Ci sono artisti che amano il silenzio, la pausa, la risonanza interiore. I contatti con l’ambiente, nei richiami quotidiani, non sono esclusi, ma diventano materia di lenta meditazione.
Sono i temperamenti che sentono la necessità di filtrare ogni sensazione, ogni emotivo stato d’animo, perchè tendono a percepire i rapporti meno apparenti con un continuo intervento della mente.
Paolo Mercuri è uno di questi artisti.
La purezza inventiva di composizioni astratte con inserimenti materici, risponde alle esigenze più vive della sua voce. Fondamentale, nella sua arte, è l’accostamento di forma e materia; Paolo utilizza di frequente inserti di legno, silicone ed altri materiali che contribuiscono a forgiare l’impronta della sua ricca personalità.
Nelle sue opere il colore, usato in maniera corposa con la spatola, quasi fosse materia, diventa espressione, linguaggio, messaggio. E’ il segno della piena maturità raggiunta dall’artista, è la rappresentazione sensitiva non più di ciò che egli vede, ma di ciò che prova vedendo.
La personalità di questo pittore s’impone, con originale chiarezza, in una serie di dipinti che possono farci “sentire” una voce segreta. “Salita verso la luce” è decisamente uno di questi. Appartiene a quello che l’artista definisce “filone ascensionale” ed è realizzato in tre parti. In quest’opera emerge l’insensa ricerca spirituale di Paolo. I gradini stanno a significare le continue difficoltà che la vita ci pone dinnanzi. Le prove quotidiane, i problemi, le inquietudini, le domande irrisolte conducono ognuno di noi ad affrontare una ripida, costante salita. Ma, alla fine, è la luce che ci viene incontro.
Quella di Paolo Mercuri è pittura concettuale, appassionata e poetica insieme, estremamente suggestiva e di vibrante liricità. Le sue opere toccano il profondo dello spirito per la novità della impostazione che diviene avvenieristica, pur rimanendo attuale.
La ricchezza cromatica è linfa vitale nel panorama pittorico dell’artista, ed è espressione di un’anima che avverte, e ci fa avvertire, profonde, le passioni, le tempeste, le lacerazioni, le inquietudini del vivere. Opere quali “Corrida”, la “Via Ferrata”, “Passioni”, creano un’atmosfera che seduce ed affascina oltre ogni considerazione razionale. Nel linguaggio dei cromatismi, nell’esplosione luminescente dei colori, si ritrova la cadenza pittorica di una narrazione dei sentimenti, degli stati d’animo dell’artista.
Lavora spesso di notte, giacchè proprio nel profondo della notte egli può ritrovare vibrazioni ed immagini dell’interiorità, illuminazioni liriche che lo accompagnano nel lungo viaggio verso il confine dell’essere. Il suo è un modo quanto mai impegnativo e responsabile di porsi nel contesto del mondo contemporaneo poichè non lascia passare occasione senza indurre ad un attento riesame, profondo e serio, della propria storia nei confronti della storia del mondo circostante.
Ricordiamo che Paolo Mercuri, avvocato, è figlio d’arte in quanto il nonno Armando era un celebre compositore e musicista ed il padre, Aldo, fu pittore e scrittore.
Una sua toccante personale, allestita presso l’Atelier del Circolo Culturale Arti Decorative, in piazzetta Annonaria a Rovigo ha ottenuto larghi consensi, permettendo a molti di scoprire lo sconosciuto risvolto artistico dello stimato professionista.
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Come citare questo articolo
Angioletta Masiero. “Le illuminazioni di Paolo Mercuri”. Ventaglio Novanta, n. 33, 2006. https://ventaglionovanta.it/archivio/le-illuminazioni-di-paolo-mercuri/