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ARTEOGGI

Le poetiche visioni di Tosare

Rivivono nelle tele dell’artista polesano le scene della civiltà contadina

di Lino Segantin

Ventaglio Novanta n. 4 1991 pp. 88–91

Doriano Tosarelli vive, ed opera artisticamente, in quella specie di enclave del territorio lendinarese che si trova delimitato geograficamente dai comuni di Fratta Polesine e Villanova del Ghebbo.

È forse eccessivo affermare che le caratteristiche del luogo, alquanto atipico per la singolarità dei suoi confini, abbiano influito sulla personalità del pittore; sta di fatto però che nei quadri di Tosarelli prendono vita deliziose scene di borghi isolati e ridenti, ritagliati in una dimensione inconsueta. L’incedere del tempo sembra, per magia, scorrere con un ritmo lento, in plaghe ove sono del tutto assenti ansie e situazioni convulse tanto tipiche dei nostri giorni. E c’è tutta la poesia rustica degli ambienti campestri, che avvincono per l’intrinseca armonia del paesaggio o per le scene di tranquilla vita, tipiche di quella civiltà contadina che ormai vive solo in nostalgici lontani ricordi.

Il mondo agreste, con le caratteristiche attività stagionali, costituisce dunque il substrato culturale ed emotivo a cui attinge Tosarelli, che attua con la sua pittura una trasfigurazione poetica del paesaggio polesano. Una visione certamente idilliaca, alla quale ben si addice il linguaggio naïf, per vari anni utilizzato con sapienza dall’artista in tutto il ricco gioco delle varietà cromatiche.

E anche nella più recente produzione pittorica, maggiormente interessata al riscontro oggettivo, appare evidente che la lezione naïf non è stata dimenticata; si coglie infatti la tendenza alla reinvenzione dei particolari, in un contesto che diviene vagamente surreale. Ne scaturiscono composizioni descrittive caratterizzate dalla incisività delle immagini, per cui la lettura del quadro diviene immediata e di sicura godibilità estetica.

Proprio a queste peculiarità espressive Tosarelli deve il suo successo artistico, imponendosi spesso in concorsi a carattere nazionale, ed ottenendo consensi in un sempre più vasto raggio.

Ma l’interesse dell’autore verso l’espressione artistica negli ultimi anni si è dilatato, portandolo a divenire animatore culturale. Più volte infatti si è fatto promotore di mostre collettive ed estemporanee nei comuni di Fratta Polesine e Villanova del Ghebbo, fino a ideare, con un gruppo di amici, il primo concorso nazionale "città di Rovigo" che si è tenuto lo scorso Maggio presso il salone della Camera di Commercio del capoluogo polesano.

La passione per la pittura, nata come hobby una ventina di anni fa, è dunque progressivamente divenuta per Tosarelli un qualificante riferimento personale, che lo ha sempre più coinvolto, orientando importanti scelte della sua vita.

Quello di Tosarelli appare in definitiva un percorso artistico lineare, basato su una incessante attività di ricerca ed agevolato da un istintivo gusto estetico. Qualità queste che, coltivate con costanza ed intelligenza, hanno valso all’autore riconoscimenti non episodici, tra cui ci piace qui ricordare il prestigioso "Pico" attribuitogli dalla città di Mirandola.

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Come citare questo articolo

Lino Segantin. “Le poetiche visioni di Tosare”. Ventaglio Novanta, n. 4, 1991. https://ventaglionovanta.it/archivio/le-poetiche-visioni-di-tosare/

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