Il Circolo Polesano Amici dell’Arte, mentre è impegnato nelle attività del 2024, ha tracciato il consuntivo del 2023, ricordando tra le altre iniziative l’interessante esposizione che ha avuto luogo nei locali della Pescheria Nuova di Rovigo dal 23 al 28 ottobre 2023, nell’ambito dell’Ottobre Rodigino, con il patrocinio dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Rovigo.
La stimolante rassegna d’arte allestita in Pescheria si è posta l’ambizioso obiettivo di documentare la creatività degli artisti polesani nel campo delle tecniche dell’incisione e della grafica d’arte, dagli inizi del Novecento sino ai nostri giorni. Per arte grafica intendiamo una forma d’arte visiva che coinvolge la creazione di immagini su superfici piatte, attraverso tecniche di stampa. Queste immagini, possono essere prodotte in serie rendendo l’opera più accessibile rispetto ad altre forme d’arte come la pittura o la scultura.
L’esposizione si è posta come un viaggio ideale lungo i percorsi della stampa d’arte, che vanno dall’incisione su rame, alla litografia, serigrafia, xilografia, linoleografia; opere che hanno permesso di apprezzare le caratteristiche delle diverse tecniche, i linguaggi peculiari e l’utilizzo che gli artisti ne hanno fatto, sia nelle forme tradizionali che sperimentali.
Sigolo e Tchaprassian hanno inteso far conoscere il Polesine come una terra che vanta figure di assoluto rilievo nel campo della grafica, basti pensare ai vari artisti presenti in mostra:
• Angelo Prudenziato (1907-1980), artista poliedrico e di indole sperimentale, fu allievo di Bruno Saetti, Virgilio Guidi e Giorgio Morandi. Fu incisore di qualità, sono rimaste celebri le sue “Cortecce” realizzate con la tecnica del “frottage”.
• Aldo Bianchini (1896-1985), iniziò l’attività artistica sotto la guida di Angelo Prudenziato, specializzandosi nella tecnica dell’acquaforte, nella quale dimostrò grande talento ed invenzione, ha allestito varie personali e partecipato a premi e collettive.
• Ilario Bellinazzi (1940-2013), diplomato all’Accademia Belle Arti di Venezia, allievo di Mario Guadagnino e Francesco Magnolato per l’incisione. Nel 1967 ha iniziato l’attività incisoria, prediligendo l’acquaforte e l’acquatinta. È stato paesaggista e vedutista con uno stile impressionista.
• Marisa Occari (1926-2014), allieva di Giorgio Morandi e Giovanni Romagnoli, si distingue per il virtuosismo e il minuzioso chiaroscuro, evidente nelle acqueforti. Celebre la serie di disegni dal vivo delle terre polesane alluvionate nel 1951, presentati alla mostra sulla “Ricostruzione” nel 1952.
• Gino Pinelli (1882-1949), artista completo, studiò all’Accademia di Venezia e si perfezionò nell’incisione. Si dedicò alla pittura e alle tecniche litografiche e xilografiche nei temi del paesaggio, della natura morta e nelle scene di guerra, esprimendosi con grande invenzione e carica espressiva.
• I fratelli Fioravanti: Ervardo (1912-1996) e Estevan (1919-1981). Il primo dopo gli studi alla scuola d’arte di Castelmassa si perfezionò nella litografia e xilografia. Artista versatile, seppe rappresentare con grande sensibilità la popolazione rurale polesana. Il fratello minore Estevan, specializzato nelle tecniche incisorie fu pittore, illustratore e abile nelle tecniche dell’acquaforte, xilografia e linoleografia, con uno stile vibrante e ardente.
• Ermes Simili (1923-2014), artista di Castelmassa e docente dell’Istituto d’Arte della cittadina stessa per ben quarant’anni. Si è dedicato alla pittura, all’incisione e alla scultura e nelle arti grafiche ha raggiunto prestigiosi consensi. L’urgenza creativa e un’attività febbrile lo hanno portato a sperimentare tecniche, supporti e materiali diversi. Stilisticamente la sua ricerca si inserisce nella cultura realista ed espressionista post bellica si matrice cattolica.
• Gabbris Ferrari, Paolo Gioli e Gian Paolo Berto, per restare alle personalità più note, hanno saputo esprimersi con grande incisività nella grafica raggiungendo uno stile astratto. Gabbris Ferrari (1937-2015), ha intrapreso un’intensa attività pittorica, distinguendosi nel genere astratto e in varie opere riconducibili a scenografie teatrali, affiancate ad un forte interesse per le tecniche della grafica.
