiaia e non dava più garanzie per il simulacro posto proprio nella sua cavità. Quindi, a metà degli anni ‘80 del secolo scorso, la Madonna venne rimossa dal suo luogo originario e collocata entro una nicchia di alluminio su di un pilastro davanti al platano.

La devozione verso la Madonnina è sicuramente di derivazione popolare: si tratta di culti arborei, di sacralizzazioni di alberi che hanno un’origine pre-cristiana. Con il graduale affermarsi del cristianesimo nelle campagne, figure di santi e la Madonna, in particolare, si sostituirono gradualmente alle divinità pagane. E in Polesine non sono infrequenti immagini della Madonna posizionate in edicole fissate agli alberi o in cavità arboree.

Una delle più antiche è certamente quella di Boccasette, presso la quale oggi, oltre agli abitanti del paese, sostano anche vari turisti che, con sempre maggior frequenza, raggiungono la località nel comune di Porto Tolle, interessati a scoprire la suggestione degli aspetti più caratteristici del Delta padano.

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Come citare questo articolo

Yacopo Tugnolo. “La Madonnina del Platano”. Ventaglio Novanta, n. 33, 2006. https://ventaglionovanta.it/archivio/la-madonnina-del-platano/

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