Il 14 agosto un nutrito gruppo di amici, riunito all’ostello di Gorino Sullam, scopriva una targa a ricordo di Piergiorgio Cellai, dirigente e animatore di rilievo nella storia del CTG polesano e della cooperativa Turismo & Cultura.
A un anno dalla scomparsa, la notizia resta agghiacciante anche per gli amici, che tuttavia ne stemperano sovente la durezza nella luce viva del ricordo vissuto, citato, scambiato.
Il dr. Cellai era arrivato in Polesine dopo varie esperienze come dirigente industriale nel ramo alimentare: dalla Knorr di Sanguinetto (VR) era passato alla Gazzoni di Bologna, dove aveva aquisito particolari meriti, tanto da essere poi chiamato a reggere la direzione tecnica di un’azienda di grandi dimensioni come la Puccinelli Spa, colosso italo-americano con stabilimento a Rovigo.
La sua vita si sarebbe probabilmente dipanata tra impegno professionale e famiglia, senza particolari rapporti con la città dove risiedeva, se non fosse intervenuto un invito: una serata culturale organizzata dal gruppo CTG “Rovigoti”. L’iniziativa gli fece aprire una finestra inaspettata sulla qualità di un mondo associazionistico e sulle caratteristiche di un ambiente piuttosto singolare come quello polesano.
La successiva partecipazione con tutta la famiglia ad un’esperienza di viaggio-formazione presso la Casa per Ferie dell’Aprica, gestita sempre dal CTG di Rovigo, rinsaldò i rapporti umani e consacrò il definitivo passaggio di Pietro alla militanza.
Il cristianesimo laico e vissuto – più che proclamato – del CTG, applicato alla realtà del tempo libero, l’aveva conquistato.
Da allora la sua presenza nell’associazione e poi nella cooperativa Turismo & Cultura fu costante, profonda, radicata, vorrei dire ineludibile, con particolare richiamo alla coerenza tra il dire e il fare, valore trovato e condiviso nel gruppo.
Mi rendo conto di ripercorrere lo stile di un epitaffio, ma così era e così dico. Il valore della presenza di una persona vera, disinteressata, partecipe, ricca di tensione e di proposte è roccia che ti sostiene, punto di riferimento, famiglia allargata.
Piero aveva adottato il Polesine e ne magnificava le caratteristiche anche contro l’abulia dei polesani.
Aveva studiato a fondo il territorio, i musei, gli ambienti, le persone. E quando parlava alle innumerevoli comitive di turisti, scolari, gruppi, il suo entusiasmo era talmente contagioso da prolungare i contatti oltre la gita. Chi era stato con Piero spesso ritornava, sicuramente ti faceva pubblicità.
Era un modo di presentare il proprio territorio, un modo di accogliere, uno stile turistico-culturale che appariva semplice e immediato, ma che in realtà era frutto di un lavoro complesso e innovativo, di riunioni e confronti, di idee e proposte elaborate in seno al gruppo degli animatori del CTG.
Della ricchezza culturale e umana che lui stesso traeva dalla vita di gruppo Piero era consapevole appieno. Quando la tensione diminuiva, come accade in tutti i gruppi in certi periodi, lui si lamentava, e come grillo parlante, infastidiva le coscienze di noi tutti, ostinatamente. Questa ostinazione da certezza di fondo è forse il dato che ora ci manca. Ricorda bene la sua instancabile voglia di agire e promuovere la terra polesana anche il direttore di questa rivista Lino Segantin, che a Piero dedica l’articolo “In valle”, un’iniziativa alla quale egli si sentiva molto legato.
Voglio infine ricordare su questa rivista, di cui andò sempe fiero come dirigente della cooperativa editrice, il testo con cui gli amici hanno voluto ricordarlo nella targa affissa a quell’ostello da lui fortemente voluto, sostenuto, amato:
“A Piergiorgio Cellai, dirigente e animatore del Centro Turistico Giovanile. Il ricordo di Piero e del suo impegno culturale e sociale possa sviluppare in noi i valori della partecipazione attiva e responsabile, dell’equilibrio e del coraggio nelle decisioni, della tenacia nel perseguimento degli obiettivi, dell’amore per lo studio e la conoscenza della propria terra, dell’amicizia vissuta profondamente, della gioia nello stare assieme”.
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Come citare questo articolo
Giuseppe Marangoni. “Un ricordo di Piero Celiai”. Ventaglio Novanta, n. 22, 2001. https://ventaglionovanta.it/archivio/un-ricordo-di-piero-celiai/