• Paolo Gioli (1942-2022), introdotto all’arte dallo scultore Virgilio Milani, si formò alla Scuola Libera di Nudo di Venezia. Dedito alla pittura, dopo un viaggio negli Stati Uniti intraprese una originale ricerca nel campo della fotografia e dell’immagine in movimento, che lo portò a raggiungere la fama internazionale. È stato ricordato anche per le sue ricerche nel campo dell’incisione litografica e serigrafica.
• Gian Paolo Berto (1940-2022), eclettico artista di origini adriese, nella sua produzione si vedono opere di incisione accanto a pitture classiche di paesaggio ad olio su tavola o su tela, esplosione di acrilici, libertà del segno plastico netto che opera sia con i colori primari che con trasparenze cerulee, con tecniche e materiali tradizionali e altri nuovissime, con simboli e storie antiche e moderne che consentono all’autore di toccare ogni corda dell’animo umano e di arrivare ad ognuno.
• Nel segno della continuità, ritroviamo opere di artisti viventi quali Claudio Scaranari (1955), interessato all’incisione che ha sperimentato con varie tecniche, nel suo repertorio iconografico ricorrono elementi che richiamano l’ambiente rurale e fluviale della terra d’origine, elaborati con originali soluzioni formali.
• Grande interesse hanno suscitato le opere esposte del celebre artista Osvaldo Forno (1939), già presente in numerose rassegne d’arte italiane, noto pure per aver partecipato Biennale di Venezia nel 1956. Dal punto di vista stilistico ha studiato l’evolversi della ricerca del Novecento fin dalle Avanguardie storiche cogliendone gli spunti necessari per elaborare un proprio linguaggio. Infine Jessica Ferro (1992), docente di tecniche dell’incisione e delle arti visive, ha concentrato la sua ricerca sulla natura e combina antiche tecniche incisorie con tecniche miste, utilizzando diversi supporti.
I temi dell’esposizione rodigina sono per lo più legati agli ambienti della civiltà fluviale e agreste polesana, interpretati secondo approcci originali, intimi o minuti, che invitano lo spettatore a soffermarsi alla scoperta di aspetti nascosti del paesaggio o avventurarsi nelle profondità dell’animo umano. Oltre a soggetti tipicamente legati al territorio, questi artisti hanno esplorato nuove espressioni visive e nuovi campi di ricerca come l’astrazione e l’informale con risultati di grande efficacia.
Sigolo e Tchaprassian hanno voluto sottolineare che in un tempo nel quale l’immagine è divenuta pervasiva, in cui l’individuo racconta in modo compulsivo la propria quotidianità attraverso gli smartphone e i social network, la serialità a tiratura limitata della grafica d’arte ci appare come qualcosa di prezioso, nel quale la tradizione spesso si associa a linguaggi di sorprendente modernità.
I curatori hanno ottenuto l’appoggio e la collaborazione di vari enti e privati cittadini, che hanno acconsentito al prestito delle opere di loro proprietà. Tra i prestatori si segnalano la Fondazione Banca Del Monte di Rovigo, la Provincia di Rovigo, l’ing. Luciano Zerbinati della collezione di Villa Morosini di Polesella, l’antiquario Silvia Fiocchi di Cose d’altri tempi, gli eredi degli artisti Ilario Bellinazzi, Marisa Occari, Nano Luppi, Ermes Simili, Everardo Fioravanti e molti privati cittadini.
Per quanto sopra esposto. Il Circolo Polesano degli Amici dell’Arte, con la Presidente Federica Panziera, gli studiosi Sigolo e Tchaprassian hanno ritenuto di esplorare la possibilità (e sottoporre all’attenzione di potenziali portatori di interesse) di realizzare un catalogo che documenti la mostra, in attesa del completamento finale del progetto espositivo.
I visitatori hanno potuto idealmente ripercorrere attraverso 80 opere di 26 personalità di spicco, la storia dell’arte del nostro territorio, con uno sguardo del tutto inedito sulle tecniche della grafica.
Elenco di tutti gli artisti in mostra: Ilario Bellinazzi, Tiziano Bellinello, Gian Paolo Berto, Aldo Bianchini, Loredana Breseghello, Gabbris Ferrari, Jessica Ferro, Ervardo e Estevan Fioravanti, Osvaldo Raffaele Forno, Antonio Ghezzo, Paolo Gioli, Spartaco Greggio, Bruno Luppi detto Nano Luppi, Tarcisio Marchiori, Antonio Mastropietro, Giorgio Mazzon, Marisa Occari, Frida Osti, Luigi Paparella, Egidio Pecorari, Gino Pinelli, Angelo Prudenziato, Claudio Scaranari, Ermes Simili, Umberto Simili, Eugenio Tomiolo, Giorgio Wenter Marini.¹
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Come citare questo articolo
Federica Panziera. “L’arte grafica polesana del Novecento”. Ventaglio Novanta, n. 65, 2024. https://ventaglionovanta.it/archivio/larte-grafica-polesana-del-novecento/