Tra le più incisive definizioni di cosa sia l’arte, forse la più calzante e suggestiva è quella propostaci dal filosofo Benedetto Croce: "un’aspirazione chiusa nel giro di una rappresentazione". E’ infatti l’estrinsecazione tangibile di un impulso interiore, ricco di sensazioni emotive ed estetiche insieme, che presiede alla realizzazione artistica. La quale, per potersi affermare con i veri connotati dell’opera d’arte, deve però essere supportata da una consistente perizia tecnica, acquisibile soltanto con un lungo tirocinio, fatto di studio, di prove e ripensamenti. Una strada caratterizzata dunque dall’impegno, da un fitto dialogo interiore, grazie a cui l’artista può alfine individuare la via più originale per coniugare la propria genialità con l’espressività, dando forma concreta e fruibile alle proprie intuizioni.
Tutto ciò appare quanto mai evidente osservando le rappresentazioni di Gianna Mazzetto, artista rodigina il cui itinerario di ricerca è approdato ad una originale forma espressiva che l’autrice definisce giustamente col termine di "pitto-scultura".
La base delle sue elaborazioni artistiche è infatti spesso costituita da un quadro tradizionale, su cui però l’artista non si limita a intervenire con i colori, ma procede preventivamente dando vita a forme tridimensionali, ottenute applicando alla tela una sostanza materica, modellata secondo le finalità che presiedono alla rappresentazione stessa. Solo alla fine di questo procedimento assimilabile alla scultura, l’intervento estetico viene completato dal momento pittorico, con la stesura di smalti dai cromatismi suggestivi.
E’ bene chiarire che una tecnica così elaborata non nasce dal desiderio di stupire, ma è perfettamente funzionale all’originale filone tematico seguito da Gianna Mazzetto. E’ in particolare il mondo della mitologia che la affascina; un mondo che l’artista, mediante le sue rappresentazioni materiche e cangianti, sa far rivivere col vigore ed il pathos dei tempi arcani, proponendo visioni che ancora incantano l’uomo moderno. L’indomito coraggio di Ettore, la ieratica bellezza di Elena, l’enigmatica presenza della maga Circe, il mito di Fetonte ed altri episodi dell’epica classica prendono corpo nelle composizioni dell’artista rodigina.
Se Gianna Mazzetto ha trovato nelle pitto-sculture un’originale forma espressiva che ben la caratterizza, spesso non trascura però la via della tradizione, sdoppiando la strada della pittura da quella della scultura.
Nel primo caso prevalgono rappresentazioni ispirate alla dolcezza compositiva, ove gradevoli immagini naturali fanno da sfondo ad amabili presenze femminili proposte in primo piano. Nelle opere di scultura l’artista si serve abbondantemente dell’impasto materico di sua ideazione, opportunamante definito "pietra-piuma", utilizzando spesso come basamento un elemento naturale, quale ad esempio ceppi d’albero levigati dal mare, rinvenuti nelle spiagge del delta.
Molteplici gli spunti alla sua ispirazione: oltre al mondo della mitologia e della natura, Gianna Mazzetto fa spesso riferimento al sogno, con rappresentazioni, ove elementi cosmici e fantastici si fondono in soggetti inediti, caratterizzati da atmosfere magiche che rimandano all’inconscio.
Altre volte infine è predominante la pura ricerca dell’armonia compositiva, che trova espressione in particolari nature morte il cui supporto può essere molto vario, come uno specchio o una cornucopia. In questo ambito le composizioni dell’artista rodigina tendono a interessare il mondo dell’arredo, presentando idee gradevolissime, in grado di dare un tocco particolare agli ambienti di casa.
In definitiva ciò che veramente contraddistingue le opere di Gianna Mazzetto è la fertile fantasia compositiva, che trova sbocco in molteplici realizzazioni – varie per ispirazione e soggetto rappresentato – sempre caratterizzate da uno spiccato senso dell’equilibrio e dalla costante ricerca di coniugare l’armonia delle forme con la suggestione di sapienti giochi cromatici.
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Come citare questo articolo
Lino Segantin. “Le pitto-sculture di Gianna Mazzetto”. Ventaglio Novanta, n. 22, 2001. https://ventaglionovanta.it/archivio/le-pitto-sculture-di-gianna-mazzetto/