La condanna o la missione dell'uomo, secondo il filosofo tedesco Amedeo Fichte, è quella di trasformare incessantemente l'esistente. Un'azione che nel nostro secolo appare quanto mai spasmodica, con risultati spesso tutt'altro che positivi per l'ambiente, al quale troppo frequentemente vengono inferte gravi ferite. Solo chi indirizza la propria vita verso una dimensione estetica o culturale può contribuire a migliorare l'esistente innalzando il livello qualitativo del vivere quotidiano.
Questo è l'obiettivo perseguito con convinzione da Wanda Guerrato, interessata assieme alla sorella Cinzia, al recupero di vecchi e dismessi oggetti di arredo, per rivitalizzarli con interventi di restauro e di decorazione. E ciò al fine di ridare nuova dignità a realizzazioni del passato, depauerate dall'usura del tempo, nell'intento di riproporle come significativi pezzi di arredo.
Dopo il restauro, il recupero si completa con uno studiato intervento cromatico di tipo decorativo, spesso ispirato alla raffinatezza floreale del liberty. Un'azione ampia, che suscita interesse non solo sotto il profilo estetico, ma anche nell'ambito degli affetti, in quanto vengono così recuperati oggetti della tradizione, destinati in caso contrario ad essere eliminati.
Si tratta pertanto di un'operazione polivalente, emotiva ed estetica ad un tempo, ma anche – è giusto sottolinearlo – ecologica, che si contrappone all'imperante ed autodistruttiva logica dell"'usa e getta". In questa nostra civiltà massificata e senz'anima, trovare chi è in grado di salvare l'esistente per riproporlo arricchito di significato mediante un intelligente intervento estetico, è quanto mai apprezzabile e degno di lode.
Tutto ciò è vissuto da Wanda Guerrato quasi come una vocazione, uno sprone a valorizzare artisticamente l'ambiente, rivelando uno spiccato senso dell'armonia, sostenuto da idonee cognizioni tecniche, acquisite in anni di affinamento e la frequenza di periodici corsi di approfondimento.
Un obiettivo che si rifà storicamente al movimento dell' "Art nouveau", e più specificamente al suo antecedente, l' "Arts and Crafts moviment" di William Morris, artista, scrittore e designer inglese del secolo scorso, che, reagendo contro la spersonalizzazione del prodotto industriale, proponeva il recupero della tradizione, con realizzazioni originali di tipo artigianale, ricche di significati estetici. Con questo programma di azione Wanda Guerrato guarda al decorativismo della scuola viennese di Gustav Klimt, attuando interventi cromatici ispirati alla dolcezza espressiva, onde aggiungere nuove potenzialità artistiche ai pezzi dell'arredamento.
Si tratta in definitiva di proposte che stanno in bilico tra l’arte e l’artigianato, concepite per una più gradevole e significativa dimensione del nostro esistere; un recupero della libertà espressiva, ispirato alla concretezza, al fine di migliorare l’ambiente di vita, arricchendolo di connotazioni estetiche, in modo tale che il mondo esterno sia, per quanto possibile, specchio dell’anima.
Wanda Guerrato opera con la sorella Cinzia a Rovigo in Via Ciro Menotti, Tel. 0425/28817.
Utilizzo dei contenuti
Le informazioni contenute in questo articolo possono essere utilizzate come fonte per realizzare documenti, articoli, studi, ricerche e altri elaborati, anche mediante strumenti di intelligenza artificiale, a condizione che siano citati Ventaglio Novanta, l’autore, il titolo dell’articolo, il numero e l’anno della rivista e il collegamento alla scheda dell’articolo nell’Archivio Ventaglio.
La riproduzione integrale resta soggetta alla normativa sul diritto d’autore.
Come citare questo articolo
Lino Segantin. “Le decorazioni di Wanda Guerrato”. Ventaglio Novanta, n. 13, 1996. https://ventaglionovanta.it/archivio/le-decorazioni-di-wanda-guerrato/